TRATTATO COSTITUZIONALE DELL’UNIONE EUROPEA DEI POPOLI (TIEP)E SISTEMA DELLE ISTITUZIONI DEI POPOLI PER LA SOVRANITÀ ECONOMICA (SIPSE)

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SIPSE · Istituzione dei Popoli

Sede istituzionale: Venezia · Palazzo Ducale Cancelleria: San Vito di Leguzzano (VI) www.sipsesovereign.org
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TRATTATO COSTITUZIONALE DELL’UNIONE EUROPEA DEI POPOLI (TIEP) E SISTEMA DELLE ISTITUZIONI DEI POPOLI PER LA SOVRANITÀ ECONOMICA (SIPSE) VERSIONE INTEGRALE E FINALE – DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LE ENTITÀ INTERNAZIONALI PREAMBOLO: LE FONTI DELLA LEGITTIMITÀ I Popoli d’Europa, richiamando i principi della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali; riconoscendo che la sovranità appartiene originariamente ai Popoli e che ogni forma di governo è legittima solo se derivata dal loro consenso libero, previo e informato, espresso attraverso procedure democratiche autentiche; affermando il diritto inalienabile all’autodeterminazione come norma di jus cogens e obbligo erga omnes, ai sensi della risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e della giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia; constatando che il sistema economico e finanziario dominante, basato sull’indebitamento strutturale, sulla creazione monetaria privata e sulla speculazione sistemica, genera disuguaglianze crescenti, impoverimento dei Popoli e trasferimento di passività insostenibili alle generazioni future; considerando essenziale la protezione delle generazioni future da sistemi economici fondati su debito perpetuo, instabilità finanziaria e sfruttamento predatorio delle risorse naturali e del lavoro; convinti che la giustizia intergenerazionale, la sostenibilità ambientale, l’economia reale e la democrazia partecipativa costituiscano i pilastri di un nuovo ordine economico e istituzionale; istituendo un’unione volontaria tra Popoli sovrani per la gestione comune di beni, infrastrutture e politiche strategiche, nel rispetto delle identità culturali, linguistiche e storiche di ciascun Popolo; determinati a costruire un’Europa dei Popoli, fondata sulla pace, sulla cooperazione solidale e sulla sovranità condivisa, in alternativa ai modelli centralisti e tecnocratici; convengono e adottano il presente Trattato Costituzionale dell’Unione Europea dei Popoli (TIEP) e il correlato Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica (SIPSE), di seguito denominati collettivamente “il Trattato”.

PARTE I – PRINCIPI FONDAMENTALI

ARTICOLO 1 – NATURA DELL’UNIONE

1. L’Unione Europea dei Popoli (UEP) è un’entità sovranazionale costituzionale di natura sui generis,

non riconducibile né alla categoria degli Stati federali, né a quella delle organizzazioni internazionali classiche, né a quella delle confederazioni di Stati. Essa rappresenta una nuova forma di organizzazione politica e giuridica, fondata sulla sovranità originaria dei Popoli e sul principio di autodeterminazione.

2. L’UEP si fonda sull’adesione volontaria dei Popoli e sul principio di sovranità popolare originaria.

L’Unione non sostituisce i Popoli aderenti, ma coordina funzioni comuni da essi delegate.

3. La denominazione “Unione Europea dei Popoli” e l’acronimo “UEP” sono titoli ufficiali dell’entità,

utilizzabili in tutti i contesti internazionali.

ARTICOLO 1-bis – PERSONALITÀ GIURIDICA INTERNAZIONALE E CAPACITÀ SOVRANA

1. Personalità giuridica internazionale: L’UEP possiede personalità giuridica internazionale piena,

autonoma e distinta da quella dei Popoli aderenti. Essa è titolare dei diritti e degli obblighi derivanti dal diritto internazionale, ivi compresi: o Il diritto di stipulare trattati e accordi internazionali con Stati, organizzazioni internazionali e altri soggetti di diritto internazionale; o Il diritto di legazione attivo e passivo, con facoltà di istituire rappresentanze diplomatiche e consolari; o Il diritto di partecipare alle organizzazioni internazionali e alle conferenze intergovernative; o Il diritto di agire in sede giudiziaria internazionale, inclusa la Corte Internazionale di Giustizia, per la tutela dei propri diritti e dei diritti dei Popoli aderenti; o Il diritto di emettere moneta e di gestire una politica monetaria autonoma; o Il diritto di esercitare giurisdizione sulle materie di propria competenza attraverso i propri organi giudiziari; o Il diritto di concludere accordi di cooperazione con organizzazioni internazionali e regionali.

2. Capacità giuridica nei territori aderenti: Nei territori dei Popoli aderenti, l’UEP e le sue istituzioni

godono della capacità giuridica necessaria per l’esercizio delle loro funzioni, inclusa la facoltà di: o Acquistare, detenere e alienare beni mobili e immobili; o Stipulare contratti e convenzioni; o Essere parte in giudizio dinanzi alle giurisdizioni nazionali e internazionali; o Emettere strumenti finanziari e obbligazioni; o Detenere e gestire riserve valutarie e patrimoniali.

3. Immunità e privilegi: L’UEP, le sue istituzioni e i suoi funzionari godono, nei territori dei Popoli

aderenti e nei rapporti con i terzi, delle immunità e dei privilegi necessari per l’esercizio delle loro funzioni, in conformità con il diritto internazionale consuetudinario e con gli accordi conclusi dall’UEP.

4. Successione e continuità: L’UEP è un’entità permanente e continua, non soggetta a estinzione per

effetto di variazioni nel numero dei Popoli aderenti, salvo decisione contraria dell’Assemblea dei Popoli adottata secondo la procedura di revisione del Trattato.

ARTICOLO 2 – SOVRANITÀ E AUTODETERMINAZIONE

1. Ogni Popolo conserva la sovranità permanente sulle proprie risorse naturali, culturali, linguistiche,

economiche e tecnologiche.

2. Nessuna competenza può essere trasferita in modo irreversibile all’Unione. Il principio

di reversibilità delle deleghe costituisce norma fondamentale dell’ordinamento dell’Unione e non può essere sospeso né derogato.

3. Un Popolo può, in qualsiasi momento e con le sue procedure democratiche interne, ritirare una

delega di competenza all’Unione, dandone comunicazione formale all’Assemblea dei Popoli e al Consiglio dei Garanti. Il ritiro diventa effettivo decorsi novanta giorni dalla comunicazione.

4. La proprietà delle risorse naturali, culturali ed economiche (acqua, suolo, sottosuolo, biodiversità,

patrimonio culturale, dati e algoritmi) è sottratta a qualsiasi forma di privatizzazione forzosa o di controllo centralizzato non approvato dal Popolo interessato.

ARTICOLO 3 – DIRITTI FONDAMENTALI

1. L’Unione riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona umana, ivi inclusi:

o Dignità umana; o Diritto al lavoro dignitoso e alla giusta retribuzione; o Sicurezza economica e sociale; o Accesso universale ai beni essenziali (acqua, cibo, energia, salute, istruzione, abitazione); o Partecipazione democratica diretta; o Libertà di espressione, associazione e movimento; o Tutela della privacy e dei dati personali; o Diritto a un ambiente sano e sostenibile.

2. Nessuna politica economica, monetaria o fiscale può comprimere tali diritti oltre il limite della

proporzionalità e necessità, secondo il principio del minimum core dei diritti sociali.

3. Il diritto al lavoro non è solo un auspicio, ma un obbligo positivo per l’Unione, che promuove

politiche attive per la piena occupazione e la riconversione professionale.

4. La “sicurezza economica” implica che le politiche monetarie restrittive (come l’austerità) non

possono essere imposte se comprimono i diritti essenziali dei cittadini e delle comunità.

ARTICOLO 4 – TUTELA DELLE GENERAZIONI FUTURE

1. Ogni atto dell’Unione, ivi compresi quelli di natura economica, finanziaria, ambientale e legislativa,

deve rispettare il principio di sostenibilità intergenerazionale.

2. È vietata la creazione di obbligazioni strutturali che trasferiscano debito irreversibile, passività

ambientali o oneri insostenibili alle generazioni future.

3. È istituita un’Autorità per l’Impatto Intergenerazionale delle Politiche Pubbliche, organo

indipendente composto da esperti in economia, ecologia, demografia e scienze sociali, con il compito di: o Valutare ogni progetto di legge, regolamento o investimento pubblico calcolandone l’impatto finanziario, ambientale e sociale su un arco temporale di almeno 30-50 anni; o Redigere una relazione d’impatto intergenerazionale vincolante per ogni atto normativo o amministrativo di rilievo; o Segnalare al Consiglio dei Garanti eventuali violazioni del principio di sostenibilità intergenerazionale.

4. Se l’impatto intergenerazionale di un atto è negativo, l’atto non può essere approvato

dall’Assemblea dei Popoli né dal Direttorio Esecutivo.

5. È fatto divieto costituzionale del debito pubblico strutturale e della speculazione finanziaria

sistemica, poiché entrambi sono meccanismi che trasferiscono il costo del presente sul futuro.

PARTE II – ORDINAMENTO ISTITUZIONALE

ARTICOLO 5 – ASSEMBLEA DEI POPOLI

1. L’Assemblea dei Popoli è l’organo legislativo supremo dell’Unione.

2. È composta da:

o Rappresentanti eletti dai Popoli aderenti secondo le rispettive procedure democratiche, in numero proporzionale alla popolazione (minimo 1, massimo 10 per Popolo); o Delegati dei sistemi di democrazia diretta, scelti tramite sorteggio o elezione tra i cittadini attivi, in numero pari al 20% dei rappresentanti eletti.

3. L’Assemblea approva:

o Leggi organiche e regolamenti dell’Unione; o Il bilancio annuale e pluriennale dell’Unione; o Gli indirizzi strategici (piano energetico, infrastrutture, ricerca, politica estera comune); o La nomina e la revoca del Direttorio Esecutivo; o La ratifica degli accordi internazionali conclusi dall’Unione.

4. Le deliberazioni dell’Assemblea sono adottate a maggioranza semplice, salvo quelle di maggiore

rilevanza (modifiche del Trattato, adesione di nuovi Popoli, dichiarazioni di guerra, utilizzo del Fondo di Resistenza) che richiedono la maggioranza qualificata dei due terzi dei membri.

5. L’Assemblea si riunisce in sessione ordinaria almeno due volte l’anno e in sessione straordinaria su

richiesta di almeno un terzo dei membri o del Consiglio dei Garanti.

ARTICOLO 6 – CONSIGLIO DEI GARANTI

1. Il Consiglio dei Garanti è l’organo di giustizia costituzionale e di garanzia dell’Unione.

2. È composto da 21 giudici, eletti dall’Assemblea dei Popoli a maggioranza qualificata tra giuristi di

chiara fama, con almeno un terzo di genere femminile e adeguata rappresentanza delle minoranze.

3. Il Consiglio:

o Vigila sul rispetto del presente Trattato; o Annulla atti dell’Assemblea, del Direttorio o di altre istituzioni dell’Unione che violino i principi fondamentali, la sovranità popolare, l’autodeterminazione o il divieto di debito strutturale; o Giudica i conflitti di competenza tra le istituzioni dell’Unione e tra l’Unione e i Popoli aderenti; o Esprime parere consultivo sulla conformità al Trattato degli accordi internazionali prima della ratifica.

4. Le decisioni del Consiglio sono vincolanti e immediatamente esecutive in tutti i territori aderenti.

5. I giudici restano in carica nove anni, non rinnovabili, e godono delle immunità proprie della

funzione giurisdizionale.

ARTICOLO 7 – DIRETTORIO ESECUTIVO

1. Il Direttorio Esecutivo è l’organo esecutivo e amministrativo dell’Unione.

2. È composto da 9 membri, eletti dall’Assemblea dei Popoli a maggioranza semplice, con mandato di

5 anni rinnovabile una volta. La composizione rispetta il principio di equilibrio geografico e di genere.

3. Il Direttorio:

o Attua le politiche approvate dall’Assemblea; o Gestisce l’amministrazione ordinaria dell’Unione; o Coordina i programmi di cooperazione tra i Popoli aderenti; o Presenta all’Assemblea il progetto di bilancio e la relazione annuale di attività; o Rappresenta l’Unione nei rapporti con i terzi, salvo diversa delega.

4. Il Direttorio opera sotto il controllo dell’Assemblea e sotto la vigilanza giurisdizionale del Consiglio

dei Garanti.

5. I membri del Direttorio sono responsabili politicamente dinanzi all’Assemblea e giuridicamente

dinanzi al Consiglio dei Garanti per gli atti compiuti in violazione del Trattato.

6. La Presidenza del Direttorio è esercitata a rotazione annuale tra i membri.

ARTICOLO 8 – AUTORITÀ MONETARIA DEI POPOLI (IPSE)

1. L’Autorità Monetaria dei Popoli (IPSE) è l’istituzione monetaria centrale dell’Unione.

2. È indipendente dai governi nazionali, dalle istituzioni dell’UE e dalle pressioni della finanza privata,

ma è democraticamente responsabile dinanzi all’Assemblea dei Popoli.

3. L’IPSE ha il compito di:

o Emettere la moneta comune dell’Unione (Euro-P e altre eventuali monete complementari); o Regolare il credito e la liquidità nel sistema bancario dell’Unione; o Stabilizzare il valore della moneta e controllare l’inflazione, con l’obiettivo prioritario di favorire la piena occupazione e lo sviluppo produttivo; o Gestire le riserve valutarie dell’Unione; o Cooperare con le banche centrali dei Popoli aderenti e con le istituzioni monetarie internazionali.

4. L’IPSE opera secondo il principio della trasparenza totale: tutte le operazioni di emissione, di

acquisto di titoli e di regolazione del credito sono pubbliche e soggette a revisione indipendente.

5. L’IPSE ha sede a Venezia e può istituire uffici di rappresentanza nei territori aderenti e presso le

organizzazioni internazionali.

PARTE III – SISTEMA ECONOMICO E MONETARIO

ARTICOLO 9 – PRINCIPI DELL’ECONOMIA DELL’UNIONE

1. L’economia dell’Unione si fonda sui seguenti principi:

o Economia reale e produttiva: la produzione di beni e servizi utili alla collettività prevale sull’economia finanziaria speculativa; o Sovranità monetaria democratica: la moneta è uno strumento pubblico al servizio del benessere collettivo; o Stabilità finanziaria: le crisi finanziarie sistemiche sono prevenute attraverso regole rigorose e trasparenza; o Equità intergenerazionale: le scelte economiche di oggi non compromettono le possibilità delle generazioni future; o Prevalenza dell’interesse pubblico: gli interessi della collettività prevalgono sugli interessi privati in caso di conflitto.

2. È vietata ogni forma di creazione monetaria finalizzata alla speculazione non produttiva sistemica.

3. L’economia non è al servizio della finanza, ma dell’uomo. L’economia reale (ciò che si produce e si

consuma) prevale sull’economia finanziaria (ciò che si specula).

4. La “prevalenza dell’interesse pubblico” implica che un’azienda può essere regolata, commissariata

o, in casi estremi, nazionalizzata se le sue pratiche minacciano il benessere collettivo, la sicurezza dei lavoratori o l’ambiente.

ARTICOLO 10 – MONETA DELL’UNIONE

1. È istituita una moneta comune dell’Unione Europea dei Popoli, denominata Euro-P (simbolo: €P;

codice: EUR-P) , quale strumento di scambio, riserva e regolamento all’interno dell’Unione e nei rapporti con l’Unione Europea e i terzi che l’accettino.

2. La moneta è emessa a credito produttivo, in funzione di:

o Infrastrutture strategiche; o Servizi pubblici essenziali (salute, istruzione, trasporti, acqua, energia); o Investimenti industriali e tecnologici sostenibili; o Transizione ecologica e riconversione energetica; o Ricerca scientifica e innovazione.

3. L’emissione monetaria non è vincolata a debito verso soggetti privati, ma a capacità produttiva

reale verificata da un organismo indipendente di valutazione.

4. La moneta viene creata contestualmente alla creazione di valore reale, evitando l’inflazione e il

debito. Essa costituisce un titolo di credito sociale, non una merce.

5. L’IPSE emette la moneta in forma scritturale, digitale (su blockchain certificata) e, ove necessario,

fisica.

ARTICOLO 10-bis – RAPPORTO DI CAMBIO CON L’EURO

1. L’Euro-P è ancorato all’Euro (EUR) con un rapporto di cambio fisso e irrevocabile di 1 (uno) Euro-P

= 1 (un) Euro.

2. Tale rapporto è stabilito all’atto dell’emissione e non può essere modificato se non con delibera

dell’Assemblea dei Popoli adottata a maggioranza dei due terzi, previa consultazione dell’Autorità per l’Impatto Intergenerazionale e del Consiglio dei Garanti.

3. Per garantire la stabilità del rapporto 1:1, l’IPSE mantiene riserve in Euro e in attività denominate

in Euro per un ammontare almeno pari al valore degli Euro-P in circolazione. Le riserve sono costituite da: o Depositi presso banche centrali dell’area euro e presso l’IPSE; o Titoli di Stato europei e di Stati membri dell’UE, se conformi ai principi di sostenibilità; o Altre attività liquide denominate in Euro, con basso rischio di credito.

4. La gestione delle riserve è soggetta a trasparenza totale e a revisione contabile indipendente, ai

sensi dell’Art. 18.

5. L’Euro-P non sostituisce l’Euro, ma opera come moneta complementare e parallela, nel pieno

rispetto della sovranità monetaria dell’UE.

ARTICOLO 11 – SISTEMA BANCARIO DELL’UNIONE

1. Il sistema bancario dell’Unione è articolato in:

o Banca Centrale dei Popoli (IPSE) – banca centrale dell’Unione; o Banche Pubbliche di Sviluppo – per il finanziamento di progetti strategici; o Istituti Cooperativi e Locali – per il credito al territorio e alle piccole imprese; o Banca Mondiale dei Popoli (BMP) – istituto di credito internazionale del sistema SIPSE.

2. Le banche operano secondo il principio di separazione tra credito produttivo e attività

speculative: o Le banche di deposito (che gestiscono i risparmi dei cittadini) non possono svolgere attività speculative in borsa, in derivati o in strumenti finanziari ad alto rischio; o Le banche d’affari (speculative) operano con capitale proprio, senza garanzie pubbliche e senza accesso al credito agevolato dell’IPSE.

3. È vietata la creazione di moneta privata non regolata da autorità pubblica, incluse le criptovalute

non sottoposte a controllo democratico.

ARTICOLO 12 – CREDITO E FINANZA PRODUTTIVA

1. Il credito è considerato un bene pubblico e uno strumento di sviluppo economico, non una merce

da vendere al miglior offerente.

2. Il credito viene concesso sulla base di:

o Sostenibilità economica, ambientale e sociale del progetto; o Utilità sociale e creazione di occupazione; o Capacità produttiva reale e prospettive di sviluppo.

3. Gli interessi sui prestiti sono stabiliti dall’IPSE e non possono essere usurari né superare il tasso di

inflazione più un margine ragionevole per il rischio.

4. Le banche pubbliche e cooperative erogano credito a tasso zero o agevolato (0%-2%) per progetti

ad alta utilità sociale, quali: o Edilizia popolare e sociale; o Energie rinnovabili e efficienza energetica; o Agricoltura sostenibile e sovranità alimentare; o Sanità pubblica e istruzione; o Cultura e patrimonio storico; o Ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

5. Il sistema creditizio non può generare obbligazioni strutturali insostenibili per lo Stato, i Popoli o le

comunità locali.

ARTICOLO 13 – DEBITO PUBBLICO

1. Il debito pubblico è ammesso solo come strumento temporaneo e controllato di stabilizzazione

economica per fronteggiare shock esterni imprevisti (guerra, pandemia, catastrofe naturale).

2. È vietata la crescita illimitata del debito come meccanismo strutturale permanente di governo.

3. Il debito pubblico non può essere ceduto a soggetti privati speculativi né generare interessi

composti o usurari. Gli interessi sui titoli di Stato sono fissati al tasso di inflazione più un margine massimo dell’1%.

4. È vietato il debito pubblico perpetuo: ogni emissione di debito deve prevedere un piano di

ammortamento definito e un termine massimo di rimborso non superiore a 20 anni.

5. I titoli di Stato non possono essere oggetto di speculazione sui mercati secondari, né essere

utilizzati come collaterale per operazioni speculative.

6. L’Unione si impegna a promuovere la progressiva riduzione del debito pubblico dei Popoli aderenti

attraverso politiche di conversione e ristrutturazione sostenibili.

ARTICOLO 14 – SISTEMA FISCALE

1. La fiscalità dell’Unione e dei Popoli aderenti è basata sui principi di:

o Progressività reale: la tassazione cresce in modo più che proporzionale al reddito e al patrimonio, colpendo le rendite e le grandi fortune per alleggerire il carico su lavoro e consumo; o Equità contributiva: ogni contribuente paga in base alla propria capacità effettiva; o Semplificazione amministrativa: riduzione degli adempimenti e dei costi di compliance; o Trasparenza totale: ogni cittadino può verificare come vengono spesi i propri contributi.

2. Il sistema fiscale è finalizzato a:

o Finanziamento dei beni pubblici e dei servizi essenziali; o Redistribuzione equilibrata della ricchezza e riduzione delle disuguaglianze; o Stabilizzazione economica e anticiclica.

3. È vietata la doppia imposizione ingiustificata e la fiscalità predatoria, nonché l’elusione e l’evasione

fiscale, che sono perseguite attraverso la cooperazione amministrativa tra i Popoli aderenti.

4. L’Unione può istituire proprie entrate fiscali, quali dazi ambientali, tasse sulle transazioni

finanziarie e contributi di solidarietà, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

ARTICOLO 15 – FINANZA PUBBLICA E INVESTIMENTI

1. La spesa pubblica è orientata esclusivamente al benessere collettivo, alla coesione sociale e allo

sviluppo sostenibile.

2. Gli investimenti strategici (infrastrutture, ricerca, transizione ecologica, sanità, istruzione) sono

finanziati prioritariamente tramite emissione monetaria controllata dall’IPSE, secondo il principio del credito produttivo di cui all’Art. 10.

3. È istituito un Fondo Intergenerazionale per infrastrutture, ricerca e ambiente, alimentato da:

o Emissione monetaria dedicata; o Contributi dei Popoli aderenti; o Rendite da risorse naturali e da beni comuni; o Donazioni e lasciti.

4. Il Fondo Intergenerazionale è gestito in modo trasparente e indipendente, con l’obiettivo di

capitalizzare risorse per le generazioni future e di finanziare progetti a lungo termine.

5. La spesa corrente (stipendi, consumi intermedi, trasferimenti) è finanziata tramite entrate fiscali

ordinarie e non tramite emissione monetaria o indebitamento.

ARTICOLO 16 – MERCATI E REGOLAZIONE

1. I mercati operano in regime di libertà regolata: libertà di iniziativa economica, ma con regole

chiare e vincoli a tutela del bene comune.

2. Sono vietati:

o I monopoli e gli oligopoli che limitano la concorrenza e danneggiano i consumatori; o I cartelli e le intese restrittive della concorrenza; o Le pratiche speculative sistemiche (trading ad alta frequenza, derivati non coperti, vendite allo scoperto); o Il dumping sociale e ambientale.

3. L’Unione garantisce:

o Concorrenza leale e pari opportunità tra le imprese; o Protezione dei lavoratori e dei consumatori; o Sostenibilità ambientale delle attività produttive; o Trasparenza dei prezzi e delle condizioni di vendita.

4. Le imprese che operano nel territorio dell’Unione sono tenute al rispetto dei principi di

responsabilità sociale e ambientale, con obbligo di rendicontazione non finanziaria.

5. Le violazioni delle regole di mercato sono perseguibili penalmente e amministrativamente, con

sanzioni proporzionali al danno arrecato.

PARTE IV – CITTADINANZA, DEMOCRAZIA DIRETTA E TRASPARENZA

ARTICOLO 17 – CITTADINO LEGISLATORE

1. Ogni cittadino dell’Unione, in quanto soggetto attivo della sovranità popolare, partecipa

direttamente al processo legislativo.

2. L’iniziativa popolare digitale certificata consente a un numero minimo di cittadini (definito

dall’Assemblea, non superiore all’1% della popolazione dell’Unione) di proporre leggi, regolamenti o atti amministrativi all’Assemblea dei Popoli.

3. Le proposte popolari che raggiungono la soglia di firme richiesta sono esaminate dall’Assemblea,

che deve pronunciarsi entro sei mesi. Se l’Assemblea respinge la proposta, questa può essere sottoposta a referendum vincolante.

4. Il voto popolare vincolante (referendum) è obbligatorio per le seguenti materie:

o Modifiche del presente Trattato; o Adesione di nuovi Popoli all’Unione; o Recesso dall’Unione; o Dichiarazione di guerra o partecipazione a conflitti armati; o Grandi opere pubbliche con impatto ambientale o sociale significativo; o Modifiche sostanziali del sistema monetario o fiscale.

5. Il voto popolare è organizzato su piattaforma digitale certificata e trasparente, con garanzie di

segretezza, autenticazione e verificabilità.

6. I risultati del voto sono vincolanti per tutte le istituzioni dell’Unione e per i Popoli aderenti.

ARTICOLO 18 – TRASPARENZA E ACCESSO AGLI ATTI

1. Tutti gli atti dell’Unione, ivi compresi quelli legislativi, amministrativi, giudiziari e monetari,

sono pubblici e accessibili a ogni cittadino.

2. È obbligatoria la tracciabilità delle decisioni economiche e monetarie:

o Ogni operazione di emissione di moneta; o Ogni acquisto o vendita di titoli da parte dell’IPSE; o Ogni contratto pubblico di valore superiore a 100.000 Euro-P; o Ogni concessione di credito agevolato; o Ogni decisione di investimento del Fondo Intergenerazionale.

3. La tracciabilità è garantita attraverso:

o Registri pubblici aggiornati in tempo reale; o Tecnologie di blockchain o equivalenti per l’immutabilità e la verificabilità; o Audit indipendenti annuali, pubblicati integralmente.

4. Ogni cittadino ha diritto di accesso agli atti, con facoltà di richiedere copia, informazioni e

chiarimenti. Le richieste di accesso sono gratuite e devono essere evase entro trenta giorni.

5. Le uniche eccezioni al principio di trasparenza sono costituite dai segreti di Stato strettamente

necessari per la sicurezza dell’Unione o dei Popoli aderenti, limitati nel tempo e motivati dal Consiglio dei Garanti.

PARTE V – SISTEMA SIPSE: ARCHITETTURA OPERATIVA DELLA SOVRANITÀ ECONOMICA

Il Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica (SIPSE) costituisce l’architettura operativa che traduce i principi del TIEP in strumenti giuridici, monetari, finanziari e tecnologici effettivamente utilizzabili dai Popoli. Il SIPSE è stato costituito il 24 maggio 2026 dal Popolo Veneto e dal Popolo Italiano Autodeterminato quali Popoli Fondatori, con deposito del Trattato presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite ai sensi dell’art. 102 della Carta delle Nazioni Unite e notifica ufficiale all’Unione Europea. Le istituzioni del SIPSE operano ai sensi del diritto all’autodeterminazione — norma di jus cogens — e degli obblighi erga omnes, senza richiedere alcun riconoscimento statale preventivo. Sedi principali: Venezia (Palazzo Ducale) e Ginevra (Svizzera) .

ARTICOLO 19 – ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PER LA STANDARDIZZAZIONE DEI POPOLI

(OISP)

1. L’OISP è costituita come ente di normazione parallelo, indipendente, volontario e non profit,

complementare — non sostitutivo — dello standard ISO 4217 ufficiale.

2. L’OISP sviluppa e mantiene lo Standard dei Popoli per i Codici Valuta (P-ISO 4217) , assegna su

richiesta codici a tre lettere maiuscole con prefisso riservato Q, Z o X (per evitare collisioni con i codici ISO statali), gestisce il Registro Ufficiale dei Popoli e il Registro dei Codici, rilascia certificati digitali firmati e ancorati su blockchain.

3. L’OISP ha emesso i primi due codici il 20 giugno 2026: ZEC (Zecchino Veneto) per il Popolo Veneto

— Stato Veneto in Autodeterminazione — e LIS (Lira Italiana Sovrana) per il CLNI (Coordinamento per la Libera Nazione Italiana), con notifica ufficiale a FMI, Banca Mondiale, BRI, BCE, Commissione Europea, ICJ, CPI, ITLOS, CJUE e CEDU.

4. Organi dell’OISP:

o Assemblea Generale dei Popoli: organo supremo, un voto per Membro, sessione ordinaria biennale; o Consiglio Direttivo: 7 membri eletti, mandato di 4 anni rinnovabile una volta; o Segretariato Tecnico: gestione operativa e amministrativa; o Comitato dei Codici (CdC) : 5 esperti indipendenti per la valutazione delle richieste; o Tribunale Arbitrale dei Popoli: 3 arbitri a rotazione, decisioni vincolanti e pubbliche; o Comitato di Vigilanza sulla Carta dei Popoli per la Sovranità Monetaria.

ARTICOLO 20 – CORTE INTERNAZIONALE PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI

1. La Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli è l’organo giurisdizionale principale

del Sistema SIPSE, con sede legale a Venezia (Palazzo Ducale) e sede operativa a Ginevra.

2. La Corte ha la missione di riconoscere, tutelare, promuovere e far valere il diritto dei popoli

all’autodeterminazione in tutte le sue dimensioni: politica, istituzionale, economica, monetaria, culturale, linguistica, ambientale, territoriale, digitale e tecnologica.

3. La Corte opera come foro indipendente, imparziale e permanente, con meccanismi di

partecipazione popolare diretta (giurie cittadine sorteggiate, deliberazione digitale verificabile su blockchain), audit annuale indipendente e registrazione immutabile delle istanze.

4. La giurisdizione della Corte è esclusiva, obbligatoria ed erga omnes: le sentenze sono

immediatamente esecutive, corredate da un Piano di Esecuzione e Monitoraggio Partecipato (PEMP) e, in caso di inadempimento, comportano la sospensione dei diritti di voto e dell’uso dei codici valuta P-ISO 4217 per l’entità inadempiente.

5. Organi della Corte:

o Presidenza della Corte (Presidente in carica: S.E. Marina Piccinato); o Consiglio dei Giudici: minimo 21 membri, con quote del 40% per donne e minoranze; o Segretariato Generale e Cancelleria Digitale: portale open-data; o Sezione Permanente per i Diritti dei Popoli Indigeni e Storici (protocolli FPIC); o Camera per la Sovranità Economica, Monetaria e Digitale; o Assemblea Permanente della Giuria Popolare (APGP) ; o Commissione per la Sostenibilità Globale.

6. Competenze della Corte:

o Violazioni del diritto internazionale sull’autodeterminazione; o Spoliazione monetaria, signoraggio illegittimo, manipolazione finanziaria, data grabbing; o Violazioni dei trattati ambientali che minano l’autodeterminazione; o Sovranità sanitaria e accesso ai beni essenziali; o Inchieste proprio motu su mandato dell’APGP.

ARTICOLO 21 – FONDO MONETARIO DEI POPOLI (FMP)

1. Il Fondo Monetario dei Popoli (FMP) è l’istituzione monetaria centrale del sistema SIPSE, parallela

al Fondo Monetario Internazionale.

2. Il FMP gestisce il Sistema di Mutuo Riconoscimento e Compensazione Multilaterale (SMRC) , che

consente la compensazione commerciale senza valute estere, utilizzando i codici P-ISO 4217 e le valute dei Popoli (inclusi DSPP, ZEC, LIS, Euro-P).

3. Il SMRC è aperto a Stati terzi e banche centrali su base paritetica e volontaria.

4. Il FMP svolge anche funzioni di:

o Coordinamento delle politiche monetarie tra i Popoli aderenti; o Gestione del sistema di pagamenti internazionali dell’Unione; o Assistenza tecnica per l’implementazione dei codici P-ISO 4217.

ARTICOLO 22 – BANCA MONDIALE DEI POPOLI (BMP)

1. La Banca Mondiale dei Popoli (BMP) è l’istituto di credito e sviluppo del sistema SIPSE, parallela

alla Banca Mondiale.

2. La BMP ha la missione di:

o Ridurre povertà e disuguaglianze strutturali; o Finanziare infrastrutture materiali (energia rinnovabile, acqua, mobilità, sanità, edilizia scolastica) e immateriali (reti digitali sovrane, identità decentralizzata, alfabetizzazione finanziaria); o Sostenere la transizione ecologica e la resilienza climatica; o Promuovere la cooperazione economica tra i Popoli.

3. Capitale iniziale della BMP: 1.000.000 ZEC (apporto dello Stato Veneto) + 1.250.000 LIS (apporto

del CLNI), con possibilità di incremento mediante contributi volontari e sottoscrizioni di nuovi Membri.

4. Strumenti operativi della BMP:

o Prestiti agevolati: tassi 0,5%–3%, durata fino a 20 anni, periodo di grazia fino a 5 anni; o Donazioni a fondo perduto per progetti pilota e di emergenza; o Garanzie parziali fino al 70% del valore dell’investimento; o Partecipazioni azionarie in imprese cooperative dei Popoli; o Project-bond verdi e sociali (OVSP) denominati in DSPP, ZEC, LIS o Euro-P; o Fondo per la Transizione Ecologica dei Popoli da 500.000 DSPP.

5. Tutti i progetti finanziati dalla BMP sono soggetti a:

o Valutazione FPIC (Free, Prior and Informed Consent) delle comunità interessate; o Audit ambientale indipendente; o Pubblicazione integrale dei contratti su blockchain e sul portale della trasparenza.

ARTICOLO 23 – PIATTAFORMA PER LE QUOTAZIONI DELLE RISORSE NATURALI DEI POPOLI (P-

QRNP)

1. La P-QRNP è l’infrastruttura tecnologica di governance partecipata e trasparenza per la gestione

delle risorse naturali.

2. Gestisce la quotazione giornaliera delle seguenti risorse:

o Energia: elettrica, gas naturale, idrogeno verde, biocarburanti; o Minerali strategici: litio, cobalto, terre rare, rame, nichel; o Prodotti agricoli: cereali, caffè, cacao, olio, zucchero, carni; o Risorse idriche: acqua potabile e per uso irriguo; o Crediti di carbonio certificati per progetti di riduzione delle emissioni.

3. Ogni giorno lavorativo, alle 16:00 UTC, la Borsa delle Valute dei Popoli (BVP) pubblica i prezzi di

riferimento espressi in DSPP, ZEC, LIS ed Euro-P, calcolati con metodologia trasparente che integra: o Costi di estrazione e produzione sostenibile; o Esternalità ambientali negative e positive; o Premio di sovranità (valore aggiunto della certificazione P-QRNP); o Indicatori di rispetto del protocollo FPIC.

4. La P-QRNP emette Certificati di Sovranità Risorse (CSR) fino al 70% delle riserve accertate e

indipendentemente verificate. I CSR sono: o Utilizzabili come collaterale per prestiti della BMP; o Riserva per le banche centrali dei Popoli; o Strumento di pagamento internazionale tra Membri; o Tracciati end-to-end su blockchain.

ARTICOLO 24 – STRUMENTI STRATEGICI DI TUTELA E SVILUPPO

Il SIPSE è dotato dei seguenti strumenti operativi: Strumento Funzione Riferimento TIEP FREP — Fondo di Resistenza Economica e di Emergenza dei Popoli Sostiene i Membri che subiscono ritorsioni economiche (sanzioni, blocchi finanziari, embarghi). Alimentato da trattenuta dello 0,5% sulle transazioni in DSPP, contributi volontari e sanzioni. Eroga prestiti d’emergenza a tasso zero, sovvenzioni e assistenza legale. Art. 4 SMRC — Sistema di Mutuo Riconoscimento e Compensazione Gestito dal FMP, consente la compensazione commerciale senza valute estere, utilizzando DSPP e Art. 10 valute dei Popoli. Aperto a Stati terzi e banche centrali su base paritetica. CCJC — Certificazione di Conformità alle Norme Jus Cogens Rilasciata a imprese, Stati e organizzazioni che rispettano l’autodeterminazione e i diritti umani. Le entità certificate godono di priorità nelle gare, riduzione delle commissioni e accesso al credito agevolato. Art. 16 APVIR — Agenzia dei Popoli per la Valutazione Indipendente delle Risorse Verifica quantità, qualità, sostenibilità e valore equo delle risorse registrate, determinando il «prezzo giusto dei popoli» . Art. 12 SAR — Sistema di Allarme Rapido per Violazioni Monitora tentativi di impedire l’uso dei codici P-ISO 4217, azioni discriminatorie e attività estrattive illegali. Attiva notifiche, proteste diplomatiche e contromisure collettive. Art. 2 OVSP — Obbligazioni Verdi e Sociali dei Popoli Emissioni della BMP denominate in ZEC, LIS, Euro-P o DSPP per finanziare riconversione ecologica, alfabetizzazione finanziaria, sanità e istruzione. Tasso 0% per finalità sociali, 2% per finalità ambientali. Art. 15 UPAT — Ufficio dei Popoli per Formazione gratuita, supporto alla Art. 17 l’Assistenza Tecnica e Capacity Building redazione di domande di finanziamento, assistenza per wallet digitali e registrazione di risorse. Opera in quattro lingue ufficiali (italiano, inglese, francese, spagnolo).

ARTICOLO 25 – UFFICIO DEI BREVETTI E DEL PATRIMONIO DEI POPOLI (UBPP)

1. L’UBPP è l’infrastruttura sovrana transnazionale per la proprietà intellettuale collettiva. Opera in

extraterritorialità funzionale, tutelando le conoscenze dei Popoli indipendentemente dai confini statali, con capacità giuridica piena nei territori aderenti al SIPSE.

2. L’UBPP esercita le seguenti sei capacità sovrane:

a) NOTARILE: Atto Notarile di Esistenza e Anteriorità Culturale (ANEAC), verbalizzazione da

funzionario notarile UBPP, sottoscrizione dei rappresentanti comunitari e siglatura del Custode della Memoria. Effetto ex tunc: blocca qualunque brevetto successivo sulla stessa conoscenza.

b) ARBITRALE: Tribunale Permanente per il Patrimonio Immateriale (TPPI), con arbitri tecnici

(etnobotanici, informatici, storici, giuristi consuetudinari). Sentenze immediatamente esecutive nei territori SIPSE, trasmissibili alla Corte Internazionale per l’Autodeterminazione.

c) FINANZIARIA: Conto di garanzia UBPP presso la BMP; emissione di Heritage Bond e Knowledge

Backed Token (KBT); Fondo di Compensazione Intergenerazionale alimentato dallo 0,5% di ogni licenza.

d) DIPLOMATICA: Corpo Diplomatico della UBPP per la rappresentanza internazionale presso Stati,

organizzazioni internazionali e fori multilaterali.

e) CERTIFICATIVA: Sistema a tre livelli (Certificato di Origine Culturale — COC; Certificato di

Patrimonio Culturale — CPC; Certificato di Sovranità Patrimoniale — CSP) con QR-code crittografati e verifica su blockchain.

f) DI COMPENSAZIONE INTERGENERAZIONALE: Fondo di Compensazione Intergenerazionale per

la redistribuzione dei benefici derivanti dallo sfruttamento commerciale del patrimonio immateriale.

ARTICOLO 26 – DIRITTI SPECIALI DI PRELIEVO DEI POPOLI (DSPP)

1. Il DSPP è un’unità di conto internazionale dei Popoli, costituita da un paniere di valute e risorse,

composto da: o 30% ZEC (Zecchino Veneto); o 30% LIS (Lira Italiana Sovrana); o 20% risorse naturali quotate presso la P-QRNP (media ponderata dei prezzi); o 20% altre valute dei Popoli aderenti (Euro-P incluso).

2. Il DSPP è utilizzabile per:

o Regolamenti internazionali tra i Popoli aderenti; o Riserve valutarie delle banche centrali dei Popoli; o Pagamento di prestiti e obbligazioni della BMP; o Determinazione del valore di strumenti finanziari emessi dall’Unione.

3. La composizione del paniere DSPP è rivista annualmente dall’IPSE in base all’evoluzione del

commercio e della produzione tra i Popoli aderenti.

PARTE VI – RAPPORTI DI COOPERAZIONE CON L’UNIONE EUROPEA E ALTRE ORGANIZZAZIONI

INTERNAZIONALI

ARTICOLO 27 – NATURA DEI RAPPORTI CON L’UNIONE EUROPEA

1. L’Unione Europea dei Popoli (UEP) e l’Unione Europea (UE) — quest’ultima riconosciuta come

organizzazione internazionale sui generis con personalità giuridica internazionale ai sensi dell’art. 47 del Trattato sull’Unione Europea — intrattengono rapporti di cooperazione, coordinamento e mutuo riconoscimento, nel pieno rispetto delle rispettive sovranità, autonomie istituzionali e personalità giuridiche.

2. I rapporti tra l’UEP e l’UE si fondano sui seguenti principi:

o Parità giuridica: l’UEP e l’UE sono soggetti di diritto internazionale che agiscono su un piano di parità, ciascuno con la propria personalità giuridica e capacità di stipulare accordi internazionali; o Rispetto reciproco delle competenze: l’UEP riconosce le competenze dell’UE nelle materie ad essa attribuite dai Trattati europei; l’UE riconosce la sovranità originaria dei Popoli aderenti all’UEP e le competenze da essi delegate all’UEP; o Cooperazione funzionale: le due organizzazioni cooperano nelle aree di interesse comune; o Non interferenza: nessuna delle due organizzazioni interferisce negli affari interni dell’altra né nelle materie di competenza esclusiva dei rispettivi membri.

ARTICOLO 28 – STRUMENTI DI COOPERAZIONE CON L’UE

Per l’attuazione dei rapporti di cooperazione, l’UEP e l’UE possono istituire:

1. Commissioni Miste Permanenti: composte da rappresentanti dell’Assemblea dei Popoli e del

Parlamento Europeo, nonché da esperti tecnici delle rispettive istituzioni, con il compito di monitorare e facilitare la cooperazione bilaterale.

2. Protocolli di Intesa: strumenti giuridicamente non vincolanti che definiscono aree e modalità di

cooperazione specifica (es. transizione ecologica, ricerca, infrastrutture), sottoscritti dal Direttorio Esecutivo dell’UEP e dalla Commissione Europea.

3. Accordi Internazionali: strumenti giuridicamente vincolanti, negoziati e conclusi secondo le

rispettive procedure costituzionali, nelle materie di competenza condivisa (es. stabilità finanziaria, lotta al riciclaggio, cooperazione giudiziaria).

4. Scambi di personale e programmi di formazione: per favorire la reciproca conoscenza e lo

scambio di buone pratiche tra le amministrazioni delle due organizzazioni.

5. Riconoscimento reciproco: l’UEP e l’UE si riconoscono reciprocamente come interlocutori legittimi

nelle rispettive sfere di competenza. In particolare, l’UE riconosce l’UEP come espressione della sovranità dei Popoli aderenti e come soggetto legittimato a rappresentarli nelle materie di competenza dell’Unione.

ARTICOLO 29 – RAPPORTI CON LE NAZIONI UNITE E ALTRE ORGANIZZAZIONI

1. L’UEP e il SIPSE intrattengono rapporti di cooperazione con le Nazioni Unite e le sue Agenzie

specializzate, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite e dei principi del diritto internazionale.

2. L’UEP chiede di essere ammessa come osservatore presso l’Assemblea Generale delle Nazioni

Unite e di partecipare ai lavori dell’ECOSOC, dell’UNCTAD, dell’UNEP, dell’UNESCO, dell’OHCHR, della FAO e dell’OIL, nelle materie di propria competenza.

3. L’UEP e il SIPSE cooperano con le istituzioni di Bretton Woods (FMI, Banca Mondiale, BRI) su base

paritetica, promuovendo la riforma del sistema finanziario internazionale in senso più equo e sostenibile.

4. L’UEP intrattiene rapporti di cooperazione con le banche regionali di sviluppo (BEI, ADB, AfDB, IDB,

NDB, BERS) e con le organizzazioni regionali (Unione Africana, Lega Araba, ASEAN, UNASUR, OSA), promuovendo la cooperazione Sud-Sud e la solidarietà tra i Popoli.

5. L’UEP e il SIPSE riconoscono il ruolo delle organizzazioni della società civile, dei movimenti di

liberazione nazionale e dei Popoli non rappresentati, e promuovono la loro partecipazione ai processi decisionali che li riguardano.

PARTE VII – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

ARTICOLO 30 – ADESIONE AL TIEP E AL SIPSE

1. L’adesione al TIEP e al SIPSE è aperta a:

o Popoli, nazioni, etnie e minoranze nazionali; o Movimenti di liberazione nazionale; o Territori non autonomi e territori occupati; o Stati sovrani che sottoscrivano il presente Trattato e ne condividano i principi.

2. L’adesione è volontaria e richiede:

o Una deliberazione democratica del Popolo interessato, secondo le sue procedure interne (referendum, assemblea costituente, consultazione popolare); o La sottoscrizione del Trattato da parte dei rappresentanti legittimi del Popolo; o La ratifica da parte dell’Assemblea dei Popoli dell’UEP a maggioranza qualificata.

3. L’adesione comporta automaticamente l’accettazione della giurisdizione esclusiva della Corte

Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli e il riconoscimento dei codici P-ISO 4217 e degli strumenti del SIPSE.

4. Categorie di Membri:

o Membri Fondatori: Popolo Veneto e Popolo Italiano Autodeterminato (CLNI); o Membri Ordinari: Popoli, nazioni, etnie e Stati che abbiano completato la procedura di adesione; o Membri Osservatori: entità che partecipano ai lavori senza diritto di voto, in attesa di piena adesione.

ARTICOLO 31 – RECESSO

1. Ogni Popolo aderente ha il diritto di recedere dal presente Trattato e dal SIPSE in qualsiasi

momento.

2. Il recesso è efficace decorsi 12 mesi dalla notifica formale all’Assemblea dei Popoli, salvo diverso

accordo.

3. Il recesso non pregiudica gli obblighi assunti dal Popolo recedente nei confronti degli altri Membri

e dell’Unione, ivi compresi i debiti contratti e le garanzie prestate.

4. In caso di recesso, il Popolo recedente perde il diritto di utilizzare i codici P-ISO 4217 e di

partecipare alle istituzioni del SIPSE, salvo diverso accordo.

ARTICOLO 32 – FINANZIAMENTO DELL’UNIONE

1. L’Unione è finanziata attraverso:

o Contributi obbligatori dei Popoli aderenti, calcolati in base al PIL pro capite e alla popolazione, con aliquota massima dello 0,5% del PIL; o Entrate proprie (dazi ambientali, tasse sulle transazioni finanziarie, diritti di certificazione); o Rendite del Fondo Intergenerazionale e del patrimonio dell’Unione; o Donazioni e contributi volontari.

2. Il bilancio annuale dell’Unione è approvato dall’Assemblea dei Popoli a maggioranza qualificata e

sottoposto a revisione contabile indipendente.

3. La spesa dell’Unione è soggetta ai principi di trasparenza, efficienza e sostenibilità

intergenerazionale.

ARTICOLO 33 – RICONOSCIMENTO, CODIFICA E TUTELA DELLA MONETA DEI POPOLI (EURO-P)

1. Natura e fondamento giuridico della moneta dei Popoli

1. L’Euro-P (simbolo: €P; codice: EUR-P) è la moneta ufficiale dell’Unione Europea dei Popoli (UEP),

emessa e regolata dall’Autorità Monetaria dei Popoli (IPSE) quale strumento di scambio, riserva e regolamento per tutti i Popoli aderenti al presente Trattato.

2. L’Euro-P costituisce espressione diretta della sovranità monetaria dei Popoli, riconosciuta come

attributo inalienabile dell’autodeterminazione economica, politica e culturale dei Popoli stessi.

2. Richiesta di codifica secondo lo standard ISO 4217

1. L’Organizzazione sui generis Popoli d’Europa, in qualità di entità rappresentativa di tutti i Popoli

aderenti al presente Trattato e titolare di personalità giuridica internazionale ai sensi dell’Art. 1- bis, richiede formalmente all’Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) l’assegnazione del codice ufficiale EUR-P per l’Euro-P, ai sensi dello standard ISO 4217.

2. La richiesta è presentata in nome e per conto di tutti i Popoli aderenti al Trattato, quali titolari del

diritto all’autodeterminazione, e costituisce atto dovuto in esecuzione degli obblighi derivanti dal presente Trattato.

3. La richiesta è corredata dalla documentazione tecnica, economica e giuridica necessaria,

predisposta dall’IPSE e certificata dalla Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli.

3. Obbligo di riconoscimento e conseguenze della mancata assegnazione del codice ISO 4217

1. Il diritto all’autodeterminazione dei Popoli, ivi compresa la piena sovranità monetaria, costituisce

norma imperativa del diritto internazionale generale (jus cogens) e obbligo erga omnes. Esso prevale su qualsiasi norma o prassi contraria, ivi inclusi gli standard tecnici di codifica.

2. L’assegnazione del codice EUR-P secondo lo standard ISO 4217 costituisce un atto dovuto da parte

dell’ISO, in quanto mero riconoscimento tecnico di una realtà giuridica ed economica preesistente, non già concessione discrezionale.

3. Qualora l’ISO, i suoi organi o le autorità monetarie ad essa collegate rifiutino, ritardino o

condizionino ingiustificatamente l’assegnazione del codice EUR-P, si configurano le seguenti conseguenze:

a) Illegittimità del rifiuto: il rifiuto o il ritardo costituisce violazione del diritto

all’autodeterminazione dei Popoli, norma di jus cogens, e comporta la responsabilità internazionale dell’ISO e delle autorità coinvolte.

b) Auto-codificazione: l’Unione Europea dei Popoli e i Popoli aderenti procedono all’uso ufficiale e

internazionale del codice EUR-P quale codice di fatto, riconosciuto come valido e vincolante in tutti i rapporti giuridici, commerciali e finanziari tra i Popoli aderenti e con i terzi che li riconoscano.

c) Azioni diplomatiche e giudiziarie: la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli,

su mandato dell’Assemblea dei Popoli, adisce la Corte Internazionale di Giustizia e ogni altro foro competente per accertare la violazione del diritto all’autodeterminazione e delle norme imperative, e per ottenere il risarcimento dei danni.

d) Contromisure collettive: i Popoli aderenti, coordinati dal Direttorio Esecutivo, possono adottare

contromisure collettive proporzionate, ivi inclusa la sospensione dell’uso degli standard ISO nei rapporti con le autorità responsabili del rifiuto, fino alla rimozione della violazione.

e) Obbligo di non riconoscimento: i Popoli aderenti si impegnano a non riconoscere né applicare,

nei rispettivi ordinamenti, qualsiasi atto o provvedimento che si fondi sul rifiuto dell’ISO di riconoscere il codice EUR-P, in conformità con l’obbligo di non riconoscimento delle situazioni illegittime derivanti dalla violazione di norme di jus cogens.

4. Istituzioni competenti per la produzione e la distribuzione dell’Euro-P

1. La produzione, l’emissione e la distribuzione dell’Euro-P sono affidate alla Banca Centrale Europea

dei Popoli, istituzione monetaria centrale dell’UEP, che opera sotto la supervisione dell’Autorità Monetaria dei Popoli (IPSE) e nel rispetto dei principi di trasparenza, sostenibilità e credito produttivo di cui agli Artt. 10 e 18 del presente Trattato.

2. La Banca Centrale Europea dei Popoli ha sede a Venezia e può istituire filiali e uffici di

rappresentanza nei territori dei Popoli aderenti e presso le organizzazioni internazionali.

3. La Banca Centrale Europea dei Popoli:

a) provvede alla stampa e alla coniazione dell’Euro-P in forma fisica e alla sua emissione in forma

scritturale e digitale;

b) gestisce le riserve valutarie dell’UEP, ivi comprese le riserve in Euro a garanzia del rapporto di

cambio 1:1 con l’Euro, ai sensi dell’Art. 10-bis;

c) garantisce la stabilità del valore dell’Euro-P e la sua accettazione nei mercati internazionali;

d) coopera con le banche centrali dei Popoli aderenti e con le istituzioni monetarie internazionali

per la circolazione e il regolamento dell’Euro-P.

5. Clausola di salvaguardia e prevalenza

1. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme di attuazione dei principi fondamentali di

sovranità popolare e autodeterminazione, di cui agli Artt. 2 e 3 del presente Trattato, e non possono essere derogate, sospese o modificate se non con la procedura di revisione di cui all’Art. 36.

2. In caso di conflitto tra il presente articolo e qualsiasi altra norma, prassi o standard internazionale,

prevale la disposizione più favorevole alla piena realizzazione del diritto all’autodeterminazione dei Popoli e alla sovranità monetaria degli stessi.

ARTICOLO 34 – SISTEMA DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

1. Le controversie tra i Popoli aderenti, tra i Popoli e l’Unione, o tra le istituzioni dell’Unione, sono

risolte prioritariamente attraverso il dialogo, la mediazione e la conciliazione.

2. In caso di mancato accordo, le controversie sono deferite alla Corte Internazionale per

l’Autodeterminazione dei Popoli, le cui decisioni sono vincolanti e immediatamente esecutive.

3. Le controversie con soggetti terzi (Stati, organizzazioni internazionali) sono risolte secondo il

diritto internazionale, con possibilità di ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia o ad altri fori arbitrali internazionali, previo consenso delle parti.

ARTICOLO 35 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE

1. Fino all’elezione dei primi organi dell’UEP e del SIPSE, i Popoli Fondatori esercitano

l’amministrazione provvisoria, con il compito di: o Convocare l’Assemblea Costitutiva dei Popoli; o Predisporre il regolamento interno dell’Assemblea e delle altre istituzioni; o Avviare le procedure di adesione per gli altri Popoli interessati; o Gestire le operazioni iniziali dell’IPSE, del FMP e della BMP.

2. Le prime elezioni dell’Assemblea dei Popoli si tengono entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore

del Trattato.

3. I regolamenti di attuazione delle singole disposizioni del Trattato sono adottati dall’Assemblea

entro 24 mesi dall’entrata in vigore.

4. L’Euro-P entra in circolazione a partire dalla data stabilita dall’IPSE, previa delibera dell’Assemblea,

e comunque non oltre 36 mesi dall’entrata in vigore.

ARTICOLO 36 – ENTRATA IN VIGORE

1. Il presente Trattato entra in vigore il 24 maggio 2026 per i Popoli Fondatori.

2. Per gli altri Popoli, il Trattato entra in vigore alla data della ratifica e della notifica formale al

Segretariato Generale dell’UEP.

3. La fase costituente si considera avviata alla data dell’Assemblea Fondativa dei Popoli, convocata

dai Popoli Fondatori.

4. Il Trattato è depositato presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite ai sensi dell’art. 102 della

Carta delle Nazioni Unite, e notificato alle organizzazioni internazionali e ai governi interessati.

ARTICOLO 37 – REVISIONE DEL TRATTATO

1. Il presente Trattato può essere modificato solo mediante procedura costituente partecipata, che

prevede: o La proposta di revisione da parte di almeno un terzo dei Popoli aderenti o dell’Assemblea dei Popoli a maggioranza semplice; o L’elaborazione di un testo di revisione da parte di una Convenzione composta da rappresentanti dei Popoli e delle istituzioni; o La ratifica da parte di almeno i due terzi dei Popoli aderenti, con procedure democratiche interne; o La sottoposizione a referendum popolare paneuropeo, se richiesto da almeno il 10% dei cittadini dell’Unione.

2. Nessuna revisione può sopprimere i principi fondamentali di:

o Sovranità popolare originaria; o Autodeterminazione dei Popoli; o Reversibilità delle deleghe; o Divieto di debito pubblico strutturale; o Tutela delle generazioni future. Questi principi costituiscono la “clausola di eternità” del Trattato e non possono essere oggetto di modifica.

ARTICOLO 38 – CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

1. Nessuna disposizione del presente Trattato può essere interpretata in modo da:

o Limitare i diritti fondamentali dell’uomo e dei Popoli, quali riconosciuti dal diritto internazionale e dalle Costituzioni dei Popoli aderenti; o Compromettere la sovranità dei Popoli sulle proprie risorse e sul proprio destino; o Legittimare interventi esterni, ingerenze o occupazioni.

2. In caso di conflitto tra il presente Trattato e altre norme internazionali, prevale la disposizione più

favorevole ai Popoli e ai loro diritti fondamentali.

3. L’UEP e il SIPSE promuovono la soluzione pacifica delle controversie e il rispetto del diritto

internazionale, contribuendo alla pace e alla sicurezza internazionale. CLAUSOLA FINALE L’Unione Europea dei Popoli e il Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica si impegnano a costruire un ordine economico e istituzionale fondato sulla sovranità dei Popoli, sulla giustizia intergenerazionale e sulla libertà economica reale, intesa come capacità collettiva di produrre, vivere e prosperare senza dipendenze strutturali da sistemi di indebitamento permanente. L'”indipendenza dal debito permanente” è la chiave di volta del progetto: essa permette di uscire dalla trappola dell’austerità e di riorientare le risorse verso la felicità collettiva, il lavoro dignitoso, la tutela ambientale e un futuro sostenibile per i figli e i nipoti. La libertà non è più quella di comprare, ma quella di produrre, vivere e prosperare in comunità, nel rispetto della diversità culturale, della solidarietà tra i Popoli e della responsabilità verso le generazioni future. Viva i Popoli d’Europa! Viva l’Unione Europea dei Popoli! ALLEGATI ALLEGATO A – MODULO DI ADESIONE UNIVERSALE (Modulo aperto a Popoli, nazioni, etnie, movimenti di liberazione, territori non autonomi e Stati sovrani) DOMANDA DI ADESIONE AL TRATTATO COSTITUZIONALE DELL’UNIONE EUROPEA DEI POPOLI (TIEP) E AL SISTEMA DELLE ISTITUZIONI DEI POPOLI PER LA SOVRANITÀ ECONOMICA (SIPSE) Campo Dettaglio Entità richiedente Nome ufficiale, denominazione storica, acronimo Rappresentante legale Nome, cognome, titolo, firma Territorio di riferimento Descrizione geografica e confini Popolazione Numero stimato o censito Lingue ufficiali Elenco Strumenti di governo Assemblea, Consiglio, o altro organo decisionale Ratifica interna Data e modalità (referendum, assemblea, voto) Accettazione delle clausole Sovranità popolare, autodeterminazione, reversibilità, divieto debito strutturale, giurisdizione della Corte Data e firma Luogo, data, firma del rappresentante ALLEGATO B – MODULO DI RICHIESTA CODICE P-ISO 4217 (Domanda formale di assegnazione di un codice valuta a tre lettere ai sensi dello Standard dei Popoli per i Codici Valuta) Campo Dettaglio Entità richiedente Nome ufficiale Denominazione della valuta Nome storico o ufficiale Simbolo proposto Es. €, ₤, ecc. Codice desiderato Tre lettere con prefisso Q, Z o X (es. ZEC, LIS) Motivazione Uso storico, continuità culturale, esigenze economiche Certificazione di sovranità Dichiarazione di autodeterminazione monetaria Data e firma Luogo, data, firma del rappresentante ALLEGATO C – CARTA DEI POPOLI PER LA SOVRANITÀ MONETARIA (Documento etico e giuridico che i Membri del SIPSE sottoscrivono) I Popoli sottoscrittori della presente Carta:

1. Affermano che la sovranità monetaria è un attributo inalienabile della sovranità popolare;

2. Riconoscono che la moneta è un bene pubblico al servizio del benessere collettivo;

3. Si impegnano a non utilizzare la moneta come strumento di speculazione o di dominio su altri

Popoli;

4. Promuovono la cooperazione monetaria e la solidarietà tra i Popoli;

5. Riconoscono la giurisdizione della Corte Internazionale per l’Autodeterminazione in materia

monetaria e finanziaria. ATTO FONDATIVO Firmatari del Trattato Costituzionale dell’Unione Europea dei Popoli (TIEP) e del Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica (SIPSE) : • CORTE INTERNAZIONALE PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI: S.E. Marina Piccinato — Presidente della Corte • POPOLO VENETO — STATO VENETO IN AUTODETERMINAZIONE: Irene Barban — Presidente dello Stato Veneto; Franco Paluan — Primo Ministro; Gianni Montecchio — Governatore del Banco Nazionale Veneto San Marco (ZEC) • POPOLO ITALIANO AUTODETERMINATO — CLNI: Giuseppe Ciappina — Coordinatore del CLNI • ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PER LA STANDARDIZZAZIONE DEI POPOLI (OISP) : Franco Paluan — Segretario Tecnico Venezia – Ginevra, 24 maggio 2026 SCHEMA RIASSUNTIVO DELL’INNOVAZIONE DEL TIEP E DEL SIPSE Aspetto Modello Attuale (UE/Neoliberista) Modello TIEP + SIPSE Sovranità Derivata dallo Stato e condivisa Originaria dei Popoli; deleghe reversibili in modo irreversibile Personalità giuridica Solo per Stati e organizzazioni intergovernative Personalità piena dell’UEP e delle sue istituzioni Moneta Emessa come debito privato dalle banche centrali Emessa come credito pubblico produttivo; Euro-P a 1:1 con Euro Debito Strumento permanente di governo Strumento temporaneo, eccezionale, vietato se strutturale Banche Sostengono speculazione; creano moneta dal nulla Separate tra credito e speculazione; al servizio dell’economia reale Democrazia Rappresentativa, ogni 4-5 anni Diretta, partecipativa e digitale; cittadino legislatore Fisco Spesso regressivo, complesso Progressivo, trasparente, al servizio dei beni comuni Tutela generazioni future Assente o secondaria Principio costituzionale; Autorità con poteri vincolanti Giurisdizione Corti statali o ICJ con limitazioni Corte Internazionale per l’Autodeterminazione — competenza erga omnes Risorse naturali Sfruttamento spesso non regolato Certificazione e quotazione P-QRNP; FPIC; giusta compensazione Patrimonio culturale Brevetti privati, sfruttamento commerciale UBPP: tutela collettiva, ancoraggio blockchain, compensazione intergenerazionale Rapporti con UE Subordinazione di fatto Cooperazione paritaria, riconoscimento reciproco, Euro-P complementare INDICE ANALITICO Parte Articoli Oggetto Preambolo — Fonti di legittimità, principi etici e politici

Parte I 1–4 Principi fondamentali: natura,

sovranità, diritti, tutela intergenerazionale

Parte II 5–8 Ordinamento istituzionale:

Assemblea, Consiglio dei Garanti, Direttorio, IPSE

Parte III 9–16 Sistema economico e

monetario: moneta, credito, debito, fisco, mercati

Parte IV 17–18 Democrazia diretta, trasparenza

e accesso

Parte V 19–26 Sistema SIPSE: OISP, Corte,

FMP, BMP, P-QRNP, UBPP, DSPP

Parte VI 27–29 Rapporti con UE, ONU e altre

organizzazioni

Parte VII 30–37 Adesione, recesso,

finanziamento, controversie, transitorie, revisione Clausola Finale — Missione e impegno dei Popoli Allegati A–C Moduli di adesione, richiesta codice, Carta della sovranità monetaria Il presente Trattato costituisce la versione integrale, ufficiale e definitiva del Trattato Costituzionale dell’Unione Europea dei Popoli (TIEP) e del Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica (SIPSE), redatta per la consultazione e la presentazione a tutte le entità internazionali, governi, organizzazioni intergovernative, istituzioni finanziarie, corti, università, movimenti sociali e Popoli del mondo. MODULO DI ADESIONE E RATIFICA AL TRATTATO COSTITUZIONALE DELL’UNIONE EUROPEA DEI POPOLI (TIEP) E AL SISTEMA DELLE ISTITUZIONI DEI POPOLI PER LA SOVRANITÀ ECONOMICA (SIPSE)

PARTE I – ATTO DI RATIFICA

Noi, sottoscritti, in qualità di legittimi rappresentanti del Popolo di seguito indicato, agendo in piena autonomia e in esercizio del diritto all’autodeterminazione — norma di jus cogens e obbligo erga omnes — ai sensi della risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e della giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia, DICHIARIAMO che il Popolo da noi rappresentato ha liberamente e democraticamente deliberato di aderire al Trattato Costituzionale dell’Unione Europea dei Popoli (TIEP) e al Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica (SIPSE), riconoscendone i principi fondamentali e accettandone gli obblighi e le responsabilità. RATIFICHIAMO pertanto il suddetto Trattato in tutte le sue parti, articoli e allegati, impegnando il Popolo rappresentato al rispetto delle disposizioni in esso contenute e alla cooperazione leale con gli altri Popoli aderenti. RICONOSCIAMO la giurisdizione esclusiva e erga omnes della Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli, con sede a Venezia (Palazzo Ducale) e Ginevra, per tutte le controversie attinenti all’interpretazione e all’applicazione del presente Trattato. ACCETTIAMO i codici valuta P-ISO 4217 e gli strumenti del SIPSE quali mezzo di scambio, regolamento e cooperazione economica tra i Popoli aderenti.

PARTE II – DATI DEL POPOLO RATIFICANTE

Campo Dettaglio Denominazione ufficiale del Popolo Denominazione storica Acronimo / Sigla Territorio di riferimento (descrizione geografica, confini, regioni) Popolazione stimata Lingua/e ufficiale/i Capitale / Centro principale Codice P-ISO 4217 richiesto/assegnato (es. ZEC, LIS, SAR, CAT, ecc.) Nome della valuta Simbolo della valuta Data della deliberazione democratica (referendum, assemblea costituente, consultazione popolare) Quorum e maggioranza raggiunti

PARTE III – DICHIARAZIONE DI SOVRANITÀ

Il Popolo sottoscrittore, consapevole dei propri diritti e doveri, DICHIARA di esercitare la propria sovranità originaria e inalienabile sulle proprie risorse naturali, culturali, linguistiche, economiche e tecnologiche, nel rispetto dei principi di sostenibilità intergenerazionale e di cooperazione solidale con gli altri Popoli; AFFERMA il proprio impegno alla costruzione di un ordine economico e istituzionale fondato sulla produzione reale, sul lavoro dignitoso, sulla giustizia sociale e sulla tutela dell’ambiente; SI IMPEGNA a non utilizzare la moneta e gli strumenti finanziari come mezzi di speculazione o di dominio su altri Popoli, promuovendo invece la cooperazione monetaria e la solidarietà; RICONOSCE il principio di reversibilità delle deleghe all’Unione, riservandosi il diritto di ritirare, in qualsiasi momento e con le proprie procedure democratiche, le competenze delegate all’UEP.

PARTE IV – SOTTOSCRIZIONE

Nome e cognome del rappresentante Titolo / Carica Ente / Istituzione rappresentata Data di nascita Luogo di nascita Residenza Documento di identità (tipo, numero, autorità rilasciante) Luogo e data della sottoscrizione Firma del rappresentante (in originale) Testimoni: Nome e cognome Qualifica Firma

PARTE V – ALLEGATI OBBLIGATORI

• Copia autenticata della deliberazione democratica del Popolo (referendum, assemblea, consultazione) • Verbale della votazione con indicazione di quorum e maggioranza • Documento di identità del rappresentante e dei testimoni • Eventuale dichiarazione aggiuntiva del Popolo (riserve, dichiarazioni interpretative)

PARTE VI – DESTINAZIONE

Il presente modulo di adesione e ratifica, debitamente compilato e sottoscritto, deve essere trasmesso a: SEGRETARIATO GENERALE DELL’UNIONE EUROPEA DEI POPOLI c/o Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli Palazzo Ducale, Venezia, Italia e-mail: sipsesovereign@gmail.com Copia per conoscenza a: • Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione dei Popoli (OISP) , Ginevra • Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli , Venezia/Ginevra ELENCO DEI POPOLI ADERENTI E RATIFICANTI POPOLI FONDATORI (Ratifica del 24 maggio 2026) N. Popolo Codice P-ISO Valuta Rappresentante 1 Popolo Veneto – Stato Veneto in Autodeterminazione ZEC Zecchino Veneto Irene Barban – Presidente; Franco Paluan – Primo Ministro 2 Popolo Italiano Autodeterminato – CLNI LIS Lira Italiana Sovrana Giuseppe Ciappina – Coordinatore POPOLI CHE HANNO GIÀ RATIFICATO (Successivamente al 24 maggio 2026) N. Popolo Codice P-ISO (proposto) Valuta (proposta) Data Ratifica 3 Popolo Sardo SAR Sardigna [data] 4 Popolo Ligure LIG Lira Ligure [data] 5 Popolo Catalano CAT Català [data] POPOLI D’EUROPA INVITATI ALL’ADESIONE Sulla base dell’Atlas of Stateless Nations in Europe e delle fonti della FUEN (Federal Union of European Nationalities), i seguenti Popoli d’Europa sono invitati ad aderire al TIEP e al SIPSE: Penisola Iberica N. Popolo Territorio di riferimento Codice P-ISO (proposto) 6 Popolo Basco (Euskal Herria) Paesi Baschi (Spagna/Francia) EUS 7 Popolo Galiziano Galizia (Spagna) GAL 8 Popolo Asturiano Asturie (Spagna) AST 9 Popolo Aragonese Aragona (Spagna) ARA 10 Popolo Andaluso Andalusia (Spagna) AND 11 Popolo Valenciano Comunità Valenciana (Spagna) VAL 12 Popolo delle Baleari Isole Baleari (Spagna) BAL 13 Popolo Mirandese Miranda do Douro (Portogallo) MIR Francia e area francofona N. Popolo Territorio di riferimento Codice P-ISO (proposto) 14 Popolo Bretone Bretagna (Francia) BRE 15 Popolo Corso Corsica (Francia) COR 16 Popolo Alsaziano Alsazia (Francia) ALS 17 Popolo Occitano Occitania (Francia/Italia/Spagna) OCC 18 Popolo Normanno Normandia (Francia) NOR 19 Popolo Provenzale Provenza (Francia) PRO 20 Popolo Savoiardo Savoia (Francia/Italia) SAV 21 Popolo Fiammingo Francese Fiandre francesi (Francia) FLA Isole Britanniche N. Popolo Territorio di riferimento Codice P-ISO (proposto) 22 Popolo Scozzese Scozia (Regno Unito) SCO 23 Popolo Gallese Galles (Regno Unito) WAL 24 Popolo Irlandese (dell’Irlanda del Nord) Irlanda del Nord (Regno Unito) EIR 25 Popolo Mannese Isola di Man (dipendenza della Corona) MAN 26 Popolo Cornico Cornovaglia (Regno Unito) COR 27 Popolo delle Isole Shetland Isole Shetland (Regno Unito) SHE 28 Popolo delle Isole Orcadi Isole Orcadi (Regno Unito) ORK Europa centrale e settentrionale N. Popolo Territorio di riferimento Codice P-ISO (proposto) 29 Popolo Frisone Frisia (Paesi Bassi/Germania) FRI 30 Popolo Sòrabo (Sorbi) Lusazia (Germania) SOR 31 Popolo Danese dello Schleswig Schleswig-Holstein (Germania) DAN 32 Popolo Bavarese Baviera (Germania) BAV 33 Popolo Sassone Sassonia (Germania) SAS 34 Popolo Frisone Settentrionale Frisia Settentrionale (Germania) NFR 35 Popolo Romaní (Rom) Diaspora in tutta Europa ROM 36 Popolo Sami (Lapponi) Lapponia (Norvegia/Svezia/Finlandia/Russia) SMI Europa orientale e balcanica N. Popolo Territorio di riferimento Codice P-ISO (proposto) 37 Popolo Siculo Sicilia (Italia) SIC 38 Popolo Napoletano Campania (Italia) NAP 39 Popolo Pugliese Puglia (Italia) PUG 40 Popolo Calabrese Calabria (Italia) CAL 41 Popolo Emiliano-Romagnolo Emilia-Romagna (Italia) EMI 42 Popolo Piemontese Piemonte (Italia) PIE 43 Popolo Lombardo Lombardia (Italia) LOM 44 Popolo Trentino Trentino-Alto Adige (Italia) TRE 45 Popolo Ladino Dolomiti (Italia) LAD 46 Popolo Friulano Friuli-Venezia Giulia (Italia) FRI 47 Popolo Istriano Istria (Croazia/Slovenia/Italia) IST Altre nazioni e popoli senza Stato N. Popolo Territorio di riferimento Codice P-ISO (proposto) 48 Popolo Transilvano Transilvania (Romania) TRA 49 Popolo Siculo (minoranza ungherese in Romania) Secuieni (Romania) SZE 50 Popolo Gagauzo Gagauzia (Moldavia) GAG 51 Popolo Pomaco Bulgaria/Grecia/Turchia POM 52 Popolo Tataro di Crimea Crimea (Ucraina/Russia) CTR 53 Popolo Abcaso Abcasia (Georgia) ABK 54 Popolo Ossezio Ossezia del Sud (Georgia) OSS 55 Popolo Transnistriano Transnistria (Moldavia) TRA NOTE METODOLOGICHE

1. L’elenco dei Popoli sopra riportato è basato sulle fonti disponibili, tra cui l’Atlas of Stateless

Nations in Europe, le pubblicazioni della FUEN (Federal Union of European Nationalities) e altre fonti accademiche. Secondo alcune stime, in Europa vi sono 27 gruppi che possono essere considerati nazioni senza Stato, mentre le minoranze autoctone sono oltre 400, rappresentando circa un europeo su sette.

2. La lista è aperta e non esaustiva: ogni Popolo, nazione, etnia, minoranza nazionale o movimento

di liberazione nazionale che si riconosca nei principi del TIEP e del SIPSE è invitato a presentare domanda di adesione.

3. I codici P-ISO 4217 proposti sono indicativi e saranno assegnati ufficialmente dall’Organizzazione

Internazionale per la Standardizzazione dei Popoli (OISP) previa verifica dei requisiti.

4. I Popoli che hanno già uno Stato sovrano ma che desiderano aderire al TIEP e al SIPSE in qualità di

“Popolo” (es. Popolo Irlandese, Popolo Polacco, ecc.) possono farlo presentando apposita domanda, ferma restando la compatibilità con gli obblighi internazionali preesistenti. DICHIARAZIONE DI APERTURA L’Unione Europea dei Popoli e il Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica sono aperti a tutti i Popoli d’Europa che condividono i principi di: • Sovranità popolare originaria • Autodeterminazione • Giustizia intergenerazionale • Economia reale e produzione sostenibile • Democrazia diretta e partecipativa • Cooperazione solidale tra i Popoli L’adesione è volontaria, libera e reversibile. Venezia – Ginevra, 24 maggio 2026 ATTO DI NOTIFICA Il presente Modulo di Adesione e Ratifica, unitamente all’elenco dei Popoli aderenti e invitati, è notificato a: • Segretario Generale delle Nazioni Unite (ai sensi dell’art. 102 della Carta ONU) • Unione Europea – Presidente del Consiglio Europeo, Commissione Europea, Parlamento Europeo • Fondo Monetario Internazionale (FMI) • Banca Mondiale • Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) • Banca Centrale Europea (BCE) • Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) • Corte Penale Internazionale (CPI) • Consiglio d’Europa • Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) • FUEN – Federal Union of European Nationalities • UNPO – Nazioni e Popoli non rappresentati Il presente documento costituisce il Modulo Ufficiale di Adesione e Ratifica al Trattato Costituzionale dell’Unione Europea dei Popoli (TIEP) e al Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica (SIPSE), versione integrale e definitiva. PROPOSTA DI INTEGRAZIONI AL TIEP E AL SIPSE

1. POLITICA ESTERA E DI DIFESA COMUNE

Motivazione: Il Trattato disciplina compiutamente gli aspetti economici, monetari e istituzionali, ma non definisce una politica estera e di difesa comune. Un’unione di Popoli, per essere sovrana e autorevole sulla scena internazionale, necessita di una voce unica in materia di relazioni internazionali e di strumenti per la difesa collettiva. Proposta di nuovi articoli:

ARTICOLO [X] – PRINCIPI DELLA POLITICA ESTERA

1. L’Unione Europea dei Popoli persegue una politica estera fondata sui principi di:

o Pace, sicurezza e cooperazione internazionale; o Rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite; o Soluzione pacifica delle controversie; o Solidarietà tra i Popoli e cooperazione allo sviluppo; o Promozione dei diritti umani e dell’autodeterminazione dei Popoli.

2. L’Unione agisce sulla scena internazionale come soggetto unitario, rappresentata dal Direttorio

Esecutivo, previa deliberazione dell’Assemblea dei Popoli.

3. L’Unione promuove relazioni di cooperazione paritaria con tutte le organizzazioni internazionali,

gli Stati e i Popoli del mondo.

ARTICOLO [X+1] – DIFESA COMUNE

1. L’Unione Europea dei Popoli istituisce un Sistema di Difesa Collettiva dei Popoli, fondato sui

principi di: o Non aggressione; o Difesa proporzionale e legittima; o Cooperazione in materia di sicurezza; o Divieto di utilizzo della forza come strumento di risoluzione delle controversie, salvo i casi previsti dalla Carta delle Nazioni Unite.

2. I Popoli aderenti mettono a disposizione dell’Unione contingenti militari e risorse per operazioni

di: o Difesa collettiva in caso di aggressione esterna; o Missioni di pace e stabilizzazione; o Protezione civile e interventi umanitari; o Sicurezza marittima e controllo delle frontiere.

3. Le decisioni relative all’impiego della forza sono assunte dall’Assemblea dei Popoli a maggioranza

qualificata dei due terzi.

4. È istituito un Comitato Militare dei Popoli, composto da rappresentanti dei corpi militari dei

Popoli aderenti, con funzioni consultive e di coordinamento.

2. SIMBOLI DELL’UNIONE

Motivazione: I simboli sono elementi identitari fondamentali per qualsiasi entità politica. Il Trattato di Lisbona, pur avendo eliminato l’articolo dedicato ai simboli, ha lasciato che essi continuassero ad esistere nella prassi. Un’Unione dei Popoli deve dotarsi di propri simboli per favorire il senso di appartenenza e l’identità collettiva. Proposta di nuovo articolo:

ARTICOLO [X] – SIMBOLI DELL’UNIONE EUROPEA DEI POPOLI

1. L’Unione Europea dei Popoli adotta i seguenti simboli:

o Bandiera: un cerchio di dodici stelle dorate su sfondo blu, quale simbolo di unità, solidarietà e armonia tra i Popoli d’Europa; o Inno: l'”Inno alla gioia” di Ludwig van Beethoven, quale espressione dei valori di fratellanza e pace; o Motto: “Uniti nella diversità”, quale riconoscimento della ricchezza culturale e linguistica dei Popoli aderenti; o Giornata dell’Unione: il 9 maggio, in commemorazione della Dichiarazione Schuman e dell’idea di un’Europa unita e pacifica.

2. L’Assemblea dei Popoli può, con delibera a maggioranza qualificata, modificare o integrare i

simboli dell’Unione.

3. I simboli sono utilizzati in tutte le sedi ufficiali dell’Unione e nelle cerimonie pubbliche.

3. TUTELA DELLE MINORANZE E DEI DIRITTI LINGUISTICI

Motivazione: Il Trattato riconosce l’autodeterminazione dei Popoli e la sovranità culturale, ma non dedica una disciplina specifica alla tutela delle minoranze all’interno dei Popoli aderenti. La protezione delle minoranze linguistiche e culturali è un principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale europeo e va esplicitamente sancita. Proposta di nuovo articolo:

ARTICOLO [X] – TUTELA DELLE MINORANZE E DIRITTI LINGUISTICI

1. L’Unione riconosce e tutela i diritti delle minoranze nazionali, etniche, linguistiche e culturali

presenti nei territori dei Popoli aderenti.

2. I Popoli aderenti garantiscono alle minoranze:

o Il diritto all’uso della propria lingua nella vita pubblica e privata; o Il diritto all’istruzione nella propria lingua materna; o Il diritto alla rappresentanza politica e alla partecipazione alle decisioni che le riguardano; o Il diritto alla conservazione e allo sviluppo della propria identità culturale.

3. L’Unione promuove politiche di dialogo, riconciliazione e cooperazione tra le diverse comunità.

4. Le controversie relative alla tutela delle minoranze sono deferite alla Corte Internazionale per

l’Autodeterminazione dei Popoli.

4. CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DEI POPOLI

Motivazione: Il Trattato elenca alcuni diritti fondamentali all’Art. 3, ma non incorpora una Carta dei diritti completa e dettagliata. L’Unione Europea ha una Carta dei diritti fondamentali giuridicamente vincolante; un’Unione dei Popoli dovrebbe dotarsi di uno strumento analogo, che specifichi in modo puntuale i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali dei cittadini e dei Popoli. Proposta: Aggiungere una Parte dedicata alla Carta dei Diritti Fondamentali dei Popoli, che includa: • Titolo I – Dignità: diritto alla vita, integrità fisica, proibizione della tortura e della schiavitù; • Titolo II – Libertà: libertà di espressione, pensiero, coscienza, religione, riunione, associazione, circolazione; • Titolo III – Uguaglianza: non discriminazione, parità di genere, diritti dei minori e degli anziani, tutela delle diversità; • Titolo IV – Solidarietà: diritto al lavoro, alla salute, alla sicurezza sociale, alla protezione dell’ambiente, alla tutela dei consumatori; • Titolo V – Cittadinanza: diritti politici, diritto di voto, accesso ai documenti, buona amministrazione; • Titolo VI – Giustizia: diritto a un processo equo, presunzione di innocenza, principio di legalità, diritto di difesa.

5. MECCANISMI DI GARANZIA E SANZIONI

Motivazione: Il Trattato prevede il Consiglio dei Garanti e la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione, ma non disciplina compiutamente i meccanismi sanzionatori in caso di violazione degli obblighi da parte di un Popolo aderente. Proposta di integrazione all’Art. 6 (Consiglio dei Garanti) e all’Art. 20 (Corte Internazionale per l’Autodeterminazione):

ARTICOLO [X] – SANZIONI PER VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI

1. In caso di accertata violazione degli obblighi derivanti dal presente Trattato da parte di un Popolo

aderente, il Consiglio dei Garanti o la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione possono irrogare, in proporzione alla gravità della violazione, le seguenti sanzioni: o Diffida formale e termine per la rimozione della violazione; o Sospensione del diritto di voto in Assemblea; o Sospensione dell’uso dei codici P-ISO 4217 e degli strumenti del SIPSE; o Sospensione dell’accesso ai finanziamenti della Banca Mondiale dei Popoli; o Espulsione dall’Unione, in caso di violazioni gravi e reiterate.

2. Le sanzioni sono deliberate a maggioranza qualificata dei due terzi dei membri del Consiglio dei

Garanti o della Corte.

3. Il Popolo sanzionato ha diritto di difesa e di ricorso avverso la sanzione dinanzi alla Corte

Internazionale per l’Autodeterminazione.

6. PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ

Motivazione: Il Trattato non menziona esplicitamente il principio di sussidiarietà, che è un pilastro dell’ordinamento dell’Unione Europea e fondamentale per garantire che le decisioni siano prese al livello più vicino possibile ai cittadini. Proposta di nuovo articolo:

ARTICOLO [X] – PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ

1. L’Unione esercita le competenze ad essa attribuite nel rispetto del principio di sussidiarietà: nelle

materie che non sono di sua competenza esclusiva, l’Unione interviene solo se e nella misura in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dai Popoli aderenti ma, a motivo della portata o degli effetti dell’azione in questione, possono essere realizzati meglio a livello di Unione.

2. L’Unione esercita le proprie competenze nel rispetto del principio di proporzionalità: il contenuto

e la forma dell’azione dell’Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi del Trattato.

3. I Popoli aderenti vigilano sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità secondo le

procedure previste dal Trattato.

7. DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI PIÙ DETTAGLIATE

Motivazione: Le disposizioni transitorie (Art. 34) sono essenziali per garantire una transizione ordinata, ma potrebbero essere integrate con maggiori dettagli sui tempi e le modalità di attuazione. Proposta di integrazione all’Art. 34: • Specificare tempi certi per l’elezione dei primi organi (es. entro 12 mesi dall’entrata in vigore); • Prevedere un Comitato di Transizione, composto dai Popoli Fondatori e da rappresentanti dei Popoli che hanno già ratificato, con il compito di coordinare le fasi iniziali; • Disciplinare il subentro dell’UEP nelle materie di competenza già coperte da accordi internazionali preesistenti; • Prevedere clausole di salvaguardia per i diritti acquisiti dai cittadini dei Popoli aderenti.

8. DISPOSIZIONI SULLA CITTADINANZA DELL’UNIONE

Motivazione: Il Trattato disciplina la democrazia diretta e i diritti dei cittadini, ma non definisce compiutamente lo status di “cittadino dell’Unione Europea dei Popoli”. La cittadinanza dell’Unione è un complemento della cittadinanza nazionale e comporta diritti e doveri specifici. Proposta di nuovo articolo:

ARTICOLO [X] – CITTADINANZA DELL’UNIONE

1. È cittadino dell’Unione Europea dei Popoli chiunque abbia la cittadinanza di un Popolo aderente o

risieda stabilmente nel territorio di un Popolo aderente da almeno cinque anni.

2. La cittadinanza dell’Unione costituisce un complemento della cittadinanza del Popolo aderente e

non sostituisce quest’ultima.

3. I cittadini dell’Unione godono dei seguenti diritti:

o Diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio dei Popoli aderenti; o Diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni dell’Assemblea dei Popoli; o Diritto di iniziativa popolare e di partecipazione alla democrazia diretta; o Diritto di accesso agli atti e alla trasparenza; o Diritto di petizione e di ricorso alla Corte Internazionale per l’Autodeterminazione.

4. I cittadini dell’Unione sono soggetti ai doveri previsti dal presente Trattato, ivi compreso il rispetto

dei principi di sovranità popolare, autodeterminazione e solidarietà tra i Popoli.

9. COOPERAZIONE GIUDIZIARIA E POLIZIA

Motivazione: Il Trattato istituisce la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione, ma non disciplina la cooperazione in materia di giustizia penale, polizia e lotta alla criminalità transnazionale. Proposta di nuovo articolo:

ARTICOLO [X] – COOPERAZIONE GIUDIZIARIA E DI POLIZIA

1. I Popoli aderenti cooperano in materia di giustizia penale, polizia e lotta alla criminalità

transnazionale, nel rispetto dei diritti fondamentali e delle garanzie processuali.

2. L’Unione promuove:

o Il reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie penali; o La cooperazione tra le autorità di polizia e giudiziarie; o La prevenzione e il contrasto del terrorismo, della criminalità organizzata, del traffico di esseri umani, della tratta di migranti, del traffico di droga e della corruzione; o La protezione dei dati personali e la privacy nelle attività di cooperazione.

3. È istituito un Ufficio di Cooperazione Giudiziaria e di Polizia dei Popoli, con funzioni di

coordinamento e supporto tecnico.

10. PROTEZIONE DEI DATI E SOVRANITÀ DIGITALE

Motivazione: Il Trattato menziona la sovranità tecnologica e digitale, ma non disciplina compiutamente la protezione dei dati personali e la sovranità digitale dei Popoli. Proposta di nuovo articolo:

ARTICOLO [X] – PROTEZIONE DEI DATI E SOVRANITÀ DIGITALE

1. Ogni Popolo ha diritto alla sovranità digitale, intesa come controllo sui propri dati, infrastrutture e

reti di comunicazione.

2. I dati personali dei cittadini dei Popoli aderenti sono protetti da normative che garantiscano:

o La trasparenza del trattamento; o Il consenso informato e revocabile; o La portabilità dei dati; o Il diritto all’oblio; o La protezione da sorveglianza di massa e da profilazione illecita.

3. Le infrastrutture digitali strategiche (reti, data center, piattaforme di servizi pubblici) devono

essere controllate da soggetti pubblici o cooperativi dei Popoli aderenti.

4. È vietato il trasferimento di dati personali verso Paesi terzi che non garantiscano un livello di

protezione adeguato. RIEPILOGO DELLE INTEGRAZIONI PROPOSTE Area Articoli proposti Motivazione Politica estera e difesa 2 nuovi articoli Completezza della sovranità internazionale Simboli 1 nuovo articolo Identità e senso di appartenenza Tutela minoranze e diritti linguistici 1 nuovo articolo Riconoscimento della diversità e pluralismo Carta dei diritti fondamentali Nuova Parte Specificazione puntuale dei diritti Meccanismi di garanzia e sanzioni 1 nuovo articolo Effettività del sistema sanzionatorio Sussidiarietà e proporzionalità 1 nuovo articolo Equilibrio tra Unione e Popoli Area Articoli proposti Motivazione Disposizioni transitorie Integrazione Art. 34 Transizione ordinata e certa Cittadinanza dell’Unione 1 nuovo articolo Definizione dello status di cittadino Cooperazione giudiziaria e polizia 1 nuovo articolo Lotta alla criminalità transnazionale Protezione dati e sovranità digitale 1 nuovo articolo Autodeterminazione nell’era digitale Queste integrazioni, se adottate, renderanno il TIEP e il SIPSE un corpus costituzionale ancora più completo, coerente e rispondente alle esigenze di un’Unione di Popoli sovrani che vogliono costruire un futuro di pace, giustizia e prosperità condivisa. Registrato File TRATTATO COSTITUZIONALE DELL UNIONE DEI POPOLI D EUROPA 15/07/2026 10:47:05 0.01 ZECCHINO Nascondi Dettagli FROM: 3P8VN8uzJsZJk23urkxdLFoHCbEjSsDdL3T TO: 3P8VN8uzJsZJk23urkxdLFoHCbEjSsDdL3T Message: TRATTATO COSTITUZIONALE DELL UNIONE DEI POPOLI D EUROPA, SHA256: 2ec2e1f339674e593f6a99ff587cb8c64ca3de47c967620225144636ba2584ff TX: Guardala con l’explorer Fee:0.05 ZECCHINO Verfassungsvertrag der Europäischen Union der Völker (TIEP) UND SYSTEM DER VOLKSINSTITUTIONEN FÜR WIRTSCHAFTLICHE SOUVERÄNITÄT (SIPSE) VOLLSTÄNDIGE UND ENDGÜLTIGE VERSION – PROGRAMMDOKUMENT FÜR INTERNATIONALE EINRICHTUNGEN PRÄAMBEL: DIE QUELLEN DER LEGITIMATITÄT Die Völker Europas, unter Bezugnahme auf die Grundsätze der Charta der Vereinten Nationen, der Allgemeinen Erklärung der Menschenrechte, des Internationalen Pakts über bürgerliche und politische Rechte und des Internationalen Pakts über wirtschaftliche, soziale und kulturelle Rechte; in der Erkenntnis, dass die Souveränität ursprünglich den Völkern zusteht und dass jede Regierungsform nur dann legitim ist, wenn sie auf deren freier, vorheriger und informierter Zustimmung beruht, die durch authentische demokratische Verfahren zum Ausdruck kommt; in Bestätigung des unveräußerlichen Rechts auf Selbstbestimmung als Norm des zwingenden Völkerrechts (jus cogens) und als Verpflichtung gegenüber allen (erga omnes ) gemäß der Resolution 1514 (XV) der Generalversammlung der Vereinten Nationen und der Rechtsprechung des Internationalen Gerichtshofs; mit dem Hinweis darauf , dass das vorherrschende Wirtschafts- und Finanzsystem, das auf struktureller Verschuldung, privater Geldschöpfung und systemischer Spekulation beruht, wachsende Ungleichheiten, die Verarmung der Bevölkerung und die Übertragung nicht tragbarer Verbindlichkeiten auf künftige Generationen erzeugt; in der Überzeugung, dass es unerlässlich ist, künftige Generationen vor Wirtschaftssystemen zu schützen, die auf ewiger Verschuldung, finanzieller Instabilität und der rücksichtslosen Ausbeutung von natürlichen Ressourcen und Arbeitskräften beruhen; in der Überzeugung , dass Generationengerechtigkeit, ökologische Nachhaltigkeit, Realwirtschaft und partizipative Demokratie die Säulen einer neuen wirtschaftlichen und institutionellen Ordnung sind; Gründung einer freiwilligen Union souveräner Völker zur gemeinsamen Verwaltung von Vermögenswerten, Infrastrukturen und strategischen Politiken unter Achtung der kulturellen, sprachlichen und historischen Identität jedes Volkes; entschlossen , ein Europa der Völker aufzubauen, gegründet auf Frieden, kooperativer Solidarität und geteilter Souveränität, als Alternative zu zentralistischen und technokratischen Modellen; Der vorliegende Verfassungsvertrag der Europäischen Union der Völker (TIEP) und das damit verbundene System der Institutionen der Völker für wirtschaftliche Souveränität (SIPSE), nachfolgend gemeinsam als „der Vertrag“ bezeichnet, werden hiermit angenommen . TEIL I – GRUNDPRINZIPIEN ARTIKEL 1 – ART DER UNION

4. einzigartige supranationale Verfassungsorganisation , die sich weder als Bundesstaat noch als

traditionelle internationale Organisation oder Staatenbund einordnen lässt. Sie stellt eine neue Form politischer und rechtlicher Organisation dar, die auf der ureigenen Souveränität der Völker und dem Prinzip der Selbstbestimmung beruht.

5. Die Wirtschafts- und Währungsunion (WWU) basiert auf der freiwilligen Mitgliedschaft der Völker

und dem Prinzip der ursprünglichen Volkssouveränität. Die Union ersetzt nicht die Mitgliedsvölker, sondern koordiniert die von ihnen übertragenen gemeinsamen Aufgaben.

6. Der Name „Europäische Volksunion“ und das Akronym „EPU“ sind die offiziellen Bezeichnungen

der Organisation und können in allen internationalen Kontexten verwendet werden. ARTIKEL 1-bis – INTERNATIONALE RECHTSPERSON UND SOUVERÄNE FÄHIGKEIT

5. Internationale Rechtspersönlichkeit : Die EPU besitzt volle internationale Rechtspersönlichkeit,

die autonom und von der ihrer Mitgliedsvölker unterschieden ist. Sie hat Anspruch auf die Rechte und Pflichten des Völkerrechts, einschließlich: o Das Recht, internationale Verträge und Abkommen mit Staaten, internationalen Organisationen und anderen völkerrechtlichen Institutionen abzuschließen; o Das aktive und passive Legationsrecht mit der Befugnis zur Errichtung diplomatischer und konsularischer Vertretungen; o Das Recht zur Teilnahme an internationalen Organisationen und zwischenstaatlichen Konferenzen; o Das Recht, vor internationalen Gerichten, einschließlich des Internationalen Gerichtshofs, Klage zu erheben, um die eigenen Rechte und die Rechte der Mitgliedstaaten zu schützen; o Das Recht, Geld auszugeben und eine autonome Geldpolitik zu betreiben; o Das Recht, die Gerichtsbarkeit über Angelegenheiten innerhalb seiner eigenen Gerichtsbarkeit durch seine eigenen Justizorgane auszuüben; o Das Recht, Kooperationsabkommen mit internationalen und regionalen Organisationen abzuschließen.

6. Rechtsfähigkeit in den Mitgliedsgebieten : In den Gebieten der Mitgliedsvölker verfügen die EPU

und ihre Institutionen über die für die Ausübung ihrer Funktionen notwendige Rechtsfähigkeit, einschließlich der Befugnis: o Erwerb, Besitz und Veräußerung von beweglichem und unbeweglichem Vermögen; o Verträge und Vereinbarungen abschließen; o Beteiligung an Gerichtsverfahren vor nationalen und internationalen Gerichten; o Finanzinstrumente und Anleihen ausgeben; o Halten und Verwalten von Devisen- und Kapitalreserven.

7. Immunitäten und Vorrechte : Die EPU, ihre Institutionen und ihre Beamten genießen auf dem

Gebiet der Mitgliedsvölker und in ihren Beziehungen zu Dritten die Immunitäten und Vorrechte, die für die Ausübung ihrer Funktionen erforderlich sind, gemäß dem Völkergewohnheitsrecht und den von der EPU abgeschlossenen Abkommen.

8. Nachfolge und Kontinuität : Die EPU ist eine dauerhafte und kontinuierliche Einheit, die nicht

aufgrund von Änderungen in der Anzahl der Mitgliedsvölker erlischt, es sei denn, die Volksversammlung beschließt gemäß dem Verfahren zur Vertragsrevision etwas anderes. ARTIKEL 2 – SOUVERÄNITÄT UND SELBSTBESTIMMUNG

5. Jedes Volk behält die dauerhafte Souveränität über seine natürlichen, kulturellen, sprachlichen,

wirtschaftlichen und technologischen Ressourcen.

6. Keine Macht darf unwiderruflich an die Union übertragen werden. Der Grundsatz der

Reversibilität von Machtübertragungen ist eine fundamentale Regel der Unionsrechtsordnung und kann weder außer Kraft gesetzt noch eingeschränkt werden.

7. Ein Volk kann jederzeit und im Rahmen seiner innerdemokratischen Verfahren die Übertragung

von Zuständigkeiten an die Union widerrufen, indem es die Versammlung der Völker und den Rat der Garantiemächte förmlich benachrichtigt. Der Widerruf wird neunzig Tage nach der Benachrichtigung wirksam.

8. Das Eigentum an natürlichen, kulturellen und wirtschaftlichen Ressourcen (Wasser, Boden,

Untergrund, Biodiversität, Kulturerbe, Daten und Algorithmen) ist vor jeder Form der erzwungenen Privatisierung oder zentralisierten Kontrolle geschützt, die nicht von den betroffenen Menschen genehmigt wurde. ARTIKEL 3 – GRUNDRECHTE

5. Die Union erkennt die unverletzlichen Rechte des Menschen an und garantiert sie, einschließlich:

o Menschenwürde; o Recht auf menschenwürdige Arbeit und faire Bezahlung; o Wirtschaftliche und soziale Sicherheit; o Allgemeiner Zugang zu lebensnotwendigen Gütern (Wasser, Nahrungsmittel, Energie, Gesundheit, Bildung, Wohnraum); o Direkte demokratische Teilhabe; o Meinungs-, Vereinigungs- und Bewegungsfreiheit; o Schutz der Privatsphäre und personenbezogener Daten; o Recht auf eine gesunde und nachhaltige Umwelt.

6. minimalen Kerns sozialer Rechte darf keine Wirtschafts-, Geld- oder Finanzpolitik diese Rechte

über die Grenzen der Verhältnismäßigkeit und Notwendigkeit hinaus einschränken.

7. Das Recht auf Arbeit ist für die Gewerkschaft nicht nur ein Wunsch, sondern eine positive

Verpflichtung. Sie setzt sich aktiv für Vollbeschäftigung und berufliche Umschulung ein.

8. „Wirtschaftliche Sicherheit“ bedeutet, dass restriktive Geldpolitiken (wie etwa Sparmaßnahmen)

nicht durchgesetzt werden können, wenn sie die grundlegenden Rechte von Bürgern und Gemeinschaften einschränken. ARTIKEL 4 – SCHUTZ ZUKÜNFTIGER GENERATIONEN

6. Alle Maßnahmen der Union, einschließlich solcher wirtschaftlicher, finanzieller, ökologischer und

legislativer Art, müssen den Grundsatz der generationenübergreifenden Nachhaltigkeit respektieren .

7. Die Schaffung struktureller Anleihen, die irreversible Schulden, Umweltverbindlichkeiten oder

nicht tragbare Belastungen auf künftige Generationen übertragen, ist verboten.

8. eine Behörde für die generationenübergreifenden Auswirkungen öffentlicher Politiken

eingerichtet , ein unabhängiges Gremium, das sich aus Experten der Wirtschaftswissenschaften, Ökologie, Demografie und Sozialwissenschaften zusammensetzt und folgende Aufgabe hat: o Bewerten Sie jedes vorgeschlagene Gesetz, jede Verordnung oder jede öffentliche Investition, indem Sie deren finanzielle, ökologische und soziale Auswirkungen über einen Zeitraum von mindestens 30 bis 50 Jahren berechnen; o Erstellen Sie für jeden bedeutenden Regulierungs- oder Verwaltungsakt einen verbindlichen Bericht über die Auswirkungen auf die verschiedenen Generationen; o Verstöße gegen den Grundsatz der generationenübergreifenden Nachhaltigkeit sind dem Kuratorium zu melden.

9. Wenn die Auswirkungen eines Gesetzes auf die nachfolgenden Generationen negativ sind, kann

das Gesetz weder von der Volksversammlung noch von der Exekutivdirektion gebilligt werden.

10. Strukturelle öffentliche Verschuldung und systemische Finanzspekulation sind verfassungsrechtlich

verboten, da es sich in beiden Fällen um Mechanismen handelt, die die Kosten der Gegenwart in die Zukunft verlagern. TEIL II – INSTITUTIONELLE ANORDNUNG ARTIKEL 5 – VOLKSVERSAMMLUNG

6. Die Volksversammlung ist das oberste gesetzgebende Organ der Union.

7. Es besteht aus:

o Die Vertreter werden von den Mitgliedsvölkern nach ihren jeweiligen demokratischen Verfahren in einer der Bevölkerungszahl proportionalen Anzahl gewählt (mindestens 1, höchstens 10 pro Volk); o Delegierte in Systemen direkter Demokratie , die per Los oder Wahl unter aktiven Bürgern bestimmt werden, in einer Zahl, die 20 % der gewählten Vertreter entspricht.

8. Die Versammlung stimmt zu:

o Organgesetze und Verordnungen der Union; o Der jährliche und mehrjährige Haushalt der Union; o Die strategischen Leitlinien (Energieplan, Infrastruktur, Forschung, gemeinsame Außenpolitik); o Die Ernennung und Abberufung des Vorstands; o Die Ratifizierung internationaler Abkommen, die von der Union abgeschlossen wurden.

9. Die Resolutionen der Versammlung werden mit einfacher Mehrheit verabschiedet, außer bei

solchen von größerer Bedeutung (Änderungen des Vertrags, Beitritt neuer Völker, Kriegserklärungen, Verwendung des Widerstandsfonds), für die eine qualifizierte Mehrheit von zwei Dritteln der Mitglieder erforderlich ist.

10. Die Versammlung tritt mindestens zweimal jährlich zu ordentlicher Sitzung zusammen und tritt auf

Antrag von mindestens einem Drittel der Mitglieder oder des Garantierats zu außerordentlicher Sitzung zusammen. ARTIKEL 6 – RAT DER GARANTIERE

6. Der Garantenrat ist das verfassungsrechtliche Justiz- und Garantieorgan der Union.

7. Sie setzt sich aus 21 Richtern zusammen, die von der Volksversammlung mit qualifizierter

Mehrheit aus renommierten Juristen gewählt werden, wobei mindestens ein Drittel weiblich ist und Minderheiten angemessen vertreten sind.

8. Der Rat:

o Sie hat die Einhaltung dieses Vertrags sicherzustellen; o Es annulliert Akte der Versammlung, des Direktoriums oder anderer Organe der Union, die gegen Grundprinzipien, die Volkssouveränität, das Selbstbestimmungsrecht oder das Verbot struktureller Schulden verstoßen; o Sie entscheidet über Zuständigkeitskonflikte zwischen den Institutionen der Union und zwischen der Union und den Mitgliedsvölkern; o Sie erstellt vor der Ratifizierung eine Stellungnahme zur Vereinbarkeit internationaler Abkommen mit dem Vertrag.

9. Die Beschlüsse des Rates sind verbindlich und in allen Mitgliedsgebieten sofort vollstreckbar.

10. Richter werden für neun Jahre gewählt, ihre Amtszeit ist nicht verlängerbar, und sie genießen die

mit dem Richteramt verbundenen Immunitäten. ARTIKEL 7 – GESCHÄFTSFÜHRER

7. Der Vorstand ist das Exekutiv- und Verwaltungsorgan der Gewerkschaft.

8. Sie besteht aus neun Mitgliedern, die von der Volksversammlung mit einfacher Mehrheit für eine

fünfjährige Amtszeit gewählt werden, die einmal verlängert werden kann. Die Zusammensetzung wahrt den Grundsatz der geografischen und geschlechtsspezifischen Ausgewogenheit.

9. Das Verzeichnis:

o Setzt die von der Versammlung beschlossenen Richtlinien um; o Leitet die laufende Verwaltung der Union; o Koordiniert Kooperationsprogramme zwischen den Mitgliedsvölkern; o Legt der Versammlung den Haushaltsentwurf und den jährlichen Tätigkeitsbericht vor; o Vertritt die Union gegenüber Dritten, sofern nichts anderes delegiert ist.

10. Der Verwaltungsrat untersteht der Kontrolle der Versammlung und der Aufsicht des Garantierats.

11. Die Mitglieder des Direktoriums sind gegenüber der Versammlung politisch und gegenüber dem

Rat der Garantiemächte rechtlich für alle Handlungen verantwortlich, die gegen den Vertrag verstoßen.

12. Die Präsidentschaft des Verwaltungsrats wechselt jährlich turnusgemäß unter den Mitgliedern.

ARTIKEL 8 – VOLKSWÄHRUNGSBEHÖRDE (IPSE)

6. Die People’s Monetary Authority (IPSE) ist die zentrale Währungsinstitution der Union.

7. Sie ist unabhängig von nationalen Regierungen, EU-Institutionen und privatem Finanzdruck, aber

der Versammlung der Völker demokratisch rechenschaftspflichtig.

8. Die IPSE hat folgende Aufgabe:

o Zur Ausgabe der gemeinsamen Währung der Union (Euro-P und aller anderen komplementären Währungen); o Regulierung von Kreditvergabe und Liquidität im Bankensystem der Union; o Stabilisierung des Währungswertes und Bekämpfung der Inflation mit dem vorrangigen Ziel der Förderung von Vollbeschäftigung und produktiver Entwicklung; o Verwaltung der Devisenreserven der Union; o Zusammenarbeit mit den Zentralbanken der Mitgliedsvölker und mit internationalen Währungsinstitutionen.

9. IPSE arbeitet nach dem Prinzip der totalen Transparenz : Sämtliche Emissionen und Käufe von

Wertpapieren sowie Kreditabwicklungsvorgänge sind öffentlich und unterliegen einer unabhängigen Prüfung.

10. IPSE hat seinen Hauptsitz in Venedig und kann Repräsentanzen in den Mitgliedsgebieten und bei

internationalen Organisationen einrichten. TEIL III – WIRTSCHAFTS- UND WÄHRUNGSSYSTEM ARTIKEL 9 – GRUNDSÄTZE DER UNIONSWIRTSCHAFT

5. Die Wirtschaft der Union basiert auf folgenden Grundsätzen:

o Realwirtschaft und produktive Wirtschaft : Die Produktion von Gütern und Dienstleistungen, die der Gemeinschaft nützlich sind, hat Vorrang vor der spekulativen Finanzwirtschaft; o Demokratische Währungssouveränität : Geld ist ein öffentliches Instrument im Dienste des Gemeinwohls; o Finanzstabilität : Systemische Finanzkrisen werden durch strenge Regeln und Transparenz verhindert; o Generationengerechtigkeit : Die heutigen wirtschaftlichen Entscheidungen beeinträchtigen nicht die Chancen künftiger Generationen; o Vorrang des öffentlichen Interesses : Im Falle eines Konflikts haben die Interessen der Gemeinschaft Vorrang vor privaten Interessen.

6. Jegliche Form der Geldschöpfung, die auf unproduktive systemische Spekulation abzielt, ist

verboten.

7. Die Wirtschaft steht nicht im Dienste des Finanzwesens, sondern der Menschheit. Die

Realwirtschaft (das, was produziert und konsumiert wird) hat Vorrang vor der Finanzwirtschaft (dem, worauf spekuliert wird).

8. Der Grundsatz „Überwiegen des öffentlichen Interesses“ bedeutet, dass ein Unternehmen

reguliert, unter Sonderverwaltung gestellt oder in extremen Fällen verstaatlicht werden kann, wenn seine Geschäftspraktiken das Gemeinwohl, die Sicherheit der Arbeitnehmer oder die Umwelt gefährden. ARTIKEL 10 – UNIONWÄHRUNG

6. Eine gemeinsame Währung der Europäischen Volksunion, genannt Euro-P (Symbol: €P; Code:

EUR-P ) , wird hiermit als Tausch-, Reserve- und Abrechnungsinstrument innerhalb der Union und in den Beziehungen zur Europäischen Union und zu Drittstaaten, die sie akzeptieren, eingeführt.

7. Basis produktiver Kredite ausgegeben , und zwar als Funktion folgender Faktoren:

o Strategische Infrastrukturen; o Wesentliche öffentliche Dienstleistungen (Gesundheit, Bildung, Verkehr, Wasser, Energie); o Nachhaltige industrielle und technologische Investitionen; o Ökologische Transformation und Energierückgewinnung; o Wissenschaftliche Forschung und Innovation.

8. Die Geldmenge ist nicht an Schulden gegenüber privaten Unternehmen gebunden, sondern an die

tatsächliche Produktionskapazität, die von einer unabhängigen Bewertungsstelle verifiziert wird.

9. Geld entsteht gleichzeitig mit der Schaffung realen Wertes, wodurch Inflation und Verschuldung

vermieden werden. Es ist ein Instrument des sozialen Kredits, keine Ware.

10. IPSE gibt die Währung in schriftlicher, digitaler (auf zertifizierter Blockchain) und, falls erforderlich,

physischer Form aus. ARTIKEL 10-bis – WECHSELKURS ZUM EURO

6. Der Euro-P ist an den Euro (EUR) mit einem festen und unwiderruflichen Wechselkurs von 1 (ein)

Euro-P = 1 (ein) Euro gekoppelt .

7. Dieses Verhältnis wird bei der Ausstellung festgelegt und kann nur durch einen Beschluss der

Volksversammlung mit Zweidrittelmehrheit nach Konsultation der Behörde für generationenübergreifende Auswirkungen und des Garantierats geändert werden.

8. Um die Stabilität des 1:1-Verhältnisses zu gewährleisten, hält die IPSE Reserven in Euro und auf

Euro lautenden Vermögenswerten in Höhe des Wertes der im Umlauf befindlichen Euro-Ps. Die Reserven setzen sich wie folgt zusammen: o Einlagen bei Zentralbanken der Eurozone und bei der IPSE; o Europäische Staatsanleihen und Anleihen von EU-Mitgliedstaaten, sofern sie mit Nachhaltigkeitsprinzipien vereinbar sind; o Sonstige liquide Mittel in Euro mit niedrigem Kreditrisiko.

9. Die Verwaltung der Rücklagen unterliegt gemäß Art. 18 der vollständigen Transparenz und

unabhängigen Prüfung.

10. Der Euro-P ersetzt nicht den Euro, sondern fungiert als komplementäre und parallele Währung,

die die Währungshoheit der EU vollumfänglich respektiert. ARTIKEL 11 – UNIONISCHES BANKENSSYSTEM

4. Das Bankensystem der Union ist unterteilt in:

o Volkszentralbank (IPSE) – Zentralbank der Union; o Öffentliche Entwicklungsbanken – zur Finanzierung strategischer Projekte; o Genossenschaften und lokale Institutionen – zur Kreditvergabe an die Region und kleine Unternehmen; o People’s World Bank (PWB) – internationales Kreditinstitut des SIPSE-Systems.

5. Banken arbeiten nach dem Prinzip der Trennung zwischen produktiver Kreditvergabe und

spekulativen Aktivitäten : o Einlagenbanken (die die Ersparnisse der Bürger verwalten) dürfen keine spekulativen Aktivitäten an der Börse, mit Derivaten oder mit risikoreichen Finanzinstrumenten durchführen; o Spekulative Investmentbanken arbeiten mit eigenem Kapital, ohne staatliche Garantien und ohne Zugang zu subventionierten Krediten der IPSE.

6. Die Schaffung von privatem Geld, das keiner öffentlichen Regulierung unterliegt, ist verboten; dies

gilt auch für Kryptowährungen, die keiner demokratischen Kontrolle unterliegen. ARTIKEL 12 – KREDIT UND PRODUKTIVE FINANZIERUNG

6. Kredit wird als öffentliches Gut und Instrument der wirtschaftlichen Entwicklung betrachtet, nicht

als Ware, die an den Höchstbietenden verkauft wird.

7. Die Kreditvergabe erfolgt auf folgender Grundlage:

o Ökonomische, ökologische und soziale Nachhaltigkeit des Projekts; o Sozialer Nutzen und Schaffung von Arbeitsplätzen; o Tatsächliche Produktionskapazität und Entwicklungsperspektiven.

8. Die Darlehenszinsen werden von der IPSE festgelegt und dürfen weder wucherisch sein noch die

Inflationsrate zuzüglich einer angemessenen Risikomarge übersteigen.

9. Öffentliche und genossenschaftliche Banken bieten zinslose oder subventionierte (0–2 %) Kredite

für Projekte mit hohem gesellschaftlichem Nutzen an, wie zum Beispiel: o Öffentlicher und sozialer Wohnungsbau; o Erneuerbare Energien und Energieeffizienz; o Nachhaltige Landwirtschaft und Ernährungssouveränität; o Öffentliche Gesundheit und Bildung; o Kultur und historisches Erbe; o Wissenschaftliche Forschung und technologische Innovation.

10. Das Kreditsystem darf keine untragbaren strukturellen Verpflichtungen für den Staat, die

Bevölkerung oder die lokalen Gemeinschaften schaffen. ARTIKEL 13 – ÖFFENTLICHE SCHULDEN

7. Öffentliche Verschuldung ist nur als vorübergehendes und kontrolliertes Instrument der

wirtschaftlichen Stabilisierung zulässig, um unvorhergesehene externe Schocks (Krieg, Pandemie, Naturkatastrophe) abzufedern.

8. Unbegrenztes Schuldenwachstum als dauerhafter struktureller Mechanismus der

Regierungsführung ist verboten.

9. Staatsschulden dürfen nicht an spekulative private Unternehmen verkauft werden und keine

Zinseszinsen oder Wucherzinsen generieren. Die Zinsen für Staatsanleihen entsprechen der Inflationsrate zuzüglich eines maximalen Aufschlags von 1 %.

10. Unbefristete öffentliche Verschuldung ist verboten : Jede Anleiheemission muss einen

festgelegten Rückzahlungsplan und eine maximale Rückzahlungsdauer von höchstens 20 Jahren beinhalten.

11. Staatsanleihen dürfen weder Gegenstand von Spekulationen auf Sekundärmärkten sein, noch

dürfen sie als Sicherheiten für spekulative Transaktionen verwendet werden.

12. Die Union setzt sich dafür ein, die öffentliche Verschuldung ihrer Mitgliedsvölker durch

nachhaltige Schuldenumwandlungs- und Restrukturierungspolitiken schrittweise zu reduzieren. ARTIKEL 14 – STEUERSYSTEM

5. Die Besteuerung der Union und ihrer Mitgliedsvölker basiert auf folgenden Grundsätzen:

o Reale Progressivität : Die Besteuerung steigt überproportional zu Einkommen und Vermögen, wobei Einkommen und große Vermögen stärker belastet werden, um die Belastung durch Arbeit und Konsum zu verringern; o Gerechte Beiträge : Jeder Steuerzahler zahlt entsprechend seiner tatsächlichen Leistungsfähigkeit; o Administrative Vereinfachung : Reduzierung der Compliance-Anforderungen und -Kosten; o Vollständige Transparenz : Jeder Bürger kann überprüfen, wie seine Beiträge verwendet werden.

6. Das Steuersystem hat folgende Ziele:

o Finanzierung öffentlicher Güter und wesentlicher Dienstleistungen; o Ausgewogene Umverteilung des Vermögens und Verringerung der Ungleichheiten; o Wirtschaftliche und antizyklische Stabilisierung.

7. Ungerechtfertigte Doppelbesteuerung und räuberische Besteuerung sowie Steuerhinterziehung

und Steuervermeidung sind verboten und werden durch administrative Zusammenarbeit der Mitgliedsvölker verfolgt.

8. Die Union kann eigene Steuereinnahmen erheben, beispielsweise Umweltabgaben,

Finanztransaktionssteuern und Solidaritätsbeiträge, sofern die Grundsätze der Subsidiarität und der Verhältnismäßigkeit beachtet werden. ARTIKEL 15 – ÖFFENTLICHE FINANZEN UND INVESTITIONEN

6. Die öffentlichen Ausgaben sind ausschließlich auf das Gemeinwohl, den sozialen Zusammenhalt

und eine nachhaltige Entwicklung ausgerichtet.

7. Strategische Investitionen (Infrastruktur, Forschung, ökologischer Wandel, Gesundheitswesen,

Bildung) werden in erster Linie durch von der IPSE kontrollierte Geldemission finanziert, gemäß dem in Artikel 10 festgelegten produktiven Kreditprinzip.

8. generationenübergreifender Fonds für Infrastruktur, Forschung und Umwelt wird eingerichtet ,

der finanziert wird durch: o Zweckgebundene Geldausgabe; o Beiträge der angeschlossenen Völker; o Einkünfte aus natürlichen Ressourcen und Gemeingütern; o Spenden und Vermächtnisse.

9. Der Generationenfonds wird transparent und unabhängig verwaltet, mit dem Ziel, Ressourcen für

künftige Generationen zu erschließen und langfristige Projekte zu finanzieren.

10. Die laufenden Ausgaben (Löhne, Vorleistungsverbrauch, Transfers) werden durch ordentliche

Steuereinnahmen und nicht durch Geldausgabe oder Kreditaufnahme finanziert. ARTIKEL 16 – MÄRKTE UND REGULIERUNG

6. Die Märkte funktionieren unter einem System regulierter Freiheit : Freiheit der wirtschaftlichen

Initiative, aber mit klaren Regeln und Beschränkungen zum Schutz des Gemeinwohls.

7. Folgendes ist verboten:

o Monopole und Oligopole, die den Wettbewerb einschränken und den Verbrauchern schaden; o Kartelle und wettbewerbsbeschränkende Vereinbarungen; o Systemische Spekulationspraktiken (Hochfrequenzhandel, ungesicherte Derivate, Leerverkäufe); o Soziales und ökologisches Dumping.

8. Die Union garantiert:

o Fairer Wettbewerb und Chancengleichheit für Unternehmen; o Schutz von Arbeitnehmern und Verbrauchern; o Umweltverträglichkeit der Produktionsaktivitäten; o Preistransparenz und transparente Verkaufsbedingungen.

9. Unternehmen, die innerhalb der Union tätig sind, sind verpflichtet, die Grundsätze der sozialen

und ökologischen Verantwortung sowie nichtfinanzielle Berichtspflichten einzuhalten.

10. Verstöße gegen die Marktregeln werden nach Straf- und Verwaltungsrecht geahndet, wobei die

Strafen dem entstandenen Schaden angemessen sind. TEIL IV – STAATSBÜRGERSCHAFT, DIREKTE DEMOKRATIE UND TRANSPARENZ ARTIKEL 17 – BÜRGERGESETZGEBER

7. Jeder Bürger der Union nimmt als aktives Subjekt der Volkssouveränität direkt am

Gesetzgebungsprozess teil.

8. Die zertifizierte digitale Volksinitiative ermöglicht es einer Mindestanzahl von Bürgern (die von

der Versammlung festgelegt wird und 1 % der Bevölkerung der Union nicht überschreiten darf), der Volksversammlung Gesetze, Verordnungen oder Verwaltungsakte vorzuschlagen.

9. Volksfreundliche Vorschläge, die die erforderliche Anzahl an Unterschriften erreichen, werden von

der Versammlung geprüft, die innerhalb von sechs Monaten eine Entscheidung treffen muss. Lehnt die Versammlung den Vorschlag ab, kann er einem verbindlichen Referendum unterzogen werden.

10. Für folgende Angelegenheiten ist eine verbindliche Volksabstimmung (Referendum) zwingend

erforderlich: o Änderungen dieses Vertrags; o Beitritt neuer Völker zur Union; o Austritt aus der Union; o Kriegserklärung oder Teilnahme an bewaffneten Konflikten; o Große öffentliche Bauvorhaben mit erheblichen ökologischen oder sozialen Auswirkungen; o Wesentliche Änderungen des Geld- oder Finanzsystems.

11. Die Volksabstimmung wird auf einer zertifizierten und transparenten digitalen Plattform

organisiert, mit Garantien für Geheimhaltung, Authentifizierung und Überprüfbarkeit.

12. Das Ergebnis der Abstimmung ist für alle Institutionen der Union und für die Mitgliedsvölker

bindend. ARTIKEL 18 – TRANSPARENZ UND ZUGANG ZU DOKUMENTEN

6. Alle Akte der Union, einschließlich der Gesetzgebungs-, Verwaltungs-, Justiz- und Währungsakte,

müssen öffentlich und für jeden Bürger zugänglich sein.

7. Die Rückverfolgbarkeit wirtschaftlicher und geldpolitischer Entscheidungen ist obligatorisch :

o Jeglicher Vorgang, der die Ausgabe von Geld beinhaltet; o Jeglicher Kauf oder Verkauf von Wertpapieren durch IPSE; o Jeder öffentliche Auftrag mit einem Wert von über 100.000 Euro-P; o Jegliche vergünstigte Kreditvergabe; o Jede Investitionsentscheidung des Generationenfonds.

8. Die Rückverfolgbarkeit wird gewährleistet durch:

o Öffentliche Register werden in Echtzeit aktualisiert; o Blockchain oder gleichwertige Technologien für Unveränderlichkeit und Überprüfbarkeit; o Jährliche unabhängige Prüfungen, vollständig veröffentlicht.

9. Jeder Bürger hat das Recht auf Einsicht in Dokumente, einschließlich des Rechts auf Kopien,

Informationen und Erläuterungen. Einsichtsanträge sind kostenlos und müssen innerhalb von dreißig Tagen bearbeitet werden.

10. Die einzigen Ausnahmen vom Transparenzgrundsatz sind Staatsgeheimnisse, die für die Sicherheit

der Union oder ihrer Mitgliedsvölker unbedingt erforderlich sind, zeitlich begrenzt sind und vom Garantierat gerechtfertigt werden. TEIL V – SIPSE-SYSTEM: BETRIEBSARCHITEKTUR DER WIRTSCHAFTLICHEN SOUVERÄNITÄT Das System der Volksinstitutionen für wirtschaftliche Souveränität (SIPSE) stellt die operative Architektur dar, die die Prinzipien des TIEP in rechtliche, monetäre, finanzielle und technologische Instrumente umsetzt, die vom Volk tatsächlich genutzt werden können. SIPSE wurde am 24. Mai 2026 vom venezianischen Volk und dem selbstbestimmten italienischen Volk als Gründungsvölkern gegründet, mit Hinterlegung des Vertrags beim Generalsekretär der Vereinten Nationen gemäß Artikel 102 der Charta der Vereinten Nationen und offizieller Mitteilung an die Europäische Union. Die SIPSE-Institutionen agieren im Einklang mit dem Recht auf Selbstbestimmung – einer zwingenden Norm des Völkerrechts (jus cogens) – und den Verpflichtungen des Völkerrechts (erga omnes) , ohne dass es einer vorherigen staatlichen Anerkennung bedarf. Hauptdrehorte: Venedig (Dogenpalast) und Genf (Schweiz ) . ARTIKEL 19 – INTERNATIONALE ORGANISATION FÜR DIE STANDARDISIERUNG DER VÖLKER (OISP)

5. Das OISP ist als parallele, unabhängige, freiwillige und gemeinnützige Normungsorganisation

eingerichtet, die die offizielle Norm ISO 4217 ergänzt – und nicht ersetzt.

6. OISP entwickelt und pflegt den Volksstandard für Währungscodes (P-ISO 4217 ) , vergibt auf

Anfrage dreistellige Großbuchstabencodes mit reservierten Präfixen Q, Z oder X (um Kollisionen mit staatlichen ISO-Codes zu vermeiden), verwaltet das offizielle Volksregister und das Coderegister und stellt signierte digitale Zertifikate aus, die auf der Blockchain verankert sind.

7. Die OISP gab am 20. Juni 2026 die ersten beiden Codes heraus: ZEC (Venetian Zecchino) für das

Volk von Venetien – Venezianischer Staat in Selbstbestimmung – und LIS (Italienische Souveräne Lira) für die CLNI (Koordinierung für die Freie Italienische Nation), mit offizieller Benachrichtigung des IWF, der Weltbank, der BIZ, der EZB, der Europäischen Kommission, des IGH, des IStGH, des ITLOS, des EuGH und des EGMR.

8. OISP-Gremien:

o Allgemeine Volksversammlung : oberstes Organ, eine Stimme pro Mitglied, ordentliche Sitzung alle zwei Jahre; o Vorstand : 7 gewählte Mitglieder, Amtszeit 4 Jahre, einmal verlängerbar; o Technisches Sekretariat : operative und administrative Leitung; o Kodierungsausschuss ( CdC ) : 5 unabhängige Experten zur Bewertung der Anträge; o Volksschiedsgericht : 3 rotierende Schiedsrichter, verbindliche und öffentliche Entscheidungen; o Aufsichtsausschuss für die Volkscharta zur Währungssouveränität . ARTIKEL 20 – INTERNATIONALER GERICHTSHOF FÜR DAS SELBSTBEWUSSTSEIN DER VÖLKER

7. Der Internationale Gerichtshof für das Selbstbestimmungsrecht der Völker ist das wichtigste

Gerichtsorgan des SIPSE-Systems. Sein Rechtssitz befindet sich in Venedig (Palazzo Ducale), sein operativer Hauptsitz in Genf.

8. Die Mission des Gerichtshofs besteht darin, das Recht der Völker auf Selbstbestimmung in all

seinen Dimensionen – politisch, institutionell, wirtschaftlich, monetär, kulturell, sprachlich, ökologisch, territorial, digital und technologisch – anzuerkennen, zu schützen, zu fördern und durchzusetzen.

9. Der Gerichtshof fungiert als unabhängiges, unparteiisches und ständiges Forum mit Mechanismen

zur direkten Beteiligung der Bevölkerung (zufällig ausgewählte Bürgerjurys, überprüfbare digitale Beratungen auf der Blockchain), einer unabhängigen jährlichen Prüfung und einem unveränderlichen Protokoll der Anträge.

10. Die Zuständigkeit des Gerichts ist ausschließlich, zwingend und erga omnes : Urteile sind sofort

vollstreckbar, begleitet von einem partizipativen Vollstreckungs- und Überwachungsplan (PEMP) und ziehen im Falle der Nichteinhaltung die Aussetzung der Stimmrechte und die Verwendung von P-ISO 4217-Währungscodes für das säumige Unternehmen nach sich.

11. Organe des Gerichts:

o Präsidentschaft des Gerichtshofs (Amtspräsidentin: IHRE Exzellenz Marina Piccinato); o Richterrat : mindestens 21 Mitglieder, davon 40 % Frauen- und Minderheitenquote; o Generalsekretariat und Digitale Kanzlei : Open-Data-Portal; o Ständige Abteilung für die Rechte indigener und historischer Völker (FPIC-Protokolle); o Kammer für wirtschaftliche, monetäre und digitale Souveränität ; o Ständige Versammlung der Volksjury (APGP ) ; o Kommission für globale Nachhaltigkeit .

12. Befugnisse des Gerichts:

o Verstöße gegen das Völkerrecht zum Selbstbestimmungsrecht; o Monetäre Plünderung, unrechtmäßige Reichsbildung, Finanzmanipulation, Datendiebstahl ; o Verstöße gegen Umweltabkommen, die das Selbstbestimmungsrecht untergraben; o Gesundheitssouveränität und Zugang zu lebensnotwendigen Gütern; o Eigene Untersuchungen, die von der APGP angeordnet wurden. ARTIKEL 21 – VOLKSWÄHRUNGSFONDS (PMF)

5. Der Volkswährungsfonds (PMF) ist die zentrale Währungsinstitution des SIPSE-Systems, parallel

zum Internationalen Währungsfonds.

6. Die FMP betreibt das System der gegenseitigen Anerkennung und des multilateralen Clearings

(SMRC ) , das die Abwicklung von Handelsgeschäften ohne Fremdwährungen unter Verwendung von ISO 4217 P-Codes und Volkswährungen (einschließlich DSPP, ZEC, LIS, Euro-P) ermöglicht.

7. Das SMRC steht Drittländern und Zentralbanken auf gleichberechtigter und freiwilliger Basis offen.

8. Der FMP erfüllt außerdem folgende Funktionen:

o Koordinierung der Geldpolitik der Mitgliedsvölker; o Verwaltung des internationalen Zahlungssystems der Union; o Technische Unterstützung bei der Implementierung der P-ISO 4217-Normen. ARTIKEL 22 – WELTBANK DER VÖLKER (PEB)

6. Die People’s World Bank (PWB) ist die Kredit- und Entwicklungsinstitution des SIPSE-Systems und

existiert parallel zur Weltbank.

7. Das BMP hat folgende Mission:

o Armut und strukturelle Ungleichheiten verringern; o Finanzierung materieller Infrastruktur (erneuerbare Energien, Wasser, Mobilität, Gesundheitswesen, Schulgebäude) und immaterieller Infrastruktur (souveräne digitale Netzwerke, dezentrale Identität, Finanzkompetenz); o Unterstützung des ökologischen Wandels und der Klimaresilienz; o Förderung der wirtschaftlichen Zusammenarbeit zwischen den Völkern.

8. Anfangskapital der BMP : 1.000.000 ZEC (Beitrag des Bundesstaates Venetien) + 1.250.000 LIS

(Beitrag des CLNI), mit der Möglichkeit einer Erhöhung durch freiwillige Beiträge und Einlagen neuer Mitglieder.

9. BMP-Betriebswerkzeuge:

o Subventionierte Kredite : Zinssätze 0,5 % bis 3 %, Laufzeit bis zu 20 Jahre, tilgungsfreie Zeit bis zu 5 Jahre; o Nicht rückzahlbare Spenden für Pilot- und Notfallprojekte; o Teilgarantien bis zu 70 % des Investitionswerts; o Beteiligungen an Volksgenossenschaften; o Anleihen für grüne und soziale Projekte (OVSP), die in DSPP, ZEC, LIS oder Euro-P denominiert sind; o Fonds für den ökologischen Wandel der Völker von 500.000 DSPP.

10. Alle vom BMP finanzierten Projekte unterliegen folgenden Bedingungen:

o FPIC-Bewertung ( Freie, vorherige und informierte Bewertung) Zustimmung der betroffenen Gemeinschaften; o Unabhängige Umweltprüfung; o Vollständige Veröffentlichung der Verträge auf der Blockchain und im Transparenzportal. ARTIKEL 23 – PLATTFORM FÜR ZITATE ZU NATURRESSOURCEN DER VÖLKER (P-QRNP)

5. Das P-QRNP ist die technologische Infrastruktur für partizipative Regierungsführung und

Transparenz bei der Bewirtschaftung natürlicher Ressourcen.

6. Verwaltet die tägliche Angebotserstellung für die folgenden Ressourcen:

o Energie : Elektrizität, Erdgas, grüner Wasserstoff, Biokraftstoffe; o Strategische Mineralien : Lithium, Kobalt, Seltene Erden, Kupfer, Nickel; o Landwirtschaftliche Produkte : Getreide, Kaffee, Kakao, Öl, Zucker, Fleisch; o Wasserressourcen : Trinkwasser und Bewässerungswasser; o Zertifizierte CO2-Zertifikate für Emissionsminderungsprojekte.

7. Die Zentralbank der Philippinen (BVP) veröffentlicht an jedem Werktag um 16:00 Uhr UTC

Referenzkurse in DSPP, ZEC, LIS und Euro-P, die anhand einer transparenten Methodik berechnet werden, die Folgendes integriert: o Nachhaltige Gewinnungs- und Produktionskosten; o Negative und positive externe Umwelteffekte; o Souveränitätsauszeichnung (Mehrwert der P-QRNP-Zertifizierung); o Indikatoren für die Einhaltung des FPIC-Protokolls.

8. Das P-QRNP stellt Ressourcensouveränitätszertifikate (CSRs) für bis zu 70 % der nachgewiesenen

und unabhängig verifizierten Reserven aus. Die CSRs sind: o Kann als Sicherheit für BMP-Kredite verwendet werden; o Reserve für die Zentralbanken der Völker; o Internationales Zahlungsinstrument zwischen Mitgliedern; o Vollständige Nachverfolgbarkeit auf der Blockchain. ARTIKEL 24 – STRATEGISCHE INSTRUMENTE FÜR SCHUTZ UND ENTWICKLUNG Die SIPSE ist mit folgenden operativen Instrumenten ausgestattet: Instrument Funktion TIEP- Referenz FREP – Volkswirtschaftlicher Widerstands- und Notfonds Es unterstützt Mitgliedstaaten, die wirtschaftlichen Vergeltungsmaßnahmen (Sanktionen, Finanzblockaden, Embargos) ausgesetzt sind. Finanziert wird es durch eine Quellensteuer von 0,5 % auf DSPP-Transaktionen, freiwillige Beiträge und Sanktionen. Es bietet zinslose Notfallkredite, Zuschüsse und Rechtshilfe. Art. 4 SMRC – System der gegenseitigen Anerkennung und Entschädigung Das von der FMP verwaltete System ermöglicht die Abwicklung von Handelsgeschäften ohne Fremdwährungen Art. 10 unter Verwendung von DSPPs und Währungen der Bevölkerung. Es steht Drittländern und Zentralbanken gleichermaßen offen. CCJC — Zertifizierung der Einhaltung der Jus-Cogens – Vorschriften Ausgestellt an Unternehmen, Staaten und Organisationen, die Selbstbestimmung und Menschenrechte achten. Zertifizierte Einrichtungen genießen Vorrang bei Ausschreibungen, reduzierte Provisionen und Zugang zu subventionierten Krediten. Art. 16 APVIR – Volksagentur für unabhängige Ressourcenbewertung Sie überprüft die Menge, Qualität, Nachhaltigkeit und den fairen Wert der registrierten Ressourcen und ermittelt den „fairen Preis der Völker “ . Art. 12 SAR – Frühwarnsystem für Verstöße Überwachen Sie Versuche zur Verhinderung der Verwendung von P-ISO 4217-Codes, diskriminierende Handlungen und illegalen Bergbau. Lösen Sie Benachrichtigungen, diplomatische Proteste und kollektive Gegenmaßnahmen aus. Art. 2 OVSP – Grüne und soziale Anleihen des Volkes BMP-Emissionen in ZEC, LIS, Euro-P oder DSPP zur Finanzierung von ökologischer Transformation, Finanzbildung, Art. 15 Gesundheitswesen und Bildung. 0 % Zinssatz für soziale Zwecke, 2 % für Umweltzwecke. UPAT – Volksbüro für technische Hilfe und Kapazitätsaufbau Kostenlose Schulungen, Unterstützung bei der Erstellung von Förderanträgen, Hilfe bei digitalen Geldbörsen und der Registrierung von Vermögenswerten. Der Service ist in vier Amtssprachen verfügbar (Italienisch, Englisch, Französisch, Spanisch). Art. 17 ARTIKEL 25 – AMTS FÜR PATENT- UND VOLKSKULTURERBE (UBPP)

3. Die UBPP ist die souveräne transnationale Infrastruktur für kollektives geistiges Eigentum . Sie

operiert funktional extraterritorial und schützt das Wissen der Völker unabhängig von Staatsgrenzen mit voller Rechtskraft in den Gebieten, die zu SIPSE gehören.

4. Die UBPP übt die folgenden sechs souveränen Funktionen aus :

a) NOTARIELL : Notarielle Existenz- und Kulturprioritätsurkunde (ANEAC), beurkundet von einem

UBPP-Notar, unterzeichnet von Vertretern der Gemeinschaft und paraphiert vom Hüter des kulturellen Gedächtnisses. Wirkung : Schließt jegliche nachfolgende Patentierung desselben Wissens aus.

b) SCHIEDSVERFAHREN : Ständiges Tribunal für das Immaterielle Kulturerbe (TPPI) mit technischen

Schiedsrichtern (Ethnobotanikern, Informatikern, Historikern und Rechtsgelehrten). Die Urteile sind in den SIPSE-Gebieten sofort vollstreckbar und können dem Internationalen Gerichtshof für Selbstbestimmung vorgelegt werden.

c) FINANZIELLES : UBPP-Garantiekonto bei BMP; Ausgabe von Heritage Bonds und Knowledge

Backed Tokens (KBT); Generationenübergreifender Entschädigungsfonds, finanziert durch 0,5 % jeder Lizenzgebühr.

d) DIPLOMATIK : Diplomatisches Korps der UBPP zur internationalen Vertretung gegenüber

Staaten, internationalen Organisationen und multilateralen Foren.

e) ZERTIFIZIERUNG : Dreistufiges System (Zertifikat der kulturellen Herkunft – COC; Zertifikat des

kulturellen Erbes – CPC; Zertifikat der ureigenen Souveränität – CSP) mit verschlüsselten QR-Codes und Blockchain-Verifizierung.

f) Generationenübergreifende Entschädigung : Generationenübergreifender Entschädigungsfonds

zur Umverteilung der Vorteile aus der kommerziellen Verwertung des immateriellen Kulturerbes. ARTIKEL 26 – SONDERZEICHNUNGSRECHTE DER VÖLKER (DSPP)

4. Der DSPP ist eine internationale Rechnungseinheit der Völker, bestehend aus einem

Währungskorb und Ressourcen, der sich wie folgt zusammensetzt: o 30 % ZEC (Veneto Zecchino); o 30 % LIS (Italienische Sovereign Lira); o 20 % der natürlichen Ressourcen sind im P-QRNP (preisgewichteter Durchschnitt) gelistet; o 20 % andere Währungen der Mitgliedsvölker (einschließlich Euro-P).

5. Das DSPP kann verwendet werden für:

o Internationale Regelungen zwischen den Mitgliedsvölkern; o Devisenreserven der Zentralbanken der Völker; o Zahlung von BMP-Darlehen und -Verbindlichkeiten; o Ermittlung des Wertes von Finanzinstrumenten, die von der Union ausgegeben werden.

6. Die Zusammensetzung des DSPP-Warenkorbs wird jährlich von IPSE auf der Grundlage der

Entwicklung von Handel und Produktion zwischen den Mitgliedsvölkern überprüft. TEIL VI – ZUSAMMENARBEIT MIT DER EUROPÄISCHEN UNION UND ANDEREN INTERNATIONALEN ORGANISATIONEN ARTIKEL 27 – ART DER BEZIEHUNGEN MIT DER EUROPÄISCHEN UNION

3. Die Europäische Volksunion (EPU) und die Europäische Union (EU) – letztere ist gemäß Artikel 47

des Vertrags über die Europäische Union als sui generis internationale Organisation mit internationaler Rechtspersönlichkeit anerkannt – unterhalten Beziehungen der Zusammenarbeit, Koordinierung und gegenseitigen Anerkennung unter uneingeschränkter Achtung der jeweiligen Souveränität, institutionellen Autonomie und Rechtspersönlichkeit.

4. Die Beziehung zwischen der Europäischen Volksunion und der EU basiert auf folgenden

Grundsätzen: o Rechtliche Gleichstellung : Die Europäische Union und die EU sind Völkerrechtssubjekte, die gleichberechtigt handeln und jeweils über eigene Rechtspersönlichkeit und die Fähigkeit zum Abschluss internationaler Abkommen verfügen; o Gegenseitige Achtung der Kompetenzen : Die EPU erkennt die Kompetenzen der EU in den ihr durch die europäischen Verträge zugewiesenen Angelegenheiten an; die EU erkennt die ursprüngliche Souveränität der der EPU angehörenden Völker und die von ihnen an die EPU delegierten Kompetenzen an; o Funktionale Zusammenarbeit : Die beiden Organisationen kooperieren in Bereichen von gemeinsamem Interesse; o Nichteinmischung : Keine der beiden Organisationen mischt sich in die inneren Angelegenheiten der anderen oder in Angelegenheiten ein, die in die ausschließliche Zuständigkeit ihrer jeweiligen Mitglieder fallen. ARTIKEL 28 – INSTRUMENTE DER ZUSAMMENARBEIT MIT DER EU Zur Durchführung der Kooperationsbeziehungen können die Europäische Verarbeitungsstelle (EPV) und die EU Folgendes einrichten:

6. Ständige Gemeinsame Ausschüsse : Sie setzen sich aus Vertretern der Volksversammlung und des

Europäischen Parlaments sowie technischen Experten der jeweiligen Institutionen zusammen und haben die Aufgabe, die bilaterale Zusammenarbeit zu überwachen und zu erleichtern.

7. Absichtserklärungen : rechtlich nicht bindende Instrumente, die bestimmte Bereiche und

Modalitäten der Zusammenarbeit definieren (z. B. ökologische Transformation, Forschung, Infrastruktur), unterzeichnet von der Exekutivdirektion der EPU und der Europäischen Kommission.

8. Internationale Abkommen : Rechtsverbindliche Instrumente, die gemäß den jeweiligen

verfassungsrechtlichen Verfahren in Bereichen geteilter Zuständigkeit (z. B. Finanzstabilität, Bekämpfung der Geldwäsche, justizielle Zusammenarbeit) ausgehandelt und abgeschlossen wurden.

9. Personalaustausch und Schulungsprogramme : zur Förderung des gegenseitigen Verständnisses

und des Austauschs bewährter Verfahren zwischen den Verwaltungen der beiden Organisationen.

10. Gegenseitige Anerkennung : Die Europäische Wirtschafts- und Währungsunion (EPU) und die EU

erkennen einander als legitime Gesprächspartner in ihren jeweiligen Zuständigkeitsbereichen an. Insbesondere erkennt die EU die EPU als Ausdruck der Souveränität der Mitgliedstaaten und als das Organ an, das legitim befugt ist, diese in Angelegenheiten zu vertreten, die in die Zuständigkeit der Union fallen. ARTIKEL 29 – BEZIEHUNGEN ZU DEN VEREINTEN NATIONEN UND ANDEREN ORGANISATIONEN

6. Die EPU und SIPSE pflegen kooperative Beziehungen zu den Vereinten Nationen und ihren

Sonderorganisationen in Übereinstimmung mit der Charta der Vereinten Nationen und den Grundsätzen des Völkerrechts.

7. Die EPU beantragt die Zulassung als Beobachterin zur Generalversammlung der Vereinten

Nationen und die Teilnahme an der Arbeit des Wirtschafts- und Sozialrats (ECOSOC), der Vereinten Nationen über die Zusammenarbeit mit der Zivilgesellschaft (UNCTAD), des Umweltprogramms der Vereinten Nationen (UNEP), der UNESCO, des Hohen Rates der Vereinten Nationen für Menschenrechte (OHCHR), der Ernährungs- und Landwirtschaftsorganisation (FAO) und der Internationalen Arbeitsorganisation (ILO) in Angelegenheiten, die in ihre Zuständigkeit fallen.

8. Die EPU und SIPSE arbeiten auf Augenhöhe mit den Bretton-Woods-Institutionen (IWF, Weltbank,

BIZ) zusammen und fördern die Reform des internationalen Finanzsystems hin zu einem gerechteren und nachhaltigeren Ansatz.

9. Die EPU pflegt kooperative Beziehungen zu regionalen Entwicklungsbanken (EIB, ADB, AfDB , IDB,

NDB, EBRD) und regionalen Organisationen (Afrikanische Union, Arabische Liga, ASEAN, UNASUR, OAS) und fördert die Süd-Süd-Kooperation und die Solidarität zwischen den Völkern.

10. Die UEP und SIPSE anerkennen die Rolle von zivilgesellschaftlichen Organisationen, nationalen

Befreiungsbewegungen und nicht vertretenen Bevölkerungsgruppen und fördern deren Beteiligung an Entscheidungsprozessen, die sie betreffen. TEIL VII – SCHLUSS- UND ÜBERGANGSBESTIMMUNGEN ARTIKEL 30 – MITGLIEDSCHAFT BEI TIEP UND SIPSE

5. Die Mitgliedschaft bei TIEP und SIPSE steht folgenden Personen offen:

o Völker, Nationen, ethnische Gruppen und nationale Minderheiten; o Nationale Befreiungsbewegungen; o Nichtselbstverwaltete Gebiete und besetzte Gebiete; o Souveräne Staaten, die diesen Vertrag unterzeichnen und seine Grundsätze teilen.

6. Die Teilnahme ist freiwillig und erfordert Folgendes:

o Eine demokratische Beratung des interessierten Volkes gemäß seinen internen Verfahren (Referendum, verfassungsgebende Versammlung, Volksbefragung); o Die Unterzeichnung des Vertrags durch die legitimen Vertreter des Volkes; o Ratifizierung durch die Volksversammlung der EPU mit qualifizierter Mehrheit.

7. Die Mitgliedschaft beinhaltet automatisch die Anerkennung der ausschließlichen Zuständigkeit des

Internationalen Gerichtshofs für das Selbstbestimmungsrecht der Völker sowie die Anerkennung der P-ISO 4217-Kodizes und der SIPSE-Instrumente.

8. Mitgliederkategorien:

o Gründungsmitglieder : Venezianisches Volk und Selbstbestimmtes Italienisches Volk (CLNI); o Ordentliche Mitglieder : Völker, Nationen, ethnische Gruppen und Staaten, die das Mitgliedschaftsverfahren abgeschlossen haben; o Beobachtermitglieder : Organisationen, die an der Arbeit teilnehmen, aber kein Stimmrecht haben und auf die volle Mitgliedschaft warten. ARTIKEL 31 – RÜCKTRITT

5. Jede Vertragspartei hat das Recht, jederzeit von diesem Vertrag und von SIPSE zurückzutreten.

6. Der Austritt wird zwölf Monate nach der formellen Mitteilung an die Volksversammlung wirksam,

sofern nichts anderes vereinbart ist.

7. Der Austritt berührt nicht die Verpflichtungen, die das austretende Volk gegenüber den anderen

Mitgliedstaaten und der Union übernommen hat, einschließlich eingegangener Schulden und abgegebener Garantien.

8. Im Falle eines Austritts verliert die austretende Person das Recht, die P-ISO 4217-Codes zu

verwenden und an den SIPSE-Institutionen teilzunehmen, sofern nichts anderes vereinbart ist. ARTIKEL 32 – GEWERKSCHAFTSFINANZIERUNG

4. Die Union wird finanziert durch:

o Obligatorische Beiträge der teilnehmenden Völker, berechnet auf der Grundlage des BIP pro Kopf und der Bevölkerungszahl, mit einem Höchstsatz von 0,5 % des BIP; o Eigene Einnahmen (Umweltabgaben, Finanztransaktionssteuern, Zertifizierungsgebühren); o Einkünfte aus dem Generationenfonds und dem Vermögen der Union; o Spenden und freiwillige Beiträge.

5. Der jährliche Haushalt der Union wird von der Volksversammlung mit qualifizierter Mehrheit

genehmigt und unterliegt einer unabhängigen Prüfung.

6. Die Ausgaben der Gewerkschaften unterliegen den Grundsätzen der Transparenz, Effizienz und

generationenübergreifenden Nachhaltigkeit. ARTIKEL 33 – ANERKENNUNG, KODIFIZIERUNG UND SCHUTZ DER VOLKSWÄHRUNG (EURO-P)

6. Wesen und Rechtsgrundlage der Volkswährung

1. Der Euro-P (Symbol: €P; Code: EUR-P) ist die offizielle Währung der Europäischen Volksunion

(EWU) und wird von der Volkswährungsbehörde (IPSE) als Tausch-, Reserve- und Abrechnungsinstrument für alle diesem Vertrag beigetretenen Völker ausgegeben und reguliert.

2. Der Euro-P ist ein direkter Ausdruck der Währungssouveränität der Völker, die als

unveräußerliches Attribut der wirtschaftlichen, politischen und kulturellen Selbstbestimmung der Völker selbst anerkannt wird.

7. Anfrage zur Kodierung gemäß dem ISO 4217-Standard

1. Die sui generis Organisation Völker Europas , als Vertretung aller Vertragsstaaten dieses Vertrags

und mit internationaler Rechtspersönlichkeit gemäß Art. 1-bis, ersucht die Internationale Organisation für Normung (ISO) förmlich, Euro-P den offiziellen Code EUR-P gemäß der Norm ISO 4217 zuzuweisen.

2. Das Ersuchen wird im Namen und im Auftrag aller Vertragsstaaten des Vertrags als Inhaber des

Rechts auf Selbstbestimmung gestellt und stellt einen zur Erfüllung der sich aus diesem Vertrag ergebenden Verpflichtungen erforderlichen Akt dar.

3. Dem Antrag müssen die erforderlichen technischen, finanziellen und rechtlichen Unterlagen

beigefügt werden, die von IPSE erstellt und vom Internationalen Gerichtshof für das Selbstbestimmungsrecht der Völker beglaubigt werden.

8. Verpflichtung zur Anerkennung und Folgen der Nichtzuweisung des ISO 4217-Codes

1. Das Selbstbestimmungsrecht der Völker, einschließlich der vollen Währungshoheit, stellt eine

zwingende Norm des allgemeinen Völkerrechts ( jus cogens ) und eine Verpflichtung gegenüber allen (erga omnes) dar . Es hat Vorrang vor jeder entgegenstehenden Norm oder Praxis, einschließlich technischer Kodifizierungsstandards.

2. Die Vergabe des EUR-P-Codes gemäß der Norm ISO 4217 stellt einen von der ISO geforderten Akt

dar, da es sich lediglich um eine technische Anerkennung einer bereits bestehenden rechtlichen und wirtschaftlichen Realität handelt und nicht um ein Ermessensspielraum.

3. Wenn die ISO, ihre Organe oder die mit ihr verbundenen Währungsbehörden die Zuteilung des

EUR-P-Codes verweigern, verzögern oder ungerechtfertigt daran knüpfen , ergeben sich folgende Konsequenzen:

a) Unrechtmäßigkeit der Verweigerung : Die Verweigerung oder Verzögerung stellt eine

Verletzung des Selbstbestimmungsrechts der Völker, einer zwingenden Norm des Völkerrechts , dar und begründet die internationale Verantwortung der ISO und der beteiligten Behörden.

b) Selbstkodifizierung : Die Europäische Volksunion und ihre Mitgliedsvölker wenden den EUR-P-

Code offiziell und international als faktischen Kodex an, der in allen Rechts-, Handels- und Finanzbeziehungen zwischen den Mitgliedsvölkern und mit Dritten, die ihn anerkennen, als gültig und verbindlich anerkannt wird.

c) Diplomatische und gerichtliche Schritte : Der Internationale Gerichtshof für das

Selbstbestimmungsrecht der Völker leitet auf Mandat der Volksversammlung ein Verfahren vor dem Internationalen Gerichtshof und jedem anderen zuständigen Gericht ein, um die Verletzung des Selbstbestimmungsrechts und zwingender Normen festzustellen und Schadensersatz zu erwirken.

d) Kollektive Gegenmaßnahmen : Die beitretenden Völker können, koordiniert durch die

Exekutivdirektion, verhältnismäßige kollektive Gegenmaßnahmen ergreifen, einschließlich der Aussetzung der Anwendung von ISO-Normen im Umgang mit den für die Ablehnung verantwortlichen Behörden, bis der Verstoß behoben ist.

e) Verpflichtung zur Nichtanerkennung : Die beitretenden Völker verpflichten sich, in ihren

jeweiligen Rechtssystemen keine Handlung oder Maßnahme anzuerkennen oder anzuwenden, die auf der Ablehnung des EUR-P-Kodex durch die ISO beruht, gemäß der Verpflichtung zur Nichtanerkennung unrechtmäßiger Sachverhalte, die sich aus der Verletzung zwingender Völkernormen ergeben .

9. Institutionen, die für die Produktion und den Vertrieb von Euro-P verantwortlich sind

1. Die Produktion, Ausgabe und Verteilung des Euro-P werden der Europäischen Zentralbank der

Völker , der zentralen Währungsinstitution der EPU, anvertraut, die unter der Aufsicht der Europäischen Währungsbehörde (IPSE) und in Übereinstimmung mit den in den Artikeln 10 und 18 dieses Vertrags festgelegten Grundsätzen der Transparenz, Nachhaltigkeit und produktiven Kreditvergabe arbeitet.

2. Die Europäische Zentralbank der Völker hat ihren Hauptsitz in Venedig und kann Zweigstellen und

Repräsentanzen in den Gebieten der Mitgliedsvölker und bei internationalen Organisationen einrichten.

3. Die Europäische Zentralbank der Völker:

a) druckt und prägt den Euro-P in physischer Form und gibt ihn in Buch- und digitaler Form aus; b)

verwaltet die Devisenreserven der Europäischen Währungsunion, einschließlich der Euro- Reserven, die gemäß Art. 10-bis den 1:1-Wechselkurs zum Euro garantieren; c) gewährleistet die Wertstabilität des Euro-P und seine Akzeptanz auf den internationalen Märkten; d) arbeitet mit den Zentralbanken der Mitgliedsvölker und mit internationalen Währungsinstitutionen für den Umlauf und die Abwicklung des Euro-P zusammen.

10. Schutz- und Vorrangklausel

1. Die Bestimmungen dieses Artikels stellen die Durchführungsbestimmungen zu den in den Artikeln

2 und 3 dieses Vertrags genannten Grundprinzipien der Volkssouveränität und des Selbstbestimmungsrechts dar und können nur im Rahmen des in Artikel 36 genannten Überprüfungsverfahrens aufgehoben, ausgesetzt oder abgeändert werden.

2. Im Falle eines Widerspruchs zwischen diesem Artikel und einer anderen internationalen Norm,

Praxis oder einem anderen internationalen Standard hat diejenige Bestimmung Vorrang, die der vollen Verwirklichung des Selbstbestimmungsrechts der Völker und ihrer Währungshoheit am günstigsten dient. ARTIKEL 34 – STREITBEILEGUNGSSYSTEM

4. Streitigkeiten zwischen den Mitgliedsvölkern, zwischen Völkern und der Union oder zwischen

Organen der Union werden vorrangig durch Dialog, Vermittlung und Schlichtung beigelegt.

5. Im Falle des Scheiterns einer Einigung werden die Streitigkeiten an den Internationalen

Gerichtshof für das Selbstbestimmungsrecht der Völker verwiesen, dessen Entscheidungen bindend und sofort vollstreckbar sind.

6. Streitigkeiten mit Dritten (Staaten, internationalen Organisationen) werden gemäß dem

Völkerrecht beigelegt, wobei die Möglichkeit besteht, vorbehaltlich der Zustimmung der Parteien, den Internationalen Gerichtshof oder andere internationale Schiedsgerichtsbarkeit anzurufen. ARTIKEL 35 – ÜBERGANGSBESTIMMUNGEN

5. Bis zur Wahl der ersten Organe der UEP und SIPSE werden die Gründervölker die provisorische

Verwaltung ausüben, mit folgender Aufgabe: o Einberufung der Verfassungsgebenden Versammlung der Völker; o Die Geschäftsordnung der Versammlung und anderer Institutionen ausarbeiten; o Beitrittsverfahren für weitere interessierte Völker einleiten; o Die ersten Betriebsabläufe von IPSE, FMP und BMP verwalten.

6. Die ersten Wahlen zur Volksversammlung müssen innerhalb von 18 Monaten nach Inkrafttreten

des Vertrags stattfinden.

7. Die Durchführungsbestimmungen zu den einzelnen Bestimmungen des Vertrags werden von der

Versammlung innerhalb von 24 Monaten nach dessen Inkrafttreten verabschiedet.

8. Der Euro-P tritt ab dem vom IPSE festgelegten Datum nach einer Entschließung der Versammlung

und in jedem Fall nicht später als 36 Monate nach seinem Inkrafttreten in Umlauf. ARTIKEL 36 – INKRAFTTRETEN

5. Dieser Vertrag tritt für die Gründervölker am 24. Mai 2026 in Kraft.

6. Für andere Völker tritt der Vertrag mit dem Datum der Ratifizierung und der förmlichen Mitteilung

an das Generalsekretariat der EPU in Kraft.

7. Die konstituierende Phase begann vermutlich mit dem Datum der Gründungsversammlung der

Völker, die von den Gründungsvölkern einberufen wurde.

8. Der Vertrag wird gemäß Artikel 102 der Charta der Vereinten Nationen beim Generalsekretär der

Vereinten Nationen hinterlegt und den interessierten internationalen Organisationen und Regierungen mitgeteilt. ARTIKEL 3.7 – ÜBERARBEITUNG DES VERTRAGS

3. partizipatives Verfassungsverfahren geändert werden , das Folgendes vorsieht:

o Der Änderungsvorschlag bedarf der Zustimmung von mindestens einem Drittel der Mitgliedsvölker oder der einfachen Mehrheit der Volksversammlung; o Die Ausarbeitung eines Revisionstextes durch einen Konvent, der sich aus Vertretern der Völker und Institutionen zusammensetzt; o Ratifizierung durch mindestens zwei Drittel der beitretenden Völker, unter Einhaltung interner demokratischer Verfahren; o Unterwerfung unter ein europaweites Volksreferendum, sofern dies von mindestens 10 % der Unionsbürger gefordert wird.

4. Keine Revision kann die Grundprinzipien folgender Gesetze unterdrücken:

o Ursprüngliche Volkssouveränität; o Selbstbestimmung der Völker; o Reversibilität von Delegationen; o Verbot struktureller öffentlicher Schulden; o Schutz künftiger Generationen. Diese Grundsätze bilden die „Ewigkeitsklausel“ des Vertrags und können nicht geändert werden. ARTIKEL 38 – SCHUTZKLAUSEL

4. Nichts in diesem Vertrag darf so ausgelegt werden:

o Die im Völkerrecht und in den Verfassungen der Mitgliedsvölker anerkannten Grundrechte des Menschen und der Völker einzuschränken; o Die Souveränität der Völker über ihre eigenen Ressourcen und ihr eigenes Schicksal zu gefährden; o Externe Eingriffe, Störungen oder Besetzungen legitimieren.

5. Im Falle eines Konflikts zwischen diesem Vertrag und anderen internationalen Bestimmungen hat

diejenige Bestimmung Vorrang, die den Völkern und ihren Grundrechten am günstigsten ist.

6. Die EPU und SIPSE fördern die friedliche Beilegung von Streitigkeiten und die Achtung des

Völkerrechts und leisten damit einen Beitrag zum internationalen Frieden und zur internationalen Sicherheit. SCHLUSSKLAUSEL Die Europäische Volksunion und das System der Volksinstitutionen für wirtschaftliche Souveränität setzen sich für den Aufbau einer Wirtschafts- und Institutionenordnung ein, die auf Volkssouveränität, Generationengerechtigkeit und realer wirtschaftlicher Freiheit beruht, verstanden als die kollektive Fähigkeit, ohne strukturelle Abhängigkeiten von Systemen dauerhafter Verschuldung zu produzieren, zu leben und Wohlstand zu erlangen. Die „dauerhafte Schuldenunabhängigkeit“ ist der Grundpfeiler des Projekts: Sie ermöglicht es uns, der Sparfalle zu entkommen und Ressourcen in Richtung kollektives Glück, menschenwürdige Arbeit, Umweltschutz und eine nachhaltige Zukunft für unsere Kinder und Enkelkinder umzuleiten. Freiheit ist nicht mehr die Freiheit zu kaufen, sondern die Freiheit zu produzieren, zu leben und in Gemeinschaft zu gedeihen, unter Achtung der kulturellen Vielfalt, der Solidarität zwischen den Völkern und der Verantwortung gegenüber künftigen Generationen. Es lebe das Volk Europas! Es lebe die Europäische Union der Völker! ANHÄNGE ANHANG A – UNIVERSAL-MITGLIEDSCHAFTSFORMULAR (Das Modul steht Völkern, Nationen, ethnischen Gruppen, Befreiungsbewegungen, nichtselbstverwalteten Gebieten und souveränen Staaten offen.) ANTRAG AUF BEITRITT ZUM VERFASSUNGSVERTRAG DER EUROPÄISCHEN UNION DER VOLKE (TIEP) UND ZUM SYSTEM DER VOLKSINSTITUTIONEN FÜR WIRTSCHAFTLICHE SOUVERÄNITÄT (SIPSE) Feld Detail Anfragende Entität Offizieller Name, historische Bezeichnung, Akronym Rechtsvertreter Name, Nachname, Titel, Unterschrift Referenzgebiet Geografische Beschreibung und Grenzen Bevölkerung Geschätzte oder Volkszählungszahl Amtssprachen Liste Instrumente der Regierung Versammlung, Rat oder anderes Entscheidungsgremium Interne Ratifizierung Datum und Methode (Referendum, Versammlung, Abstimmung) Annahme der Klauseln Volkssouveränität, Selbstbestimmung, Reversibilität, Verbot struktureller Schulden, Gerichtsbarkeit Datum und Unterschrift Ort, Datum, Unterschrift des Vertreters ANHANG B – ANTRAGSFORMULAR FÜR DEN P-ISO 4217-CODE (Formeller Antrag auf Zuteilung eines dreistelligen Währungscodes gemäß dem Volksstandard für Währungscodes) Feld Detail Anfragende Entität Offizieller Name Währungsbezeichnung Historischer oder offizieller Name Vorgeschlagenes Symbol Z.B. €, £, etc. Gewünschter Code Drei Buchstaben mit dem Präfix Q, Z oder X (z.B. ZEC, LIS) Motivation Historische Nutzung, kulturelle Kontinuität, wirtschaftliche Bedürfnisse Zertifizierung der Souveränität Erklärung der monetären Selbstbestimmung Datum und Unterschrift Ort, Datum, Unterschrift des Vertreters ANHANG C – VOLKSCHARTA FÜR WÄHRUNGSSOUVERÄNITÄT (Ethisches und rechtliches Dokument, das von SIPSE-Mitgliedern unterzeichnet wird) Die Völker, die diese Charta unterzeichnen:

6. Sie behaupten, dass die Währungssouveränität ein unveräußerliches Attribut der

Volkssouveränität sei;

7. Sie erkennen an, dass Geld ein öffentliches Gut ist, das dem Gemeinwohl dient;

8. Sie verpflichten sich, Geld nicht als Instrument der Spekulation oder der Herrschaft über andere

Völker zu verwenden;

9. Sie fördern die monetäre Zusammenarbeit und die Solidarität zwischen den Völkern;

10. Sie erkennen die Zuständigkeit des Internationalen Gerichtshofs für Selbstbestimmung in Geld-

und Finanzangelegenheiten an. GRÜNDUNGSAKT Unterzeichnerstaaten des Verfassungsvertrags der Europäischen Union der Völker (TIEP) und des Systems der Institutionen der Völker für wirtschaftliche Souveränität (SIPSE ) : • INTERNATIONALER GERICHTSHOF FÜR DAS SELBSTBEWUSSTSEIN DER VÖLKER : IHRE EHRE Marina Piccinato – Präsidentin des Gerichtshofs • VENEZIEN – SELBSTBESTIMMENDER STAAT VENETIEN : Irene Barban – Präsidentin des Staates Venetien; Franco Paluan – Premierminister; Gianni Montecchio – Gouverneur der Banco Nazionale Veneto San Marco (ZEC) • SELBSTBESTIMMTES ITALIENISCHES VOLK – CLNI : Giuseppe Ciappina – Koordinator des CLNI • Internationale Organisation für die Standardisierung der Völker (OISP ) : Franco Paluan – Technischer Sekretär Venedig – Genf, 24. Mai 2026 ZUSAMMENFASSUNG DER TIEP- UND SIPSE-INNOVATIONEN Ich warte Aktuelles Modell (EU/Neoliberal) TIEP + SIPSE-Modell Souveränität Vom Staat abgeleitet und unwiderruflich geteilt Ursprungs bei den Völkern ; reversible Delegationen Rechtspersönlichkeit Nur für Staaten und zwischenstaatliche Organisationen Die volle Persönlichkeit der EPU und ihrer Institutionen Währung Ausgegeben als private Schuldverschreibungen von Zentralbanken Ausgegeben als produktive öffentliche Anleihe ; Euro-P im Verhältnis 1:1 zu Euro Schulden Dauerhaftes Regierungsinstrument Vorübergehendes, außergewöhnliches Werkzeug, verboten, wenn baulich Banken Sie fördern Spekulationen; sie Trennung zwischen Kredit und erschaffen Geld aus dem Nichts. Spekulation; im Dienste der Realwirtschaft Demokratie Vertreter, alle 4-5 Jahre Direkt, partizipativ und digital ; Bürgergesetzgeber Steuer Oftmals regressiv, komplex Fortschrittlich, transparent, im Dienste des Gemeinwohls Schutz zukünftiger Generationen Fehlend oder sekundär Verfassungsgrundsatz ; Autorität mit bindenden Befugnissen Zuständigkeit Staatliche Gerichte oder IGH mit Einschränkungen Internationaler Gerichtshof für Selbstbestimmung – erga omnes jurisdiction Natürliche Ressourcen Oft unregulierte Ausbeutung P-QRNP-Zertifizierung und Angebotserstellung ; FPIC; Faire Vergütung Kulturelles Erbe Privatpatente, kommerzielle Nutzung UBPP : Kollektiver Schutz, Blockchain- Verankerung, Generationenausgleich Beziehungen zur EU De facto Unterordnung Gleichberechtigte Zusammenarbeit , gegenseitige Anerkennung, komplementäre Euro- P ANALYTISCHER INDEX Teil Artikel Objekt Präambel — Quellen der Legitimität, ethische und politische Prinzipien Teil I 1–4 Grundprinzipien: Natur, Souveränität, Rechte, Generationenschutz Teil II 5–8 Institutionelle Struktur: Versammlung, Kuratorium, Verwaltungsrat, IPSE Teil III 9–16 Wirtschafts- und Währungssystem: Geld, Kredit, Schulden, Steuern, Märkte Teil IV 17–18 Direkte Demokratie, Transparenz und Zugang Teil V 19–26 SIPSE-System: OISP, Corte, FMP, BMP, P-QRNP, UBPP, DSPP Teil VI 27–29 Beziehungen zur EU, den Vereinten Nationen und anderen Organisationen Teil VII 30–37 Mitgliedschaft, Austritt, Finanzierung, Streitigkeiten, Übergang, Revision Schlussklausel — Mission und Engagement der Völker Anlagen B.C Mitgliedschaftsformulare, Codeanfrage, Charta zur Währungssouveränität Dieser Vertrag stellt die vollständige, offizielle und endgültige Fassung des Verfassungsvertrags der Europäischen Union der Völker (TIEP) und des Systems der Institutionen der Völker für wirtschaftliche Souveränität (SIPSE) dar, der zur Konsultation und Vorlage an alle internationalen Organisationen, Regierungen, zwischenstaatlichen Organisationen, Finanzinstitutionen, Gerichte, Universitäten, sozialen Bewegungen und Völker der Welt erstellt wurde. MITGLIEDSCHAFTS- UND RATSIFIZIERUNGSFORMULAR ZUM VERFASSUNGSVERTRAG DER EUROPÄISCHEN UNION DER VÖLKER (TIEP) UND AN DAS SYSTEM DER VOLKSINSTITUTIONEN FÜR WIRTSCHAFTLICHE SOUVERÄNITÄT (SIPSE) TEIL I – RATIFIZIERUNGSAKT Wir, die Unterzeichneten, als die legitimen Vertreter des nachstehend genannten Volkes, handelnd in voller Autonomie und in Ausübung des Rechts auf Selbstbestimmung – einer Norm des jus cogens und einer Verpflichtung erga omnes – gemäß der Resolution 1514 (XV) der Generalversammlung der Vereinten Nationen und der Rechtsprechung des Internationalen Gerichtshofs, WIR ERKLÄREN , dass die von uns vertretenen Menschen frei und demokratisch beschlossen haben, dem Verfassungsvertrag der Europäischen Volksunion (TIEP) und dem System der Volksinstitutionen für wirtschaftliche Souveränität (SIPSE) beizutreten, indem sie deren Grundprinzipien anerkennen und deren Verpflichtungen und Verantwortlichkeiten übernehmen. ratifizieren daher den vorgenannten Vertrag in all seinen Teilen, Artikeln und Anhängen und verpflichten das vertretene Volk, die darin enthaltenen Bestimmungen zu achten und loyal mit den anderen beitretenden Völkern zusammenzuarbeiten. WIR ERKENNEN DIE ausschließliche und erga omnes Zuständigkeit des Internationalen Gerichtshofs für das Selbstbestimmungsrecht der Völker mit Sitz in Venedig (Palazzo Ducale) und Genf für alle Streitigkeiten im Zusammenhang mit der Auslegung und Anwendung dieses Vertrags an. Wir akzeptieren die Währungscodes nach P-ISO 4217 und die SIPSE-Instrumente als Mittel zum Austausch, zur Abwicklung und zur wirtschaftlichen Zusammenarbeit zwischen den Mitgliedsvölkern. TEIL II – DATEN DER RATIFIFIZIERENDEN PERSONEN Feld Detail Offizieller Name des Volkes Historischer Name Akronym / Initialen Referenzgebiet (geografische Beschreibung, Grenzen, Regionen) Geschätzte Bevölkerung Amtssprache(n) Hauptstadt / Stadtzentrum ISO 4217 P-Code angefordert/zugewiesen ( z. B. ZEC, LIS, SAR, CAT usw. ) Währungsname Währungssymbol Datum der demokratischen Beratung (Referendum, verfassungsgebende Versammlung, Volksbefragung) Beschlussfähigkeit und Mehrheit erreicht TEIL III – ERKLÄRUNG DER SOUVERÄNITÄT Die Unterzeichnenden, im Bewusstsein ihrer Rechte und Pflichten, ERKLÄRT SICH , seine ursprüngliche und unveräußerliche Souveränität über seine natürlichen, kulturellen, sprachlichen, wirtschaftlichen und technologischen Ressourcen im Einklang mit den Grundsätzen der generationenübergreifenden Nachhaltigkeit und der solidarischen Zusammenarbeit mit anderen Völkern auszuüben; bekräftigt sein Bekenntnis zum Aufbau einer Wirtschafts- und Institutionenordnung, die auf realer Produktion, menschenwürdiger Arbeit, sozialer Gerechtigkeit und Umweltschutz beruht; VERPFLICHTET SICH , Geld und Finanzinstrumente nicht als Mittel zur Spekulation oder zur Beherrschung anderer Völker zu verwenden, sondern stattdessen die monetäre Zusammenarbeit und Solidarität zu fördern; Erkennt den Grundsatz der Reversibilität der an die Union übertragenen Befugnisse an und behält sich das Recht vor, die an die EPU übertragenen Befugnisse jederzeit und durch eigene demokratische Verfahren zurückzuziehen. TEIL IV – ABONNEMENT Name und Nachname des Vertreters Titel / Position Vertretene Einrichtung/Institution Geburtsdatum Geburtsort Residenz Ausweisdokument (Art, Nummer, ausstellende Behörde) Ort und Datum der Unterschrift Unterschrift des Vertreters (im Original) Zeugen: Name und Nachname Qualifikation Unterschrift TEIL V – VERPFLICHTENDE ANLAGEN • Beglaubigte Abschrift des demokratischen Beschlusses des Volkes (Referendum, Versammlung, Konsultation) • Abstimmungsprotokoll mit Angabe der Beschlussfähigkeit und der Mehrheit • Ausweisdokument des Vertreters und der Zeugen • Zusätzliche Erklärungen des Volkes (Vorbehalte, Auslegungserklärungen) TEIL VI – REISEZIEL Dieses Mitgliedschafts- und Bestätigungsformular muss vollständig ausgefüllt und unterschrieben an folgende Adresse gesendet werden: Generalsekretariat der Europäischen Volksunion, c/o Internationaler Gerichtshof für das Selbstbestimmungsrecht der Völker, Palazzo Ducale, Venedig, Italien, E-Mail: sipsesovereign@gmail.com Zur Information kopieren an: • Internationale Organisation für die Standardisierung der Völker (OISP ) , Genf • Internationaler Gerichtshof für das Selbstbestimmungsrecht der Völker , Venedig/Genf Liste der Mitglieder und Ratifizierenden Personen GRÜNDERVÖLKER (Ratifizierung am 24. Mai 2026) N. Menschen P-ISO- Code Währung Vertreter 1 Venezianisches Volk – Venezianischer Staat im Selbstbestimmungsrecht ZEC Venezianischer Zecchino Irene Barban – Präsidentin; Franco Paluan – Premierminister 2 Selbstbestimmtes italienisches Volk – CLNI LIS Italienische Lira Giuseppe Ciappina – Koordinator Personen, die bereits ratifiziert wurden (nach dem 24. Mai 2026) N. Menschen P-ISO-Code (Vorschlag) Währung (Vorschlag) Ratifizierungsdatum 3 Sardische Bevölkerung SAR Sardinien [Datum] 4 Ligurer LIG Ligurische Lira [Datum] 5 Katalanen KATZE Katalonien [Datum] VÖLKER EUROPAS SIND EINGELADEN, MITZUMACHEN Basierend auf dem Atlas der staatenlosen Nationen in Europa und Quellen der FUEN (Föderaler Verband Europäischer Staaten ) Nationalitäten ), die folgenden Völker Europas sind eingeladen, TIEP und SIPSE beizutreten: Iberische Halbinsel N. Menschen Referenzgebiet P-ISO-Code (Vorschlag) 6 Basken ( Euskal) Herria ) Baskenland (Spanien/Frankreich) EUS 7 Galicier Galicien (Spanien) GAL 8 Asturier Asturien (Spanien) AST 9 Aragonesen Aragon (Spanien) ARA 10 Andalusier Andalusien (Spanien) UND 11 Valencianische Bevölkerung Valencianische Gemeinschaft (Spanien) WERT 12 Menschen der Balearen Balearen (Spanien) BAL 13 Mirandese-Volk Miranda do Douro (Portugal) MIR Frankreich und der französischsprachige Raum N. Menschen Referenzgebiet P-ISO-Code (Vorschlag) 14 Bretonen Bretagne (Frankreich) BRE 15 Korsisches Volk Korsika (Frankreich) COR 16 Elsässer Elsass (Frankreich) ALS 17 Okzitanisches Volk Okzitanien (Frankreich/Italien/Spanien) OCC 18 Normannen Normandie (Frankreich) NOCH 19 Provenzalische Bevölkerung Provence (Frankreich) PRO 20 Savoyer Savoyen (Frankreich/Italien) SAV 21 Französisch-Flämische Bevölkerung Französisch-Flandern (Frankreich) Florida Britische Inseln N. Menschen Referenzgebiet P-ISO-Code (Vorschlag) 22 Schotten Schottland (Vereinigtes Königreich) SCO 23 Waliser Wales (Vereinigtes Königreich) WAL 24 Iren (aus Nordirland) Nordirland (Vereinigtes Königreich) EIR 25 Manx-Volk Isle of Man (Kronbesitz) MANN 26 Kornische Bevölkerung Cornwall (Vereinigtes Königreich) COR 27 Bevölkerung der Shetlandinseln Shetlandinseln (Vereinigtes Königreich) SIE 28 Bevölkerung der Orkneyinseln Orkney-Inseln (Vereinigtes Königreich) ORK Mittel- und Nordeuropa N. Menschen Referenzgebiet P-ISO-Code (Vorschlag) 29 Friesen Friesland (Niederlande/Deutschland) FR 30 Sorben ( Sorben ) Lausitz (Deutschland) SOR 31 Dänen aus Schleswig Schleswig-Holstein (Deutschland) DAN 32 Bayerisches Volk Bayern (Deutschland) BAV 33 Sachsen Sachsen (Deutschland) SAS 34 Nordfriesische Völker Nordfriesland (Deutschland) NFR 35 Roma ( Roma ) Diaspora in ganz Europa ROM 36 Sami (Lappen) Lappland (Norwegen/Schweden/Finnland/Russland) SMI Osteuropa und der Balkan N. Menschen Referenzgebiet P-ISO-Code (Vorschlag) 37 Sizilianer Sizilien (Italien) SIC 38 Neapolitanische Bevölkerung Kampanien (Italien) NICKERCHEN 39 Apulische Bevölkerung Apulien (Italien) MOPS 40 Kalabrier Kalabrien (Italien) CAL 41 Emilian-Romagnolo-Volk Emilia-Romagna (Italien) EMI 42 Piemonteser Piemont (Italien) TORTE 43 Lombardische Bevölkerung Lombardei (Italien) LOM 44 Trentiner Trentino-Südtirol (Italien) DREI 45 Ladinische Bevölkerung Dolomiten (Italien) JUNGE 46 Friauler Volk Friaul-Julisch Venetien (Italien) FR 47 Istrische Bevölkerung Istrien (Kroatien/Slowenien/Italien) IST Andere Nationen und staatenlose Völker N. Menschen Referenzgebiet P-ISO-Code (Vorschlag) 48 Siebenbürger Siebenbürgen (Rumänien) ZWISCHEN 49 Siculo-Volk (ungarische Minderheit in Rumänien) Secuieni (Rumänien) SZE 50 Gagausen Gagausien (Moldau) GAG 51 Pomaco-Volk Bulgarien/Griechenland/Türkei POM 52 Krimtataren Krim (Ukraine/Russland) CTR 53 Abchasen Abchasien (Georgien) ABK 54 Ossetisches Volk Südossetien (Georgien) OSS 55 Transnistrische Bevölkerung Transnistrien (Moldau) ZWISCHEN METHODISCHE HINWEISE

5. Die obige Liste der Völker basiert auf verfügbaren Quellen, darunter dem Atlas der staatenlosen

Nationen in Europa und Veröffentlichungen der FUEN (Föderaler Verband Europäischer Staaten) . Nationalitäten ) und anderen akademischen Quellen. Schätzungen zufolge gibt es in Europa 27 Gruppen , die als staatenlose Nationen gelten können, während es über 400 indigene Minderheiten gibt , die etwa ein Siebtel der europäischen Bevölkerung ausmachen .

6. Die Liste ist offen und nicht abschließend : Jede Volksgruppe, Nation, ethnische Gruppe, nationale

Minderheit oder nationale Befreiungsbewegung, die die Grundsätze von TIEP und SIPSE anerkennt, ist eingeladen, die Mitgliedschaft zu beantragen.

7. Die vorgeschlagenen ISO 4217 P-Codes sind vorläufig und werden von der Internationalen

Organisation für Normung (OISP) nach Überprüfung der Anforderungen offiziell vergeben.

8. Völker, die bereits einen souveränen Staat haben, aber TIEP und SIPSE als „Volk“ beitreten

möchten (z. B. das irische Volk, das polnische Volk usw.), können dies durch Einreichung eines gesonderten Antrags tun, vorbehaltlich der Vereinbarkeit mit bestehenden internationalen Verpflichtungen. ERÖFFNUNGSVORTRÄGLICHKEIT Die Europäische Union der Völker und das System der Institutionen der Völker für wirtschaftliche Souveränität stehen allen Völkern Europas offen, die die folgenden Grundsätze teilen: • Ursprüngliche Volkssouveränität • Selbstbestimmung • Generationengerechtigkeit • Realwirtschaft und nachhaltige Produktion • Direkte und partizipative Demokratie • Solidaritätskooperation zwischen den Völkern Die Mitgliedschaft ist freiwillig, kostenlos und kann jederzeit widerrufen werden. Venedig – Genf, 24. Mai 2026 Benachrichtigungsgesetz Dieses Beitritts- und Ratifizierungsformular wird zusammen mit der Liste der beitretenden und eingeladenen Völker an folgende Stellen übermittelt: • Generalsekretär der Vereinten Nationen (gemäß Artikel 102 der UN-Charta) • Europäische Union – Präsident des Europäischen Rates, Europäische Kommission, Europäisches Parlament • Internationaler Währungsfonds (IWF) • Weltbank • Bank für Internationalen Zahlungsausgleich (BIZ) • Europäische Zentralbank (EZB) • Internationaler Gerichtshof (IGH) • Internationaler Strafgerichtshof (IStGH) • Europarat • Organisation für Sicherheit und Zusammenarbeit in Europa (OSZE) • FUEN – Föderale Union der europäischen Nationalitäten • UNPO – Nicht vertretene Nationen und Völker Dieses Dokument stellt die offizielle Beitritts- und Ratifizierungsform des Verfassungsvertrags der Europäischen Volksunion (TIEP) und des Systems der Volksinstitutionen für wirtschaftliche Souveränität (SIPSE) in vollständiger und endgültiger Fassung dar. VORSCHLAG FÜR ERGÄNZUNGEN ZU TIEP UND SIPSE

1. Gemeinsame Außen- und Verteidigungspolitik

Begründung: Der Vertrag regelt zwar umfassend wirtschaftliche, währungspolitische und institutionelle Angelegenheiten, definiert aber keine gemeinsame Außen- und Verteidigungspolitik. Um auf internationaler Ebene souverän und einflussreich zu sein, benötigt ein Völkerbund eine einheitliche Stimme in den internationalen Beziehungen und die Mittel zur kollektiven Verteidigung. Vorschlag für neue Artikel: ARTIKEL [X] – GRUNDSÄTZE DER AUSSENPOLITIK

4. Die Europäische Volksunion verfolgt eine Außenpolitik, die auf folgenden Grundsätzen beruht:

o Frieden, Sicherheit und internationale Zusammenarbeit; o Achtung des Völkerrechts und der Charta der Vereinten Nationen; o Friedliche Beilegung von Streitigkeiten; o Solidarität zwischen den Völkern und Entwicklungszusammenarbeit; o Förderung der Menschenrechte und des Selbstbestimmungsrechts der Völker.

5. Die Union agiert auf internationaler Ebene als eine einzige Einheit, vertreten durch den

Exekutivrat, gemäß einer Resolution der Volksversammlung.

6. Die Union fördert Beziehungen gleichberechtigter Zusammenarbeit mit allen internationalen

Organisationen, Staaten und Völkern der Welt. ARTIKEL [X+1] – GEMEINSAME VERTEIDIGUNG

5. Die Europäische Volksunion errichtet ein System der kollektiven Verteidigung der Völker , das auf

folgenden Prinzipien beruht: o Nichtangriffspakt; o Verhältnismäßige und legitime Verteidigung; o Sicherheitskooperation; o Verbot der Anwendung von Gewalt als Mittel zur Beilegung von Streitigkeiten, außer in den in der Charta der Vereinten Nationen vorgesehenen Fällen.

6. Die Mitgliedsvölker stellen der Union militärische Kontingente und Ressourcen für Operationen

zur Verfügung: o Kollektive Verteidigung im Falle eines Angriffs von außen; o Friedenssicherungs- und Stabilisierungsmissionen; o Zivilschutz- und humanitäre Interventionen; o Maritime Sicherheit und Grenzkontrolle.

7. Entscheidungen über den Einsatz von Gewalt werden von der Volksversammlung mit einer

qualifizierten Zweidrittelmehrheit getroffen.

8. Volksmilitärkomitee eingerichtet , das sich aus Vertretern der Militärkorps der Mitgliedsvölker

zusammensetzt und beratende sowie koordinierende Funktionen hat.

2. Symbole der Union

Begründung: Symbole sind grundlegende Identitätselemente jeder politischen Einheit. Obwohl der Vertrag von Lissabon den Artikel über Symbole strich, erlaubte er deren Fortbestand in der Praxis. Eine Union der Völker muss eigene Symbole annehmen, um ein Zugehörigkeitsgefühl und eine kollektive Identität zu fördern. Vorschlag für einen neuen Artikel: ARTIKEL [X] – SYMBOLE DER EUROPÄISCHEN VOLKSUNION

4. Die Europäische Volksunion verwendet folgende Symbole:

o Flagge : ein Kreis aus zwölf goldenen Sternen auf blauem Grund als Symbol für Einheit, Solidarität und Harmonie unter den Völkern Europas; o Hymne : Ludwig van Beethovens „Ode an die Freude“ als Ausdruck der Werte Brüderlichkeit und Frieden; o Motto : „Vereint in Vielfalt“, in Anerkennung des kulturellen und sprachlichen Reichtums der Mitgliedsvölker; o Tag der Europäischen Union : 9. Mai, zum Gedenken an die Schuman-Erklärung und die Idee eines vereinten und friedlichen Europas.

5. Die Versammlung der Völker kann durch Beschluss einer qualifizierten Mehrheit die Symbole der

Union ändern oder ergänzen.

6. Die Symbole werden in allen offiziellen Sitzen der Union und bei öffentlichen Zeremonien

verwendet.

3. Schutz von Minderheiten und Sprachrechten

Begründung: Der Vertrag erkennt das Selbstbestimmungsrecht der Völker und ihre kulturelle Souveränität an, enthält jedoch keine spezifischen Bestimmungen zum Schutz von Minderheiten innerhalb der Mitgliedstaaten. Der Schutz sprachlicher und kultureller Minderheiten ist ein Grundprinzip der europäischen Verfassungsordnung und muss ausdrücklich verankert werden. Vorschlag für einen neuen Artikel: ARTIKEL [X] – SCHUTZ VON MINDERHEITEN UND SPRACHRECHTEN

5. Die Union erkennt die Rechte nationaler, ethnischer, sprachlicher und kultureller Minderheiten in

den Gebieten ihrer Mitgliedsvölker an und schützt diese.

6. Die angeschlossenen Völker garantieren Minderheiten:

o Das Recht, die eigene Sprache im öffentlichen und privaten Leben zu verwenden; o Das Recht auf Bildung in der Muttersprache; o Das Recht auf politische Vertretung und Teilhabe an Entscheidungen, die sie betreffen; o Das Recht auf Bewahrung und Weiterentwicklung der eigenen kulturellen Identität.

7. Die Union fördert eine Politik des Dialogs, der Versöhnung und der Zusammenarbeit zwischen

verschiedenen Gemeinschaften.

8. Streitigkeiten im Zusammenhang mit dem Schutz von Minderheiten werden dem Internationalen

Gerichtshof für das Selbstbestimmungsrecht der Völker vorgelegt.

4. Charta der Grundrechte der Völker

Begründung: Der Vertrag führt in Artikel 3 einige Grundrechte auf, enthält aber keine umfassende und detaillierte Charta der Rechte. Die Europäische Union verfügt über eine rechtsverbindliche Charta der Grundrechte; eine Union der Völker sollte sich mit einem ähnlichen Instrument ausstatten, das die bürgerlichen, politischen, wirtschaftlichen, sozialen und kulturellen Rechte der Bürger und Völker präzise festlegt. Vorschlag: Hinzufügen eines Abschnitts, der der Charta der Grundrechte der Völker gewidmet ist und Folgendes umfasst: • Titel I – Würde : Recht auf Leben, körperliche Unversehrtheit, Verbot von Folter und Sklaverei; • Titel II – Freiheiten : Meinungs-, Gedanken-, Gewissens-, Religions-, Versammlungs-, Vereinigungs- und Bewegungsfreiheit; • Titel III – Gleichstellung : Nichtdiskriminierung, Gleichstellung der Geschlechter, Rechte von Minderjährigen und älteren Menschen, Schutz der Vielfalt; • Titel IV – Solidarität : Recht auf Arbeit, Gesundheit, soziale Sicherheit, Umweltschutz, Verbraucherschutz; • Titel V – Staatsbürgerschaft : politische Rechte, Wahlrecht, Zugang zu Dokumenten, gute Verwaltung; • Titel VI – Justiz : Recht auf ein faires Verfahren, Unschuldsvermutung, Legalitätsprinzip, Recht auf Verteidigung.

5. GARANTIEMECHANISMEN UND SANKTIONEN

Begründung: Der Vertrag sieht den Rat der Garantiemächte und den Internationalen Gerichtshof für Selbstbestimmung vor, regelt aber die Sanktionsmechanismen für den Fall, dass ein Unterzeichnervolk seinen Verpflichtungen nicht nachkommt, nicht vollständig. Vorschlag für Ergänzungen zu Artikel 6 (Garantenrat) und Artikel 20 (Internationaler Gerichtshof für Selbstbestimmung): ARTIKEL [X] – SANKTIONEN BEI VERLETZUNG VON VERPFLICHTUNGEN

4. Im Falle eines bestätigten Verstoßes einer Vertragspartei gegen die Verpflichtungen aus diesem

Vertrag kann der Rat der Garantiemächte oder der Internationale Gerichtshof für Selbstbestimmung im Verhältnis zur Schwere des Verstoßes folgende Sanktionen verhängen: o Formelle Verwarnung und Frist zur Beseitigung des Verstoßes; o Aussetzung des Wahlrechts in der Nationalversammlung; o Aussetzung der Verwendung von P-ISO 4217-Codes und SIPSE-Tools; o Aussetzung des Zugangs zu Finanzierungen der Weltbank der Völker; o Ausschluss aus der Gewerkschaft im Falle schwerwiegender und wiederholter Verstöße.

5. Sanktionen werden mit qualifizierter Zweidrittelmehrheit der Mitglieder des Garantierats oder des

Gerichtshofs beschlossen.

6. Die sanktionierten Völker haben das Recht, sich vor dem Internationalen Gerichtshof für

Selbstbestimmung gegen die Sanktionen zu verteidigen und Berufung einzulegen.

6. Grundsatz der Subsidiarität und Verhältnismäßigkeit

Begründung: Der Vertrag erwähnt den Grundsatz der Subsidiarität nicht ausdrücklich. Dieser ist jedoch ein Eckpfeiler des Rechtssystems der Europäischen Union und unerlässlich, um sicherzustellen, dass Entscheidungen so bürgernah wie möglich getroffen werden. Vorschlag für einen neuen Artikel: ARTIKEL [X] – GRUNDSATZ DER SUBSIDIARITÄT UND DER VERHÄLTNISHALTIGKEIT

4. Die Union übt die ihr übertragenen Kompetenzen unter Beachtung des Subsidiaritätsprinzips aus:

In Angelegenheiten, die nicht in ihre ausschließliche Zuständigkeit fallen, wird die Union nur dann tätig, wenn und soweit die Ziele der geplanten Maßnahme von den Mitgliedstaaten nicht hinreichend erreicht werden können, sondern aufgrund des Umfangs oder der Auswirkungen der geplanten Maßnahme auf Unionsebene besser erreicht werden können.

5. Die Union übt ihre Zuständigkeiten unter Beachtung des Grundsatzes der Verhältnismäßigkeit aus:

Inhalt und Form des Handelns der Union sind auf das zu beschränken, was zur Erreichung der Ziele des Vertrags erforderlich ist.

6. Die Mitgliedstaaten gewährleisten die Einhaltung der Grundsätze der Subsidiarität und der

Verhältnismäßigkeit gemäß den im Vertrag festgelegten Verfahren.

7. Detailliertere Übergangs- und Schlussbestimmungen

Begründung: Die Übergangsbestimmungen (Art. 34) sind unerlässlich, um einen geordneten Übergang zu gewährleisten, könnten aber durch weitere Einzelheiten zum Zeitpunkt und zur Modalität der Umsetzung ergänzt werden. Vorschlag zur Integration in Artikel 34: • Legen Sie konkrete Zeiträume für die Wahl der ersten Gremien fest (z. B. innerhalb von 12 Monaten nach Inkrafttreten). • Einrichtung eines Übergangsausschusses , bestehend aus den Gründervölkern und Vertretern der Völker, die das Übereinkommen bereits ratifiziert haben, mit der Aufgabe, die Anfangsphasen zu koordinieren; • Die Übernahme der EPU in Zuständigkeitsbereichen, die bereits durch bestehende internationale Abkommen abgedeckt sind, regeln; • Es müssen Schutzbestimmungen für die von den Bürgern der Mitgliedsvölker erworbenen Rechte vorgesehen werden.

8. Bestimmungen über die Staatsbürgerschaft der Union

Begründung: Der Vertrag regelt die direkte Demokratie und die Bürgerrechte, definiert aber den Status des „Bürgers der Europäischen Union der Völker“ nicht vollständig. Die Unionsbürgerschaft ergänzt die nationale Staatsbürgerschaft und beinhaltet spezifische Rechte und Pflichten. Vorschlag für einen neuen Artikel: ARTIKEL [X] – STAATSBÜRGERSCHAFT IN DER UNION

5. Wer die Staatsbürgerschaft eines Mitgliedsvolkes besitzt oder sich seit mindestens fünf Jahren

dauerhaft im Gebiet eines Mitgliedsvolkes aufhält, ist Bürger der Europäischen Union der Völker.

6. Die Unionsbürgerschaft ergänzt die Staatsbürgerschaft der beitretenden Völker und ersetzt sie

nicht.

7. Die Bürger der Union genießen folgende Rechte:

o Recht auf Freizügigkeit und freien Aufenthalt innerhalb des Gebiets der Mitgliedsvölker; o Recht, zu wählen und sich zur Wahl in die Volksversammlung aufstellen zu lassen; o Recht auf Volksinitiative und Teilhabe an direkter Demokratie; o Recht auf Zugang zu Dokumenten und Transparenz; o Recht auf Petition und Berufung an den Internationalen Gerichtshof für Selbstbestimmung.

8. Die Bürger der Union unterliegen den in diesem Vertrag festgelegten Pflichten, einschließlich der

Achtung der Grundsätze der Volkssouveränität, des Selbstbestimmungsrechts und der Solidarität zwischen den Völkern.

9. ZUSAMMENARBEIT MIT JUSTIZ UND POLIZEI

Begründung: Der Vertrag sieht die Einrichtung des Internationalen Selbstbestimmungsgerichtshofs vor, regelt aber nicht die Zusammenarbeit in den Bereichen Strafjustiz, Polizeiarbeit und Bekämpfung der grenzüberschreitenden Kriminalität. Vorschlag für einen neuen Artikel: ARTIKEL [X] – ZUSAMMENARBEIT ZWISCHEN JUSTIZ UND POLIZEI

4. Die Mitgliedsvölker kooperieren in Fragen der Strafjustiz, der Polizeiarbeit und der Bekämpfung

der grenzüberschreitenden Kriminalität unter Achtung der Grundrechte und Verfahrensgarantien.

5. Die Gewerkschaft fördert:

o Gegenseitige Anerkennung strafrechtlicher Gerichtsentscheidungen; o Zusammenarbeit zwischen Polizei und Justizbehörden; o Die Prävention und Bekämpfung von Terrorismus, organisierter Kriminalität, Menschenhandel, Migrantenhandel, Drogenhandel und Korruption; o Der Schutz personenbezogener Daten und der Privatsphäre bei Kooperationstätigkeiten.

6. Amt für justizielle Zusammenarbeit und Volkspolizei mit Koordinierungs- und technischen

Unterstützungsfunktionen eingerichtet .

10. DATENSCHUTZ UND DIGITALE SOUVERÄNITÄT

Begründung: Der Vertrag erwähnt zwar die technologische und digitale Souveränität, regelt aber den Schutz personenbezogener Daten und die digitale Souveränität der Völker nicht umfassend. Vorschlag für einen neuen Artikel: ARTIKEL [X] – DATENSCHUTZ UND DIGITALE SOUVERÄNITÄT

5. Jedes Volk hat das Recht auf digitale Souveränität, verstanden als Kontrolle über seine eigenen

Daten, Infrastruktur und Kommunikationsnetze.

6. Die personenbezogenen Daten der Bürger der teilnehmenden Völker werden durch Vorschriften

geschützt, die Folgendes gewährleisten: o Transparenz der Behandlung; o Einverständniserklärung mit jederzeitiger Widerrufbarkeit; o Datenportabilität; o Das Recht, vergessen zu werden; o Schutz vor Massenüberwachung und unzulässiger Profilerstellung.

7. Strategische digitale Infrastrukturen (Netzwerke, Rechenzentren, öffentliche

Dienstleistungsplattformen) müssen von öffentlichen Einrichtungen oder Genossenschaften der beteiligten Völker kontrolliert werden.

8. Die Übermittlung personenbezogener Daten an Drittländer, die kein angemessenes Schutzniveau

gewährleisten, ist verboten. ZUSAMMENFASSUNG DER VORGESCHLAGENEN INTEGRATIONEN Bereich Vorgeschlagene Artikel Motivation Außenpolitik und Verteidigung 2 neue Artikel Vollständigkeit der internationalen Souveränität Symbole 1 neuer Artikel Identität und Zugehörigkeitsgefühl Schutz von Minderheiten und Sprachrechten 1 neuer Artikel Anerkennung von Vielfalt und Pluralismus Charta der Grundrechte Neues Teil Detaillierte Spezifikation der Rechte Garantiemechanismen und Sanktionen 1 neuer Artikel Wirksamkeit des Sanktionssystems Subsidiarität und Verhältnismäßigkeit 1 neuer Artikel Gleichgewicht zwischen Union und Völkern Übergangsbestimmungen Integration Art. Geordneter und sicherer Übergang Staatsbürgerschaft der Union 1 neuer Artikel Definition des Staatsbürgerschaftsstatus Zusammenarbeit der Justiz und der Polizei 1 neuer Artikel Kampf gegen die transnationale Kriminalität Datenschutz und digitale Souveränität 1 neuer Artikel Selbstbestimmung im digitalen Zeitalter Diese Ergänzungen würden, falls sie angenommen werden, den TIEP und SIPSE zu einem noch vollständigeren und kohärenteren Verfassungskorpus machen, der den Bedürfnissen einer Union souveräner Völker gerecht wird, die eine Zukunft des Friedens, der Gerechtigkeit und des gemeinsamen Wohlstands anstreben. Registrato File TRATTATO COSTITUZIONALE DELL UNIONE DEI POPOLI D EUROPA 15/07/2026 10:47:05 0.01 ZECCHINO Nascondi Dettagli FROM: 3P8VN8uzJsZJk23urkxdLFoHCbEjSsDdL3T TO: 3P8VN8uzJsZJk23urkxdLFoHCbEjSsDdL3T Message: TRATTATO COSTITUZIONALE DELL UNIONE DEI POPOLI D EUROPA, SHA256: 2ec2e1f339674e593f6a99ff587cb8c64ca3de47c967620225144636ba2584ff TX: Guardala con l’explorer Fee:0.05 ZECCHINO

SIPSE — Istituzione dei Popoli

Sede istituzionale: Venezia, Palazzo Ducale

Cancelleria: ESTE Via Deserto (PD)

Email: sipsesovereign@gmail.com

Sito istituzionale: www.sipsesovereign.org

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