RICONOSCIMENTO EFFETTIVO DEL POPOLO VENETO

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Atto di Diffida e Riconoscimento del Popolo Veneto – Sintesi Istituzionale

Atto di Diffida e Richiesta Formale di Riconoscimento del Popolo Veneto e della Lingua Veneta

Atto n. 116 — Anno 2026
Soggetto Promotore: Stato Veneto in Autodeterminazione
Data di sottoscrizione: 16 ottobre 2026
Oggetto dell’Atto: Formale istanza di riconoscimento e tutela del Popolo Veneto quale comunità storica, linguistica e culturale. Richiesta di inclusione della lingua veneta nella Legge 482/1999, iniziativa per la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, e diffida formale alle autorità competenti affinché forniscano riscontro motivato entro 90 giorni.

1. Premesse e Finalità

L’atto, promosso da cittadini, studiosi e rappresentanti associativi, si configura come un’iniziativa civica e istituzionale per la tutela dell’identità collettiva e dei diritti linguistici. L’iniziativa non ha finalità secessioniste, ma mira alla tutela dell’identità veneta all’interno del quadro di legalità costituzionale, del pluralismo e della partecipazione democratica, distinguendo le questioni culturali da quelle relative alla sovranità territoriale.

2. Identità Storica e Linguistica

Il documento sottolinea la continuità storica e il patrimonio culturale del Popolo Veneto, evidenziando che la lingua veneta (codice ISO 639-3 vec) possiede caratteristiche strutturali e una tradizione letteraria che ne giustificano il riconoscimento scientifico e giuridico. Si richiede una rilevazione scientifica indipendente per quantificare i parlanti (stimati in circa 10 milioni, dato da verificare) e si chiede che la lingua non venga considerata un elemento folcloristico, ma un patrimonio culturale vivo.

3. Destinatari dell’Iniziativa

L’atto è indirizzato a un ampio spettro di autorità nazionali e internazionali:

  • Autorità italiane: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Ministri competenti, Parlamento.
  • Regione del Veneto: Presidente della Regione, Presidente del Consiglio Regionale e Commissioni competenti.
  • Istituzioni Europee: Commissione, Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea.
  • Consiglio d’Europa: Segretario Generale, Commissario per i Diritti Umani, Comitato Consultivo della Convenzione-quadro.
  • Nazioni Unite: Segretario Generale, Alto Commissario per i Diritti Umani, Relatori Speciali e Comitati competenti.

4. Fondamenti Giuridici e Normativi

La richiesta si basa su un’analisi articolata del quadro normativo:

4.1. Livello Costituzionale e Nazionale

  • Art. 3 Cost.: Uguaglianza e pari dignità sociale, richiedendo una valutazione legislativa trasparente sull’esclusione della lingua veneta.
  • Art. 6 Cost.: Tutela delle minoranze linguistiche. Si chiede al legislatore di valutare formalmente l’inclusione della lingua veneta nella Legge 15 dicembre 1999, n. 482.
  • Art. 9 Cost.: Tutela del patrimonio storico e artistico, con richiesta di programmi di digitalizzazione e conservazione linguistica.
  • Leggi Regionali: Verifica dell’attuazione della L.R. 8/2007 e L.R. 30/2021.

4.2. Livello Internazionale ed Europeo

  • Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (Art. 27): Diritto delle minoranze ad avere una propria vita culturale e usare la propria lingua.
  • Patto sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (Art. 15): Diritto di partecipare alla vita culturale.
  • Convenzione-quadro per le Minoranze Nazionali: Richiesta di illustrare i criteri di individuazione delle comunità protette.
  • Carta Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie: L’Italia ha firmato ma non ratificato. Si chiede al Governo di presentare un disegno di legge per la ratifica e di riesaminare la posizione della lingua veneta.
  • CEDU e Carta di Nizza: Rispetto della diversità culturale e linguistica (Art. 22 CDFUE) e non discriminazione.

5. Richieste Formali e Provvedimenti Sollecitati

I sottoscrittori formulano precise richieste alle istituzioni:

DestinatarioRichiesta Principale
Parlamento ItalianoPromuovere un’iniziativa legislativa per modificare la Legge 482/1999 e includere la lingua veneta. Istituire un tavolo di consultazione con esperti.
Governo ItalianoAvviare un’istruttoria interministeriale, esaminare la ratifica della Carta Europea, coordinare le iniziative e fornire risposta scritta motivata.
Ministero della CulturaAvviare un programma di tutela e valorizzazione (censimento fonti, digitalizzazione, sostegno a ricerca e editoria).
Ministero dell’IstruzioneAprire un tavolo tecnico per valutare l’insegnamento della lingua veneta nelle scuole, nel rispetto dell’autonomia scolastica.
Regione del VenetoVerificare l’attuazione delle leggi regionali, promuovere un piano pluriennale e un osservatorio sulla vitalità linguistica.
Istituzioni Europee e ONUEsaminare le questioni nell’ambito dei rispettivi mandati (monitoraggio, diritti umani, diversità culturale).

6. Diffida Formale e Termini

L’atto costituisce formale diffida a provvedere. Viene assegnato un termine di 90 giorni dal ricevimento per comunicare un riscontro scritto e motivato. Si precisa che la diffida riguarda gli obblighi effettivamente previsti dall’ordinamento e non intende imporre provvedimenti che eccedano le competenze delle autorità o siano riservati alla discrezionalità del legislatore.

In caso di mancato riscontro, i sottoscrittori si riservano di attivare rimedi nazionali e internazionali, tra cui:

  • Ricorsi amministrativi e giurisdizionali.
  • Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
  • Comunicazioni ai Comitati ONU (Diritti Umani, Diritti Economici, Sociali e Culturali).
  • Procedure speciali ONU (Relatori Speciali).

7. Proposte di Misure Riparatorie e Finanziamento

Qualora vengano accertate violazioni, si richiedono misure di riparazione culturale, tra cui l’istituzione di un Fondo per la lingua veneta destinato a ricerca, formazione docenti, produzione di materiali didattici, digitalizzazione e progetti intergenerazionali. Si specifica che la richiesta di indennizzo collettivo è subordinata all’accertamento giuridico di un danno e di una responsabilità.

8. Trasparenza e Documentazione

L’atto è accompagnato da un dossier tecnico-giuridico (Allegati 1-17) che include:

  • Relazioni scientifiche sulla lingua veneta e sul codice ISO 639-3.
  • Analisi comparativa della Legge 482/1999.
  • Testi di sentenze (Corte Costituzionale nn. 118/2015 e 81/2018).
  • Documentazione internazionale (Patti ONU, Carta Europea, CEDU).
  • Proposte tecniche per il Fondo e per un programma pluriennale.

L’intero atto è stato registrato su blockchain (Rete Ethereum Mainnet) per garantirne l’integrità e l’immutabilità, con certificazione tramite hash SHA-256 e marca temporale qualificata eIDAS.

Conclusioni

Il Popolo Veneto, inteso come comunità storica, linguistica e culturale, rivendica il diritto alla conservazione e allo sviluppo della propria identità. L’atto si conclude con l’invito alle autorità a un esame istituzionale trasparente, scientificamente fondato e giuridicamente motivato, affinché la lingua veneta non rimanga esclusa dal sistema di tutela nazionale.

Firme dei rappresentanti autorizzati:

  • S.E. Franco Paluan – Presidente dell’Esecutivo di Governo del Popolo Veneto Autodeterminato (Primo Ministro)
  • S.E. Marina Piccinato – Presidente della Corte Costituzionale del Popolo Veneto
  • Irene Barban – Presidente dello Stato del Popolo Veneto Autodeterminato

Luogo di sottoscrizione: Venezia, Palazzo Ducale.

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