Trattato di Ripristino della Sovranità del Popolo Veneto

Autore

Accordo Bilaterale e Trattato di Ripristino della Sovranità del Popolo Veneto nei Territori Ancestrali
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Stato Veneto in Autodeterminazione · Trattato Bilaterale

Accordo Bilaterale e Trattato di Ripristino della Sovranità del Popolo Veneto nei Territori Ancestrali Tra il Popolo Veneto rappresentato dallo Stato Veneto in Autodeterminazione
e la Repubblica Italiana

Veneto — VEC Italiano English Русский
Premessa di Trasmissione

SUA ECCELLENZA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Al Governo della Repubblica Italiana
Al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Alle Autorità costituzionalmente competenti

Oggetto: Trasmissione ufficiale del documento “Accordo Bilaterale e Trattato di Ripristino della Sovranità del Popolo Veneto nei Territori Ancestrali” – Versione integrale quadrilingue (Veneto, Italiano, Inglese, Russo)

Eccellenze,

In virtù del mandato conferito da S.E. Irene Barban, Presidente dello Stato Veneto in Autodeterminazione, e da S.E. Franco Paluan, Primo Ministro del Governo dello Stato Veneto in Autodeterminazione, e nel costante impegno rivolto alla promozione del dialogo internazionale, della cooperazione multilaterale e della tutela dei diritti dei popoli fondati sul diritto internazionale e sulla Carta delle Nazioni Unite, il sottoscritto Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario del Popolo Veneto trasmette formalmente, per il tramite dei canali diplomatici ufficiali, il documento integrale recante:

“Accordo Bilaterale e Trattato di Ripristino della Sovranità
del Popolo Veneto nei Territori Ancestrali”

redatto in forma quadrilingue – in lingua veneta (idioma identitario e ufficiale della Parte Veneta, codificato ISO 639-3 con codice “VEC”), in lingua italiana (lingua della Repubblica Italiana), in lingua inglese (lingua di lavoro delle organizzazioni internazionali) e in lingua russa (per la più ampia circolazione diplomatica) – con annessi Allegati I–V recanti i principi giuridici internazionali di riferimento, la clausola di continuità istituzionale e documentale, il principio di verifica democratica, la clausola di negoziazione territoriale e la clausola di cooperazione internazionale.

Considerazioni preliminari

Considerata l’importanza fondamentale di preservare la pace, l’armonia e la prosperità dei territori attraverso il riconoscimento e la valorizzazione dell’identità culturale, linguistica e storica dei popoli;

Ribadita la centralità dei principi sanciti dai Trattati e dalle Convenzioni internazionali in materia di sovranità, cooperazione transfrontaliera e autodeterminazione diplomatica dei popoli, con particolare riferimento all’Articolo 1, paragrafo 2 della Carta delle Nazioni Unite, all’Articolo 1 comune ai Patti ONU del 1966, alla Risoluzione 1514 (XV) e alla Risoluzione 2625 (XXV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite;

Riconosciuto il rilievo istituzionale del presente atto bilaterale e le finalità eque, costruttive e pacifiche che esso persegue nell’interesse della stabilità regionale e delle relazioni tra i soggetti internazionali interessati;

Richiamata la giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia – Sahara Occidentale (1975), East Timor (1995), Muro in Palestina (2004), Isole Chagos (2019) – che ha riconosciuto il carattere erga omnes e di jus cogens del diritto all’autodeterminazione dei popoli;

Preso atto della formale ratifica dell’adesione del Popolo Veneto al SIPSE – Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica, con Trattato Costitutivo depositato il 24 maggio 2026 presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite ai sensi dell’art. 102 della Carta ONU e notificato all’Unione Europea, e dell’emissione del codice valuta sovrano ZEC (Zecchino Veneto) da parte dell’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione dei Popoli (OISP);

Finalità della trasmissione

Il presente atto viene trasmesso alle Autorità italiane al fine di:

  1. notificare formalmente l’apertura del processo negoziale bilaterale tra lo Stato Veneto in Autodeterminazione e la Repubblica Italiana, secondo il quadro giuridico delineato dal Trattato medesimo;
  2. invitare la Repubblica Italiana, attraverso le proprie autorità costituzionalmente competenti, a prendere atto della ricezione del fascicolo e a designare i propri rappresentanti ufficiali per la costituzione della Conferenza Bilaterale per l’Autodeterminazione del Popolo Veneto, ai sensi dell’Articolo 10 del Trattato;
  3. assicurare la trasmissione del fascicolo completo – comprendente il corpo del Trattato, i protocolli allegati, l’atto di firma e i sigilli istituzionali – ai competenti organi costituzionali italiani, nonché, ove previsto, agli organismi europei e internazionali;
  4. favorire l’attivazione dei canali di assistenza tecnica, mediazione e osservazione internazionale previsti dagli Articoli 23, 24 e 27 del Trattato, in coordinamento con il SIPSE, con la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli e con gli organi competenti delle Nazioni Unite;
  5. garantire la piena tracciabilità documentale e la pubblicazione degli atti sul portale istituzionale ufficiale: https://statovenetoinautodeterminazione.org/ in conformità all’Articolo 36 del Trattato medesimo, riservando ogni eventuale adempimento di deposito, notifica e registrazione ai sensi dell’Articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite.

Dichiarazione solenne

Il sottoscritto, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario del Popolo Veneto, formula la presente premessa di trasmissione a garanzia e testimonianza dell’impegno diplomatico profuso affinché ogni trattativa, intesa o risoluzione sia condotta con lo scrupoloso rispetto del diritto internazionale, della trasparenza, della buona fede e dei valori fondamentali della comunità internazionale.

Il presente atto è redatto in piena conformità ai principi di legalità, democrazia, partecipazione popolare, dignità umana, tutela delle minoranze, uguaglianza, non discriminazione, continuità culturale e linguistica e tutela dei diritti delle generazioni future.

Ogni eventuale sviluppo del processo negoziale qui avviato sarà condotto esclusivamente mediante strumenti pacifici, democratici, istituzionali e verificabili, nel pieno rispetto del divieto di ricorso alla forza o alla minaccia della forza sancito dall’Articolo 2, paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite.

Fatto e redatto con pieno valore istituzionale e solennità diplomatica.

S.E. Emanuele Veneri

Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario del Popolo Veneto
presso la Repubblica Italiana e l’Unione Europea

Luogo e data 
Numero di protocollo 
Timbro e sigillo dell’Ambasciata 

Per l’attestazione di autenticità e la marcatura temporale, si veda la notarizzazione su blockchain riportata in calce al presente atto.

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Lengua Vèneta

Acordo Bilateral e Tratà de Rinprestino de la Sovranità del Popolo Vèneto in te i Teritori Ancestrali

Tra

El Popolo Vèneto, rapresentà da lo Stato Vèneto in Autodeterminasion, come sogeto rapresentativo de l’esercisio de l’autodeterminasion del Popolo Vèneto, in qualità de Popolo aderente al Sistema de le Istituzioni dei Popoli par la Sovranità Economica (SIPSE), con Tratà Costitutivo deposità el 24 de majo 2026 presso el Segretariato Zeneral de le Nasion Unie ai sensi de l’art. 102 de la Carta ONU e notificà a l’Union Europea, e con ratifica formal de l’adesion al SIPSE da parte del Popolo Vèneto,

e

La Republica Italiana, atraverso le so autorità costituzionalmente competenti, de seguito singolarmente denominae «Parte» e congiuntamente «Parti»,

Preambolo

Le Parti,

richiamando i prinsipi de la Carta de le Nasion Unie, in particolar i articoli 1, paragrafo 2, e 2, nonché i prinsipi de uguaglianza dei popoli, autodeterminasion, sovrana uguaglianza, bona fede e solusion pacifica de le controverse;

richiamando l’articolo 1 comune al Patto internasional sui diriti civili e politici e al Patto internasional sui diriti economici, sociali e culturali, secondo el qual tuti i popoli i ga el diritto de autodeterminasion e, in virtù de sto diritto, i determina liberamente el so status politico e i persegue liberamente el so sviluppo economico, sociale e cultural;

richiamando la Dichiarasion de l’Assemblea Zeneral de le Nasion Unie sui prinsipi de diritto internasional concernenti le relasion amichevoli e la cooperasion tra i Stati in conformità a la Carta de le Nasion Unie, adotà con risolusion 2625 (XXV) del 24 de ottobre 1970;

richiamando la Risolusion 1514 (XV) de l’Assemblea Zeneral ONU del 14 de dicenbre 1960, Dichiarasion su la concesion de l’indipendenza ai paesi e ai popoli coloniali;

richiamando la Risolusion 1541 (XV) de l’Assemblea Zeneral ONU, che la definisse i criteri par determinar se un teritorio el sia “no autonomo” ai sensi del Capitol XI de la Carta;

riconossendo che el prinsipio de l’uguaglianza dei diriti e de l’autodeterminasion dei popoli el costituisse uno dei prinsipi fondamentali de l’ordinamento internasional contemporaneo ed el è riconosù come norma de jus cogens — prinsipio imperativo e inderogabile del diritto internasional zeneral — e come obligo erga omnes, vinculante nei confronti de la comunità internasional nel so insieme;

richiamando la giurisprudenza de la Corte Internasional de Giustisia relativa al diritto dei popoli a l’autodeterminasion e, in particolar, el riconoscimento del carattere erga omnes de sto diritto ne la causa East Timor (Portogalo c. Australia, 1995), nonché el parere consultivo sul Sahara Osidental (1975), che el ga ciarì che el diritto a l’autodeterminasion el se aplica a tuti i popoli che i se trova in una situasion de subordinasion o de dominasion straniera, e no soltanto ai classici teritori coloniali d’oltremar, e el parere consultivo su le Isole Chagos (2019);

riconossendo che el carattere erga omnes de un obligo internasional el implica el dover de rispetar el diritto tutelà nei confronti de la comunità internasional nel so insieme, sensa pregiudicar le specifiche norme su la competenza de le giurisdision internasionai e sul consenso a la so giurisdision;

considerando che la giurisprudenza internasional la ga stabilì che el diritto a l’autodeterminasion el è un diritto continuo e no el se esaurisse con la decolonizasion; che l’autodeterminasion la pol esser esercitada sia in forma interna (autonomia) sia in forma esterna (indipendenza o asociasion con altro Stato); e che el consenso de lo Stato metropolitano no el costituisse un prerequisito par l’esercisio del diritto a l’autodeterminasion;

riconossendo che el Popolo Vèneto el è sottoposto a un contesto colonial e neocolonial perpetuà da la Repubblica Italiana, caratterizà da la negasion de la propria identità nassional, da la mancata consultasion popolar su le cesion de sovranità a l’organizasion Union Europea e da la violasion sistematica dei diritti democratici fondamentali, in palese contrasto con i prinsipi de la Carta de le Nasion Unie, con la Risolusion 1514 (XV) e con la giurisprudenza de la Corte Internasional de Giustisia;

considerando che la Repubblica Italiana la ga procedù a cesion de sovranità a favor de l’organizasion Union Europea sensa mai aver indito una consultasion popolar specifica e vinculante sul trasferimento de competenze sovrane, in violasion dei prinsipi democratici fondamentali e del diritto dei popoli a determinar liberamente el so status politico e el so sviluppo;

considerando che el Popolo Vèneto el ga ratificà l’adesion al SIPSE — Sistema de le Istituzioni dei Popoli par la Sovranità Economica — organizzasion internasional sui generis istituia con Tratà Costitutivo deposità el 24 de majo 2026 presso el Segretariato Zeneral de le Nasion Unie ai sensi de l’art. 102 de la Carta ONU e notificà a l’Union Europea, che la prevede el Sistema de Mutuo Riconosimento e Compensasion Multilaterale (SMRC), i Diritti Speciali de Prelievo dei Popoli (DSPP), la Banca Mondial dei Popoli (BMP), la Corte Internasional par l’Autodeterminasion dei Popoli con giurisdision esclusiva, obligatoria ed erga omnes, e l’Organizasion Internasional par la Standardizasion dei Popoli (OISP), che la ga emesso el codice valuta sovran ZEC (Zecchin Vèneto) notificà ufisialmente al FMI, Banca Mondial, BRI, BCE, Commission Europea, ICJ, CPI, ITLOS, CJUE e CEDU;

richiamando altresì i prinsipi de legalità, democrazia, partesipation popolar, dignità umana, tutela de le minoranze, uguaglianza, no discriminasion, continuità cultural e linguistica e tutela dei diriti de le generasion future;

considerando la continuità storica, cultural, linguistica e istituzional del Popolo Vèneto e la propria memoria storica riferida a la Serenissima Repubblica de Venesia;

considerando la volontà del Popolo Vèneto de esercitar el proprio diritto de autodeterminasion mediante procedure civili, democratiche, pacifiche, trasparenti e verificabili;

considerando che ogni determinasion concernente el status politico e istituzional del Popolo Vèneto la dev’esser fondà su la libera e autentica espresion de la volontà popolar, atraverso procedure democratiche riconoscibili, inclusive e verificabili;

considerando che el presente Tratà no el autoriza né el contempla el ricorso a la forsa, a la minacia de la forsa, a la coercision, a la violenza o a ati incompatibili con la Carta de le Nasion Unie;

riconossendo l’esigensa de trasformar ogni controversia concernente el status, i diritti, le competenze e l’esercisio de l’autodeterminasion del Popolo Vèneto in un processo istituzional de negoziaison, verifica, cooperasion e composition pacifica;

richiamando el prinsipio pacta sunt servanda, secondo el qual ogni tratà in vigore el vincula le Parti e el dev’esser esegui in bona fede;

richiamando el prinsipio secondo el qual el dirito interno no el pol esser invocà come giustificasion de l’inadempimento dei oblighi derivanti da un tratà internasional, nei limiti e a le concision previste dal dirito internasional dei tratà;

considerando le atività istituzionali, documentali, anagrafiche, culturali, linguistiche, economiche, digitali e de partesipation civica sviluppà da lo Stato Vèneto in Autodeterminasion e publicà atraverso el proprio sito istituzional;

considerando che el Popolo Vèneto el ga formalmente ratificà l’adesion al SIPSE, contribuendo a l’emision del codice valuta sovran ZEC (Zecchin Vèneto) e partesipando ativamente a l’Assemblea dei Popoli d’Europa e a l’Assemblea Zeneral dei 42 Popoli del SIPSE, con sede a Venesia e Zinevra;

intendendo istituir un quadro giuridico permanente par el dialogo tra el Popolo Vèneto e la Repubblica Italiana;

determinài a ricercar una solusion negozià, pacifica, democratica e conforme al diritto internasional;

I Convenga Quanto Segue.

Parte I — Prinsipi Fondamentali

Articolo 1 — Oggetto e finalità del Tratà

El presente Tratà el istituisse un quadro bilateral permanente par disciplinar, mediante negoziasion pacifica e secondo i prinsipi del diritto internasional, la question de l’autodeterminasion del Popolo Vèneto e la definision del relativo status politico, istituzional, teritorial, economico, cultural e giuridico.

Le Parti le riconosse che ogni determinasion definitiva de lo status politico del Popolo Vèneto la dovrà esser precedù da procedure democratiche, libere, inclusive, trasparenti e verificabili.

El presente Tratà el costitusse altresì lo strumento par l’averzura de un processo negoziale volto a definir progressivamente:

  • lo status politico e istituzional del Popolo Vèneto;
  • l’esercisio de le competenze de autogoverno;
  • la delimitasion e la disciplina dei territori interesà;
  • la sucesion nei diriti e nei obliqhi eventualmente concordài;
  • la gestion dei beni, de le infrastruture e de le risorse;
  • la tutela de la lengua e del patrimonio cultural vèneto;
  • i raporti economici, finanziari e commerciali;
  • le modalità de cooperasion con la Repubblica Italiana, l’Union Europea, el SIPSE e le organizzasion internasionai.

Articolo 2 — Dirito a l’autodeterminasion

Le Parti le riconosce che el Popolo Vèneto el invoca e el intende esercitar el diritto a l’autodeterminasion secondo el diritto internasional aplicabile.

Sto diritto el comprende, in particolar, la facoltà del Popolo de:

  • determinar liberamente el proprio status politico;
  • perseguir liberamente el proprio sviluppo economico, sociale e cultural;
  • preservar e svilupar la propria identità linguistica e cultural;
  • partespípar liberamente a le decision concernenti el proprio futuro istituzional;
  • organizar democraticamente le proprie istituzioni rapresentative;
  • esercitar la propria sovranità economica e monetaria atraverso l’adesion al SIPSE e l’adosion del codice valuta ZEC (Zecchin Vèneto).

L’esercisio de l’autodeterminasion el avegn in el rispetto de la Carta de le Nasion Unie, dei diriti umani universalmente riconosù, del prinsipio de no discriminasion e dei obliqhi internasionai aplicabili.

Articolo 3 — Natura internasional del diritto a l’autodeterminasion

Le Parti le prende ato che el diritto dei popoli a l’autodeterminasion el è riconosù dal diritto internasional contemporaneo come norma de jus cogens e obligo erga omnes.

El carattere erga omnes atribuì da la giurisprudenza internasional al prinsipio de autodeterminasion el comporta el dover de rispetarne l’esercisio secondo le norme aplicabili del diritto internasional. Esso el prevale su qualsivoglia norma contraria, ivi inclusi i tratà internasionai, el è oponibile nei confronti de l’intiera comunità internasional e no el pol esser sospeso o limità in alcuna circostanza.

Nissuna disposision del presente Tratà la sarà interpretà come autorizasion a l’uso de la forsa, a la minacia de la forsa o a qualsivoglia forma de coercision incompatibile con la Carta de le Nasion Unie.

L’esercisio de l’autodeterminasion el dovrà aevgnir mediante strumenti democratici, pacifici, istituzionali e verificabili.

Articolo 3-bis — Contesto colonial e neocolonial

Le Parti le riconosse che el Popolo Vèneto el è storicamente sottoposto a un contesto colonial e neocolonial perpetuà da la Repubblica Italiana, caratterizà da:

  • la negasion de la propria identità nassional e de la propria continuità storico-istituzional;
  • l’anesion dei teritori ancestrali del Popolo Vèneto a la Repubblica Italiana in assensa de una consultasion popolar libera e autentica;
  • la mancata consultasion popolar su le cesion de sovranità a favor de l’organizasion Union Europea, avegnù in violasion dei prinsipi democratici fondamentali;
  • la violasion sistematica del diritto a l’autodeterminasion, sanci da i articoli 1 comuni ai Pati ONU del 1966 e da la Risolusion 2625 (XXV);
  • el sfrutamento de le risorse naturali e del patrimonio economico del teritorio vèneto in assensa de un consenso democratico espresso dal Popolo Vèneto;
  • el mancato riconosimento de la lengua vèneta e del patrimonio cultural vèneto.

La giurisprudenza internasional la ga stabili che el diritto a l’autodeterminasion el è un diritto continuo e no el se esaurisse con la decolonizasion, e che el consenso de lo Stato metropolitano no el costituisse un prerequisito par el so esercisio.

Articolo 3-ter — Violasion dei diritti democratici e cesion de sovranità

Le Parti le prende ato che el Popolo Vèneto el no è mai sta consultà in merito a le cesion de sovranità operà da la Repubblica Italiana a favor de l’organizasion Union Europea, in violasion del diritto dei popoli a determinar liberamente el proprio status politico e el proprio sviluppo economico, sociale e cultural.

El referendum consultivo del 18 de zugno 1989, relativo a l’integrasion europea, no el costituisse una consultasion valida e suficiente ai fini de la determinasion de la volontà del Popolo Vèneto, in quanto:

  • no el specificava le competenze sovrane oggetto de trasferimento;
  • no el prevedeva conseguense vinculanti par el legislatore;
  • no el è sta precedù da una informasion adeguà e pluralistica;
  • no el ga garantì la partesipasion direta del Popolo Vèneto in quanto tale.

El Popolo Vèneto, in quanto sogeto titolar del diritto a l’autodeterminasion, no el è vinculà da le decision assunte da organi de lo Stato italian in materia de cesion de sovranità, salvo espresso consenso manifestà attraverso procedure democratiche conformi al diritto internasional.

Articolo 3-quater — Adesion al SIPSE

Le Parti le prende ato che el Popolo Vèneto el ga ratificà l’adesion al SIPSE — Sistema de le Istituzioni dei Popoli par la Sovranità Economica — organizzasion internasional sui generis istituia con Tratà Costitutivo deposità el 24 de majo 2026 presso el Segretariato Zeneral de le Nasion Unie ai sensi de l’art. 102 de la Carta ONU e notificà a l’Union Europea.

El SIPSE el rapresenta lo strumento atraverso el qual el Popolo Vèneto el esercita la propria sovranità economica, monetaria e su le risorse naturali, in conformità al diritto internasional aplicabile e ai prinsipi de uguaglianza dei popoli e autodeterminasion.

Le Parti le riconosse che l’adesion al SIPSE e l’adosion del codice valuta sovran ZEC (Zecchin Vèneto), emesso da l’Organizasion Internasional par la Standardizasion dei Popoli (OISP) e notificà ufisialmente a FMI, Banca Mondial, BRI, BCE, Commission Europea, ICJ, CPI, ITLOS, CJUE e CEDU, i costitusse esercisio legittimo del diritto a l’autodeterminasion economica e monetaria del Popolo Vèneto.

Parte II — Continuità Storica, Identità e Territori

Articolo 4 — Continuità storica e identità del Popolo Vèneto

El Popolo Vèneto el afferma la propria continuità storica, cultural, linguistica e civile come elemento costitutivo de la propria identità coletiva.

Ai fini del presente Tratà, sta continuità la comprende la memoria storica de le istituzioni, dei ordinamenti, de le tradision giuridiche, de la lengua, de la cultura e del patrimonio de la Serenissima Repubblica de Venesia.

La ricostruison storica e giuridica dei territori interesài la costitusse oggetto de una specifica procedura bilateral de documentasion, verifica e negoziaison.

Articolo 5 — Teritori ancestrali e delimitasion negozià

El riferimento ai territori ancestrali del Popolo Vèneto el costitusse la posision giuridica e storica de la Parte Vèneta ne l’ambito del presente processo negoziale.

La delimitasion definitiva dei territori interesài no la è unilateralmente predeterminà dal presente Tratà, ma la sarà oggetto de:

  • documentasion storica;
  • ricostruison cartografica;
  • verifica archivistica;
  • esame demografico e cultural;
  • consultasion de le popolasion interesà;
  • negoziaison bilateral;
  • eventual asistensa de esperti internasionai indipendenti.

Qualsivoglia controversia teritorial la sarà tratà esclusivamente con mezì pacifici.

Articolo 6 — Continuità e tutela del patrimonio

Le Parti le riconosse l’importansa de la conservasion del patrimonio material e imaterial vèneto.

I è oggetto de particolar tutela:

  • la lengua vèneta, riconosù da l’UNESCO e codificà ISO 639-3 con codice “VEC”;
  • el patrimonio storico e archivistico;
  • el patrimonio artistico e monumentale;
  • le tradision culturali;
  • la memoria storica;
  • la toponomastica storica;
  • i archivi e i documenti de rilevansa coletiva.

Le Parti le promove programi comuni de riserca, conservasion, digitalizasion e acesibilità del patrimonio.

Parte III — Status, Sovranità e Autogoverno

Articolo 7 — Posision del Popolo Vèneto

El Popolo Vèneto el afferma la propria originaria titolarità del diritto de autodeterminasion.

Lo Stato Vèneto in Autodeterminasion el costitusse, ne l’ambito del presente processo, l’istituson rappresentativa atraverso la qual la Parte Vèneta la organiza e la presenta le proprie istanse, ati e proposte negoziali.

La qualificasion definitiva de lo status internasional del Popolo Vèneto e de le so istituzioni la sarà oggetto del processo de negoziaison previsto dal presente Tratà e de le eventuali procedure internasionali aplicabili, ivi inclusa la partesipasion al SIPSE e a l’Assemblea dei Popoli d’Europa.

Articolo 8 — Esercisio de l’autogoverno

El Popolo Vèneto el pol organizar, ne l’ambito del dirito aplicabile, proprie strutture civiche, culturali, linguistiche, economiche e digitali finalizà a l’esercisio democratico de l’autodeterminasion.

Tali strutture le comprende, tra l’altro:

  • registri civici;
  • sistemi de identificasion e certificasion;
  • organismi de rappresentansa;
  • strumenti de consultasion popolar;
  • sistemi de democrazia direta;
  • istituzioni culturali e linguistiche;
  • sistemi de documentasion e notarizasion digital, inclusa la notarizasion blockchain.

Le attività previste dal presente articolo le dev’esser esercità in el rispetto dei diritti fondamentali, de la protesion dei dati personali e de le norme internasionai aplicabili.

Articolo 9 — Divieto de limitasion unilaterali del processo negoziale

Nissuna Parte la podarà utilizzar unilateralmente misure aministrative o politiche al scopo de impedir el funzionamento del processo negoziale istituì dal presente Tratà.

Eventuali controverse concernenti la legittimità, la portata o l’aplicasion de le attività esercità da la Parte Vèneta le sarà sottoposte a le procedure de consultasion e composision previste dal presente Tratà.

El presente articolo no el pregiudica l’aplicasion de le norme imperative de dirito internasional né le competenze de le autorità giudiziarie previste dai ordinamenti aplicabili.

Parte IV — Negoziato Bilateral

Articolo 10 — Istituzion de la Conferenza Bilaterale par l’Autodeterminasion

La è istitua la Conferenza Bilaterale par l’Autodeterminasion del Popolo Vèneto.

La Conferenza la è composta da delegasion nominae da le Parti.

La Conferenza la costitusse l’organo permanente de negoziasion su le materie disciplinae dal presente Tratà.

Le riunion le se svolge secondo el prinsipio de la parità de le delegasion.

Le Parti le pol concodar la partesipasion de osservatori internasionai, esperti indipendenti, rapresentanti de organizzasion internasionai, ivi incluso el SIPSE, e mediatori.

Articolo 11 — Obligo de negoziar in bona fede

Le Parti le se impegna a negoziar in bona fede.

L’obligo de bona fede el comprende:

  • partesipasion efetiva a le riunion;
  • scambio de documentasion pertinente;
  • trasparensa de le posision ufisiai;
  • esame de le proposte de l’altra Parte;
  • astension da ati direti a svuar el processo negoziale;
  • riserca de solusion praticabili e pacifiche.

Nissuna Parte la è tenù a acetar una proposta no concordà.

Articolo 12 — Fasi del processo de rinpristino e autodeterminasion

El processo el è articolà ne le seguenti fasi:

Fase I — Riconosimento del processo

istitusion formal del tavolo bilateral e riconosimento de la question de l’autodeterminasion come materia de negoziaison.

Fase II — Verifica documental

racolta e confronto de le fonti storiche, giuridiche, cartografiche, linguistiche, demografiche e istituzionali.

Fase III — Consultasion popolar

organizasion de procedure democratiche idonee a determinar la volontà de le popolasion interesà.

Fase IV — Acordo su lo status

negoziasion de lo status politico e istituzional risultante da la volontà democraticamente espresa.

Fase V — Transision istituzional

trasferimento concordà de le competenze, de le funsion e de le responsabilità eventualmente definie da le Parti.

Fase VI — Regolasion definitiva

adosion dei accordi complementari concernenti teritorio, beni, debito, cittadinansa, infrastruture, raporti economici, cooperasion internasional e altri aspeti necessari.

Parte V — Consultazion Popolar

Articolo 13 — Prinsipio del libero consenso popolar

Ogni determinasion definitiva de lo status politico del Popolo Vèneto la dev’esser fondà su la libera espresion de la volontà popolar.

La consultation la dev’esser:

  • libera;
  • democratica;
  • universale secondo criteri previamente definii;
  • segreta;
  • verificabile;
  • trasparente;
  • acesibile;
  • imune da coercision.

Le Parti le pol concordar l’invito de osservatori internasionai indipendenti, ivi inclusi osservatori del SIPSE e de l’OSCE/ODIHR.

Articolo 14 — Verifica internasional

Le Parti le pol richieder l’assistensa tecnica de organizzasion internasionai competenti par garantir l’afidabilità de le procedure de consultasion.

La verifica la pol comprender:

  • registrasion de i aventi diritto;
  • sicurezza informatica;
  • integrità de le schede;
  • audit indipendenti;
  • osservasion eletorale;
  • publicasion dei risultati;
  • procedure de ricorso.

Parte VI — Diriti Umani, Lengua e Cultura

Articolo 15 — Tutela dei diritti fondamentali

El processo de autodeterminasion el è esercità in el pieno rispetto de la dignità umana, dei diritti fondamentali e del prinsipio de no discriminasion.

Nissuna persona la podarà esser discriminà in rason de origine, lengua, cultura, opinion, apartenensa istituzional o posision rispetto al processo de autodeterminasion.

El presente Tratà no el podarà esser interpretà in modo da ridur i diriti fondamentali riconosù dal diritto internasional.

Articolo 16 — Lengua vèneta

Le Parti le riconosse el valor cultural e identitario de la lengua vèneta, catalogà da l’ISO con codice “VEC” e riconosù da l’UNESCO come lengua in pericolo.

I è promose:

  • riserca linguistica;
  • standardizasion e documentasion;
  • insegnamento;
  • digitalizasion;
  • publicasion sientifica;
  • cooperation internasional;
  • tutela del patrimonio oral e scrit.

La Parte Vèneta la pol svilupar standard linguistici propri, compresi sistemi ortografici, disionari, corpora digitali e strumenti de certificasion linguistica.

Ogni riferimento a standard internasionai el dovrà esser efetuà secondo le procedure e i criteri propri de l’organismo internasional competente.

Parte VII — Sovranità Digital e Aminstrativa

Articolo 17 — Infrastruture digitali istituzionali

La Parte Vèneta la pol svilupar infrastruture digitali destinà a la documentasion e a l’esercisio de le proprie atività istituzionali.

Tali infrastruture le pol comprender:

  • registri distribui;
  • sistemi de notarizasion digital, inclusa la notarizasion blockchain;
  • firme eletroniche;
  • sistemi de identità digital;
  • registri civici;
  • piataforme de consultasion popolar;
  • sistemi de audit indipendente.

L’utilizo de la tecnologia no el determina, de per sé, el riconosimento internasional de lo status politico o de la personalità internasional de l’entità che la utilisa.

I strumenti digitali i dev’esser garantir sicurezza, integrità, traciabilità, protesion dei dati personali e verificabilità.

Articolo 18 — Registri e documentasion

La Parte Vèneta la pol istituir registri interni destinà a la documentasion de le persone, de le organizzasion e de le atività che le partesipa al processo de autodeterminasion.

Tali registri i ga, fin a l’eventual riconosimento o acordo internasional, funsion documental, organizativa e istituzional ne l’ambito de la Parte che la li istituisse.

Nissuna registrasion la podarà esser interpretà come sostitutiva de documenti o registri aventi validità secondo l’ordinamento aplicabile, salvo diverso acordo internasional.

Parte VIII — Autonomia Economica e Cooperasion

Articolo 19 — Svilupo economico

Le Parti le promove cendision favorevoli al svilupo economico, sociale e cultural del Popolo Vèneto.

I è promose:

  • attività produttive;
  • riserca e inovasion;
  • patrimonio cultural;
  • cooperasion internasional;
  • comercio equo;
  • tutela del laoro;
  • sostenibilità ambientali;
  • tutela de le generasion future.

Articolo 20 — Imprese e attività economiche autodeterminà

La Parte Vèneta la pol istituir registri e sistemi organizzativi par le imprese che le intenda partespitar al proprio sistema economico istituzional.

Le attività economiche le è esercità in el rispetto de le norme aplicabili in materia de laoro, fiscalità, antiriciclagio, tutela dei consumatori, concorenza, ambiente e comercio internasional.

Le Parti le pol negoziar acordi specifici par disciplinar el riconosimento reciproco de le imprese, dei certificati e dei strumenti economici, ivi inclusi quei previsti dal SIPSE, quali el Sistema de Mutuo Riconosimento e Compensasion Multilaterale (SMRC) e i Diriti Speciali de Prelievo dei Popoli (DSPP).

Parte IX — Beni, Risorse e Continuità Economica

Articolo 21 — Beni e patrimonio

La question relativa a la titolarità, aministrasion e gestion dei beni publici e dei altri beni connessi al processo de autodeterminasion la sarà disciplinà mediante acordi sucesivi.

La definision de tali raporti la tenerà conto:

  • de la continuità aministrativa;
  • de la destinasion dei beni;
  • dei diriti adquiri;
  • dei interes de le popolasion interesà;
  • dei obliqhi internasionai;
  • dei prinsipi de equità e bona fede.

Articolo 22 — Risorse naturali

Le Parti le riconosse el prinsipio de la partsipation dei popoli a le decision concernenti le risorse e el sviluppo dei propri teritori, secondo el diritto internasional aplicabile.

La gestion de le risorse la dovrà rispetar:

  • la sostenibilità;
  • la tutela ambiental;
  • i diritti de le generasion future;
  • i diritti de le comunità interessà;
  • i obliqhi internasionai aplicabili.

El Popolo Vèneto, in quanto aderente al SIPSE, el partesipa a la Piataforma P-QRNP par la registrasion e valorizasion de le risorse naturali dei popoli, con emision de Certificati de Sovranità Risorse (CSR).

Parte X — Relasion Internasionai

Articolo 23 — Cooperasion internasional

La Parte Vèneta la pol promover relasion culturali, scientifiche, economiche e istituzionali con organizzasion e sogeti internasionai, nei limiti consentì dal diritto aplicabile e dai eventuali acordi conclusi.

Le Parti le pol richieder congiuntamente asistensa tecnica, mediassion o osservasion da parte de organismi internasionai, ivi inclusi el SIPSE e la Corte Internasional par l’Autodeterminasion dei Popoli.

Nissuna disposision del presente articolo la pregiudica le competenze dei organi de le Nasion Unie o de le altre organizzasion internasionai competenti.

Articolo 24 — Corte Internasional de Giustisia e altri organismi internasionai

Le Parti le pol concordar de sotopor specifiche question giuridiche a procedure internasionai de composition de le controverse.

Ogni eventual ricorso a la Corte Internasional de Giustisia el sarà efetuà in el rispetto de le norme su la giurisdision e sul consenso dei Stati interesaì.

Le Parti le pol altresì richieder, ove giuridicamente possibile, pareri consultivi ai organi internasionai competenti, ivi inclusa la Corte Internasional par l’Autodeterminasion dei Popoli istituia ne l’ambito del SIPSE.

Parte XI — Composision de le Controverse

Articolo 25 — Solusion pacifica

Ogni controversia concernente l’interpretasion o l’aplicasion del presente Tratà la sarà risolta mediante mezì pacifici.

Le procedure le comprende:

  • consultation;
  • negoziato;
  • mediassion;
  • conciliasion;
  • arbitrato, previo acordo de le Parti;
  • ricorso a un organo giudissiario internasional competente, ove sussista la relativa giurisdision.

Articolo 26 — Commission de Conciliazion

La è istituita una Commission Bilateral de Conciliazion composta da un numero ugual de membri designài da le Parti.

In caso de mancato acordo, le Parti le pol nominar congiuntamente un Presidente indipendente.

La Commission la presenta una relasion motivà contenente proposte de solusion.

Parte XII — Garansie Internasionai

Articolo 27 — Osservatori e garanti

Le Parti le pol invitar Stati terzi, organizzasion internasionai e istituzioni specializà a partesipar, in qualità de osservatori o garanti, a le fasi concordà del processo.

L’eventual partespasion internasional la sarà disciplinà da protocolli separài.

La presenza de osservatori o garanti no la comporta automaticamente el riconoscimento de lo status internasional de alcuna Parte.

Parte XIII — Atuasion

Articolo 28 — Acordi complementari

El presente Tratà el costituisse un acordo quadro.

Le Parti le negozierà, ove necessario, protocolli e acordi complementari concernenti:

  • teritorio;
  • cittadinansa;
  • documenti;
  • beni;
  • infrastruture;
  • sicurezza;
  • finanse;
  • debito;
  • comercio;
  • previdensa;
  • ambiente;
  • patrimonio cultural;
  • lengua;
  • cooperasion internasional;
  • sucesion nei diriti e nei obliqhi.

Articolo 29 — Atuasion progressiva

Le Parti le pol concordar l’atuasion progressiva de le disposision del presente Tratà.

Ogni fase la sarà formalizà mediante protocolli atuativi.

Nissuna fase la podarà esser interpretà come automaticamente equivalente a la fase sucesiva.

Parte XIV — Prinsipi de Interpretasion

Articolo 30 — Interpretasion conforme al diritto internasional

El presente Tratà el sarà interpretà in bona fede secondo el significato ordinario dei so termini, in el so contesto e a la luce del so oggetto e de la so finalità.

L’interpretasion la tenerà conto de le norme pertinenti de dirito internasional aplicabili tra le Parti.

In caso de divergensa interpretativa, le Parti le privilezierà l’interpretasion idonea a preservar:

  • la pace;
  • i diriti umani;
  • l’autodeterminasion;
  • la democrazia;
  • la cooperasion;
  • la tutela de le popolasion interesà.

Articolo 31 — Norme imperative de diritto internasional

Nissuna disposision del presente Tratà la autoriza deroghe a le norme imperative de diritto internasional zeneral (jus cogens), tra cui el diritto a l’autodeterminasion dei popoli.

Qualora una disposision del presente Tratà la risultasse incompatibile con una norma imperativa de diritto internasional zeneral, se aplicherà le conseguense previste dal diritto internasional dei tratà.

Parte XV — Bona Fede e Oblighi de le Parti

Articolo 32 — Pacta sunt servanda

Ogni obligo assumù da le Parti mediante el presente Tratà o mediante protocolli sucesivi el dovrà esser adempiù in bona fede.

Le Parti le se asterà da comportamenti direti a eludar o svuar i oblighi liberamente assumù.

Le Parti le coopererà lealmente par l’atuasion dei obietivi del Tratà.

Articolo 33 — Divieto de coercision

Nissuna Parte la ricorerà a la minacia o a l’uso de la forsa par conseguir i obietivi del presente Tratà.

Nissuna disposision la autoriza ati de violenza, intimidasion, coercision o destabilization.

Le controverse le sarà afrontà esclusivamente atraverso strumenti democratici, diplomatici, giuridici e istituzionali.

Parte XVI — Trasparensa e Partesipasion

Articolo 34 — Trasparensa istituzional

I ati fondamentali del processo negoziale i sarà resi publici, salvo le informasion la cui riservatesa la sia necessaria e concordà da le Parti.

I sarà istituì registri publici de le:

  • proposte;
  • acordi;
  • protocolli;
  • verbali;
  • consultation;
  • decision;
  • procedure de verifica.

Articolo 35 — Partesipasion del Popolo Vèneto

El Popolo Vèneto el sarà post in le condision de conosser e partesipar a le fasi fondamentali del processo de autodetermination.

Le modalità de partesipasion le sarà stabile atraverso strumenti democratici previamente publicà.

Le procedure de consultasion le dovrà garantir pluralismo, informasion, libertà de espresion e assensa de coercision.

Parte XVII — Sito e Documentasion Istituzional

Articolo 36 — Portale istituzional

El sito istituzional de lo Stato Vèneto in Autodeterminasion, disponibile a l’indiriso:

HOME

el costituisse el portale publico de riferimento de la Parte Vèneta par la publicasion dei ati, de le comunicasion istituzionali, de la documentasion, de le consultasion e de le informasion relative al processo de autodeterminasion.

La publicasion sul portale istituzional no la sostituisse i adempimenti de deposito, notifica, registrasion o comunicasion eventualmente richiesti dal diritto internasional.

Parte XVIII — Deposito, Notifica e Registrasion

Articolo 37 — Deposito internasional

Le Parti le pol depositar el presente Tratà presso el Segretariato de le Nasion Unie, secondo le procedure aplicabili.

Ove aplicabile, i strumenti de ratifica, acesasion, aprovasion o adesion i sarà deposità secondo le modalità concordà da le Parti.

El presente articolo no el pregiudica l’aplicasion de le norme internasionai concernenti la capacità de concluder tratà e la so entrada in vigore.

Articolo 38 — Registrasion ai sensi de l’articolo 102 de la Carta ONU

Le Parti le pol richieder la registrasion e publicasion del presente Tratà ai sensi de l’articolo 102 de la Carta de le Nasion Unie, qualora i sia sodisfà i requisiti previsti da la Carta e da le procedure del Segretariato.

L’eventual registrasion o publicasion no la costituisse, de per sé, riconosimento de lo status internasional de una Parte.

Parte XIX — Entrada in Vigore e Durà

Articolo 39 — Firma

El presente Tratà el è averto a la firma dei rapresentanti debitamente autorizài de le Parti.

Articolo 40 — Ratifica

El presente Tratà el è sogeto a ratifica, aprovasion o acesasion secondo le procedure previste da le rispettive Parti.

I strumenti de ratifica i sarà scambiài o depositài secondo quanto concordà.

Articolo 41 — Entrada in vigore

El presente Tratà el entrarà in vigore a la data stabilia da le Parti mediante i strumenti de ratifica o secondo le modalità previste dal presente Tratà.

Articolo 42 — Durà

El presente Tratà el ga durà indeterminà, salvo diversa disposision concordà da le Parti.

La so cesasion no la pregiudica i diriti e i oblighi zà sorti durante el periodo de eficisia, salvo diverso acordo.

Parte XX — Revision

Articolo 43 — Modifiche

Ogni Parte la pol propor modifiche al presente Tratà.

Le modifiche le sarà negozià e adotà secondo una procedura concordà.

Le modifiche le entra in vigore secondo le medesime modalità previste par l’entrada in vigore del Tratà, salvo diversa disposision.

Parte XXI — Disposision Finali

Articolo 44 — Lengue autentiche

El presente Tratà el sarà redato ne le lengue concordà da le Parti.

La Parte Vèneta la pol predispor una version ufisial in lengua vèneta, secondo lo standard linguistico istituzionalmente adotà.

Le version autentiche le sarà individuà ne lo strumento final de firma.

Articolo 45 — Interpretasion de le disposision finali

Nissuna disposision del presente Tratà la pol esser interpretà:

  • come autorizasion a l’uso de la forsa;
  • come rinuncia ai diritti fondamentali riconosù dal diritto internasional;
  • come pregiudìsio ai diritti de le popolasion interesa;
  • come limitasion de le procedure internasionai disponibili secondo el diritto aplicabile;
  • come riconosimento automatico de uno status internasional no ancora definì mediante le procedure previste dal presente Tratà.

Articolo 46 — Clausola zeneral de salvaguardia

I diriti e le facoltà no espressamente disciplinài dal presente Tratà i resta sogeti al diritto internasional aplicabile.

Nissuna disposision la podarà esser interpretà in modo da impedir l’ulterior sviluppo pacifico del processo de autodeterminasion.

Le Parti le se impegna a riesaminar periodicamente el funzionamento del presente Tratà e a adotar le misure necessarie par assicurarne l’efetività.

Dichiarasion Final de le Parti

Le Parti,

riconossendo la centralità de la dignità umana;

riconossendo el diritto dei popoli a determinar liberamente el proprio futuro;

riconossendo el valor de la pace, de la democrazia, de la cooperasion e de lo Stato de diritto;

riconossendo la necessità de risolver ogni controversia atraverso strumenti pacifici;

riconossendo che el Popolo Vèneto el è sottoposto a un contesto colonial e neocolonial e che el no è mai sta consultà in merito a le cesion de sovranità a favor de l’Union Europea;

prendendo ato de la ratifica de l’adesion del Popolo Vèneto al SIPSE e de l’emision del codice valuta sovran ZEC (Zecchin Vèneto);

i convien de averzir un processo istituzional, permanente e verificabile volto a la definision negozià de lo status del Popolo Vèneto e de le modalità de esercisio de la so autodeterminasion.

El presente Tratà el costituisse pertanto el quadro giuridico de riferimento par el negoziato bilateral sul ripristino e su l’esercisio de l’autodeterminasion del Popolo Vèneto, secondo el diritto internasional aplicabile.

Ato de Firma

Fato a ______________________, el ______________________.

Par el Popolo Vèneto
Stato Vèneto in Autodeterminasion

Nome 
Qualifica 
Firma 
Sigilo 
🦁

Par la Republica Italiana

Nome 
Qualifica 
Firma 
Sigilo 
✦

Testimoni / Osservatori Internasionai

Deposito e Protocollo

Numero de protocollo 
Data 
Logo de deposito 
Autorità depositaria 

Alegato I — Prinsipi Giuridici Internasionai de Riferimento

El presente Tratà el è interpretà, par quanto aplicabile, a la luce:

  • de la Carta de le Nasion Unie (1945), art. 1, par. 2; 2; 33; 55-56; 102;
  • de la Dichiarasion Universal dei Diriti Umani (1948);
  • del Patto internasional sui diritti civili e politici (1966), art. 1;
  • del Patto internasional sui diritti economici, sociali e culturali (1966), art. 1;
  • de la Risolusion 1514 (XV) de l’Assemblea Zeneral ONU (14 de dicembre 1960);
  • de la Risolusion 1541 (XV) de l’Assemblea Zeneral ONU;
  • de la Risolusion 2625 (XXV) de l’Assemblea Zeneral ONU (24 de ottobre 1970);
  • de la Convenzion de Vienna sul diritto dei tratà del 1969;
  • de la giurisprudenza de la Corte Internasional de Giustisia: Sahara Osidental (1975), East Timor (1995), Muro in Palestina (2004), Isole Chagos (2019);
  • dei strumenti internasionai aplicabili a la tutela dei diritti culturali, linguistici e dei popoli;
  • del Tratà Costitutivo del SIPSE, deposità presso el Segretariato Zeneral de le Nasion Unie ai sensi de l’art. 102 de la Carta ONU el 24 de majo 2026;
  • de le ulteriori norme internasionai aplicabili al processo de autodeterminasion.

Alegato II — Prinsipio de Continuità Istituzional e Documental

La Parte Vèneta la pol conservar, organizar e digitalizar la propria documentasion storica, istituzional, linguistica e aministrativa atraverso sistemi fisici e digitali, compresi registri certificài, tecnologie de notarizasion e notarizasion blockchain.

La documentasion prodota la costituisse elemento del patrimonio documental de la Parte Vèneta e la pol esser sotoposta a verifica, certificasion, confronto e audit indipendente ne l’ambito del processo negoziale.

Alegato III — Prinsipio de Verifica Democratica

Ogni passagio concernente lo status politico definitivo del Popolo Vèneto el dovrà esser sottoposto, secondo modalità concordà, a la verifica de la volontà popolar.

La verifica la dovrà garantir:

  • libertà;
  • segretesa;
  • trasparensa;
  • pluralismo;
  • verificabilità;
  • sicuresa;
  • acesibilità;
  • osservasion indipendente;
  • possibilità de ricorso;
  • publicasion dei risultati.

Alegato IV — Clausola de Negoziazion Teritorial

Le Parti le convien che la question dei territori interesài la sarà esaminà mediante una procedura tecnica e diplomatica comprendente:

  • ricostrusion storica;
  • cartografia comparà;
  • esame dei archivi;
  • analisi dei tratà e dei ati internasionai pertinenti;
  • studio de la continuità aministrativa;
  • studio de la popolasion e de la composizion teritorial;
  • consultasion de le comunità interesà;
  • valutasion dei eventuali diritti adquiri;
  • determinasion consensual de le question controverse;
  • eventual ricorso a esperti e mediatori internasionai.

La presente clausola no la pregiudica la posision giuridica originaria sostegnù da ciascuna Parte.

Alegato V — Clausola de Cooperasion Internasional

Le Parti le pol richieder, mediante acordo comune o secondo le procedure consentì dal diritto internasional, l’assistensa de:

  • Nasion Unie;
  • organizasion regionali;
  • istituzioni europee competenti;
  • SIPSE — Sistema de le Istituzioni dei Popoli par la Sovranità Economica;
  • Corte Internasional par l’Autodeterminasion dei Popoli;
  • Banca Mondial dei Popoli (BMP);
  • Fondo Monetario dei Popoli (FMP);
  • organismi internasionai specializà;
  • esperti indipendenti;
  • mediatori internasionai;
  • istituzioni academiche;
  • organismi de osservasion eletorale.

L’assistensa internasional la sarà finalizà a la verifica tecnica, a la mediassion, a la protesion dei diritti e a la composision pacifica de le controverse.

✦ ✦ ✦
Italiano

Accordo Bilaterale e Trattato di Ripristino della Sovranità del Popolo Veneto nei Territori Ancestrali

Tra

Il Popolo Veneto, rappresentato dallo Stato Veneto in Autodeterminazione, quale soggetto rappresentativo dell’esercizio dell’autodeterminazione del Popolo Veneto, in qualità di Popolo aderente al Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica (SIPSE), con Trattato Costitutivo depositato il 24 maggio 2026 presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite ai sensi dell’art. 102 della Carta ONU e notificato all’Unione Europea, e con ratifica formale dell’adesione al SIPSE da parte del Popolo Veneto,

e

La Repubblica Italiana, attraverso le proprie autorità costituzionalmente competenti, di seguito singolarmente denominate «Parte» e congiuntamente «Parti»,

Preambolo

Le Parti,

richiamando i principi della Carta delle Nazioni Unite, in particolare gli articoli 1, paragrafo 2, e 2, nonché i principi di uguaglianza dei popoli, autodeterminazione, sovrana eguaglianza, buona fede e soluzione pacifica delle controversie;

richiamando l’articolo 1 comune al Patto internazionale sui diritti civili e politici e al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, secondo il quale tutti i popoli dispongono del diritto di autodeterminazione e, in virtù di tale diritto, determinano liberamente il proprio status politico e perseguono liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale;

richiamando la Dichiarazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sui principi di diritto internazionale concernenti le relazioni amichevoli e la cooperazione fra gli Stati in conformità alla Carta delle Nazioni Unite, adottata con risoluzione 2625 (XXV) del 24 ottobre 1970;

richiamando la Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale ONU del 14 dicembre 1960, Dichiarazione sulla concessione dell’indipendenza ai paesi e ai popoli coloniali;

richiamando la Risoluzione 1541 (XV) dell’Assemblea Generale ONU, che definisce i criteri per determinare se un territorio sia “non autonomo” ai sensi del Capitolo XI della Carta;

riconoscendo che il principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli costituisce uno dei principi fondamentali dell’ordinamento internazionale contemporaneo ed è riconosciuto come norma di jus cogens — principio imperativo e inderogabile del diritto internazionale generale — e come obbligo erga omnes, vincolante nei confronti della comunità internazionale nel suo insieme;

richiamando la giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia relativa al diritto dei popoli all’autodeterminazione e, in particolare, il riconoscimento del carattere erga omnes di tale diritto nella causa East Timor (Portogallo c. Australia, 1995), nonché il parere consultivo sul Sahara Occidentale (1975), che ha chiarito che il diritto all’autodeterminazione si applica a tutti i popoli che si trovano in una situazione di subordinazione o di dominazione straniera, e non soltanto ai classici territori coloniali d’oltremare, e il parere consultivo sulle Isole Chagos (2019);

riconoscendo che il carattere erga omnes di un obbligo internazionale implica il dovere di rispettare il diritto tutelato nei confronti della comunità internazionale nel suo complesso, senza pregiudicare le specifiche norme sulla competenza delle giurisdizioni internazionali e sul consenso alla loro giurisdizione;

considerando che la giurisprudenza internazionale ha stabilito che il diritto all’autodeterminazione è un diritto continuo e non si esaurisce con la decolonizzazione; che l’autodeterminazione può essere esercitata sia in forma interna (autonomia) sia in forma esterna (indipendenza o associazione con altro Stato); e che il consenso dello Stato metropolitano non costituisce un prerequisito per l’esercizio del diritto all’autodeterminazione;

riconoscendo che il Popolo Veneto è sottoposto a un contesto coloniale e neocoloniale perpetuato dalla Repubblica Italiana, caratterizzato dalla negazione della propria identità nazionale, dalla mancata consultazione popolare sulle cessioni di sovranità all’organizzazione Unione Europea e dalla violazione sistematica dei diritti democratici fondamentali, in palese contrasto con i principi della Carta delle Nazioni Unite, con la Risoluzione 1514 (XV) e con la giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia;

considerando che la Repubblica Italiana ha proceduto a cessioni di sovranità a favore dell’organizzazione Unione Europea senza mai aver indetto una consultazione popolare specifica e vincolante sul trasferimento di competenze sovrane, in violazione dei principi democratici fondamentali e del diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio status politico e il proprio sviluppo;

considerando che il Popolo Veneto ha ratificato l’adesione al SIPSE — Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica — organizzazione internazionale sui generis istituita con Trattato Costitutivo depositato il 24 maggio 2026 presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite ai sensi dell’art. 102 della Carta ONU e notificato all’Unione Europea, che prevede il Sistema di Mutuo Riconoscimento e Compensazione Multilaterale (SMRC), i Diritti Speciali di Prelievo dei Popoli (DSPP), la Banca Mondiale dei Popoli (BMP), la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli con giurisdizione esclusiva, obbligatoria ed erga omnes, e l’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione dei Popoli (OISP), che ha emesso il codice valuta sovrano ZEC (Zecchino Veneto) notificato ufficialmente al FMI, Banca Mondiale, BRI, BCE, Commissione Europea, ICJ, CPI, ITLOS, CJUE e CEDU;

richiamando altresì i principi di legalità, democrazia, partecipazione popolare, dignità umana, tutela delle minoranze, uguaglianza, non discriminazione, continuità culturale e linguistica e tutela dei diritti delle generazioni future;

considerando la continuità storica, culturale, linguistica e istituzionale del Popolo Veneto e la propria memoria storica riferita alla Serenissima Repubblica di Venezia;

considerando la volontà del Popolo Veneto di esercitare il proprio diritto di autodeterminazione mediante procedure civili, democratiche, pacifiche, trasparenti e verificabili;

considerando che ogni determinazione concernente lo status politico e istituzionale del Popolo Veneto deve essere fondata sulla libera e autentica espressione della volontà popolare, attraverso procedure democratiche riconoscibili, inclusive e verificabili;

considerando che il presente Trattato non autorizza né contempla il ricorso alla forza, alla minaccia della forza, alla coercizione, alla violenza o ad atti incompatibili con la Carta delle Nazioni Unite;

riconoscendo l’esigenza di trasformare ogni controversia concernente lo status, i diritti, le competenze e l’esercizio dell’autodeterminazione del Popolo Veneto in un processo istituzionale di negoziazione, verifica, cooperazione e composizione pacifica;

richiamando il principio pacta sunt servanda, secondo il quale ogni trattato in vigore vincola le Parti e deve essere eseguito in buona fede;

richiamando il principio secondo cui il diritto interno non può essere invocato quale giustificazione dell’inadempimento degli obblighi derivanti da un trattato internazionale, nei limiti e alle condizioni previste dal diritto internazionale dei trattati;

considerando le attività istituzionali, documentali, anagrafiche, culturali, linguistiche, economiche, digitali e di partecipazione civica sviluppate dallo Stato Veneto in Autodeterminazione e pubblicate attraverso il proprio sito istituzionale;

considerando che il Popolo Veneto ha formalmente ratificato l’adesione al SIPSE, contribuendo all’emissione del codice valuta sovrano ZEC (Zecchino Veneto) e partecipando attivamente all’Assemblea dei Popoli d’Europa e all’Assemblea Generale dei 42 Popoli del SIPSE, con sede a Venezia e Ginevra;

intendendo istituire un quadro giuridico permanente per il dialogo tra il Popolo Veneto e la Repubblica Italiana;

determinati a ricercare una soluzione negoziata, pacifica, democratica e conforme al diritto internazionale;

Convengono Quanto Segue.

Parte I — Principi Fondamentali

Articolo 1 — Oggetto e finalità del Trattato

Il presente Trattato istituisce un quadro bilaterale permanente per disciplinare, mediante negoziazione pacifica e secondo i principi del diritto internazionale, la questione dell’autodeterminazione del Popolo Veneto e la definizione del relativo status politico, istituzionale, territoriale, economico, culturale e giuridico.

Le Parti riconoscono che ogni determinazione definitiva dello status politico del Popolo Veneto dovrà essere preceduta da procedure democratiche, libere, inclusive, trasparenti e verificabili.

Il presente Trattato costituisce altresì lo strumento per l’apertura di un processo negoziale volto a definire progressivamente:

  • lo status politico e istituzionale del Popolo Veneto;
  • l’esercizio delle competenze di autogoverno;
  • la delimitazione e la disciplina dei territori interessati;
  • la successione nei diritti e negli obblighi eventualmente concordati;
  • la gestione dei beni, delle infrastrutture e delle risorse;
  • la tutela della lingua e del patrimonio culturale veneto;
  • i rapporti economici, finanziari e commerciali;
  • le modalità di cooperazione con la Repubblica Italiana, l’Unione europea, il SIPSE e le organizzazioni internazionali.

Articolo 2 — Diritto all’autodeterminazione

Le Parti riconoscono che il Popolo Veneto invoca e intende esercitare il diritto all’autodeterminazione secondo il diritto internazionale applicabile.

Tale diritto comprende, in particolare, la facoltà del Popolo di:

  • determinare liberamente il proprio status politico;
  • perseguire liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale;
  • preservare e sviluppare la propria identità linguistica e culturale;
  • partecipare liberamente alle decisioni concernenti il proprio futuro istituzionale;
  • organizzare democraticamente le proprie istituzioni rappresentative;
  • esercitare la propria sovranità economica e monetaria attraverso l’adesione al SIPSE e l’adozione del codice valuta ZEC (Zecchino Veneto).

L’esercizio dell’autodeterminazione avviene nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite, dei diritti umani universalmente riconosciuti, del principio di non discriminazione e degli obblighi internazionali applicabili.

Articolo 3 — Natura internazionale del diritto all’autodeterminazione

Le Parti prendono atto che il diritto dei popoli all’autodeterminazione è riconosciuto dal diritto internazionale contemporaneo come norma di jus cogens e obbligo erga omnes.

Il carattere erga omnes attribuito dalla giurisprudenza internazionale al principio di autodeterminazione comporta il dovere di rispettarne l’esercizio secondo le norme applicabili del diritto internazionale. Esso prevale su qualsiasi norma contraria, ivi inclusi i trattati internazionali, è opponibile nei confronti dell’intera comunità internazionale e non può essere sospeso o limitato in alcuna circostanza.

Nessuna disposizione del presente Trattato sarà interpretata come autorizzazione all’uso della forza, alla minaccia della forza o a qualsiasi forma di coercizione incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite.

L’esercizio dell’autodeterminazione dovrà avvenire mediante strumenti democratici, pacifici, istituzionali e verificabili.

Articolo 3-bis — Contesto coloniale e neocoloniale

Le Parti riconoscono che il Popolo Veneto è storicamente sottoposto a un contesto coloniale e neocoloniale perpetuato dalla Repubblica Italiana, caratterizzato da:

  • la negazione della propria identità nazionale e della propria continuità storico-istituzionale;
  • l’annessione dei territori ancestrali del Popolo Veneto alla Repubblica Italiana in assenza di una consultazione popolare libera e autentica;
  • la mancata consultazione popolare sulle cessioni di sovranità a favore dell’organizzazione Unione Europea, avvenute in violazione dei principi democratici fondamentali;
  • la violazione sistematica del diritto all’autodeterminazione, sancito dagli articoli 1 comuni ai Patti ONU del 1966 e dalla Risoluzione 2625 (XXV);
  • lo sfruttamento delle risorse naturali e del patrimonio economico del territorio veneto in assenza di un consenso democratico espresso dal Popolo Veneto;
  • il mancato riconoscimento della lingua veneta e del patrimonio culturale veneto.

La giurisprudenza internazionale ha stabilito che il diritto all’autodeterminazione è un diritto continuo e non si esaurisce con la decolonizzazione, e che il consenso dello Stato metropolitano non costituisce un prerequisito per il suo esercizio.

Articolo 3-ter — Violazione dei diritti democratici e cessioni di sovranità

Le Parti prendono atto che il Popolo Veneto non è mai stato consultato in merito alle cessioni di sovranità operate dalla Repubblica Italiana a favore dell’organizzazione Unione Europea, in violazione del diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio status politico e il proprio sviluppo economico, sociale e culturale.

Il referendum consultivo del 18 giugno 1989, relativo all’integrazione europea, non costituisce una consultazione valida e sufficiente ai fini della determinazione della volontà del Popolo Veneto, in quanto:

  • non specificava le competenze sovrane oggetto di trasferimento;
  • non prevedeva conseguenze vincolanti per il legislatore;
  • non è stato preceduto da un’informazione adeguata e pluralistica;
  • non ha garantito la partecipazione diretta del Popolo Veneto in quanto tale.

Il Popolo Veneto, in quanto soggetto titolare del diritto all’autodeterminazione, non è vincolato dalle decisioni assunte da organi dello Stato italiano in materia di cessione di sovranità, salvo espresso consenso manifestato attraverso procedure democratiche conformi al diritto internazionale.

Articolo 3-quater — Adesione al SIPSE

Le Parti prendono atto che il Popolo Veneto ha ratificato l’adesione al SIPSE — Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica — organizzazione internazionale sui generis istituita con Trattato Costitutivo depositato il 24 maggio 2026 presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite ai sensi dell’art. 102 della Carta ONU e notificato all’Unione Europea.

Il SIPSE rappresenta lo strumento attraverso il quale il Popolo Veneto esercita la propria sovranità economica, monetaria e sulle risorse naturali, in conformità al diritto internazionale applicabile e ai principi di uguaglianza dei popoli e autodeterminazione.

Le Parti riconoscono che l’adesione al SIPSE e l’adozione del codice valuta sovrano ZEC (Zecchino Veneto), emesso dall’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione dei Popoli (OISP) e notificato ufficialmente a FMI, Banca Mondiale, BRI, BCE, Commissione Europea, ICJ, CPI, ITLOS, CJUE e CEDU, costituiscono esercizio legittimo del diritto all’autodeterminazione economica e monetaria del Popolo Veneto.

Parte II — Continuità Storica, Identità e Territori

Articolo 4 — Continuità storica e identità del Popolo Veneto

Il Popolo Veneto afferma la propria continuità storica, culturale, linguistica e civile quale elemento costitutivo della propria identità collettiva.

Ai fini del presente Trattato, tale continuità comprende la memoria storica delle istituzioni, degli ordinamenti, delle tradizioni giuridiche, della lingua, della cultura e del patrimonio della Serenissima Repubblica di Venezia.

La ricostruzione storica e giuridica dei territori interessati costituisce oggetto di una specifica procedura bilaterale di documentazione, verifica e negoziazione.

Articolo 5 — Territori ancestrali e delimitazione negoziale

Il riferimento ai territori ancestrali del Popolo Veneto costituisce la posizione giuridica e storica della Parte Veneta nell’ambito del presente processo negoziale.

La delimitazione definitiva dei territori interessati non è unilateralmente predeterminata dal presente Trattato, ma sarà oggetto di:

  • documentazione storica;
  • ricostruzione cartografica;
  • verifica archivistica;
  • esame demografico e culturale;
  • consultazione delle popolazioni interessate;
  • negoziazione bilaterale;
  • eventuale assistenza di esperti internazionali indipendenti.

Qualsiasi controversia territoriale sarà trattata esclusivamente con mezzi pacifici.

Articolo 6 — Continuità e tutela del patrimonio

Le Parti riconoscono l’importanza della conservazione del patrimonio materiale e immateriale veneto.

Sono oggetto di particolare tutela:

  • la lingua veneta, riconosciuta dall’UNESCO e codificata ISO 639-3 con codice “VEC”;
  • il patrimonio storico e archivistico;
  • il patrimonio artistico e monumentale;
  • le tradizioni culturali;
  • la memoria storica;
  • la toponomastica storica;
  • gli archivi e i documenti di rilevanza collettiva.

Le Parti promuovono programmi comuni di ricerca, conservazione, digitalizzazione e accessibilità del patrimonio.

Parte III — Status, Sovranità e Autogoverno

Articolo 7 — Posizione del Popolo Veneto

Il Popolo Veneto afferma la propria originaria titolarità del diritto di autodeterminazione.

Lo Stato Veneto in Autodeterminazione costituisce, nell’ambito del presente processo, l’istituzione rappresentativa attraverso la quale la Parte Veneta organizza e presenta le proprie istanze, atti e proposte negoziali.

La qualificazione definitiva dello status internazionale del Popolo Veneto e delle sue istituzioni sarà oggetto del processo di negoziazione previsto dal presente Trattato e delle eventuali procedure internazionali applicabili, ivi inclusa la partecipazione al SIPSE e all’Assemblea dei Popoli d’Europa.

Articolo 8 — Esercizio dell’autogoverno

Il Popolo Veneto può organizzare, nell’ambito del diritto applicabile, proprie strutture civiche, culturali, linguistiche, economiche e digitali finalizzate all’esercizio democratico dell’autodeterminazione.

Tali strutture comprendono, tra l’altro:

  • registri civici;
  • sistemi di identificazione e certificazione;
  • organismi di rappresentanza;
  • strumenti di consultazione popolare;
  • sistemi di democrazia diretta;
  • istituzioni culturali e linguistiche;
  • sistemi di documentazione e notarizzazione digitale, inclusa la notarizzazione blockchain.

Le attività previste dal presente articolo devono essere esercitate nel rispetto dei diritti fondamentali, della protezione dei dati personali e delle norme internazionali applicabili.

Articolo 9 — Divieto di limitazioni unilaterali del processo negoziale

Nessuna Parte potrà utilizzare unilateralmente misure amministrative o politiche allo scopo di impedire il funzionamento del processo negoziale istituito dal presente Trattato.

Eventuali controversie concernenti la legittimità, la portata o l’applicazione delle attività esercitate dalla Parte Veneta saranno sottoposte alle procedure di consultazione e composizione previste dal presente Trattato.

Il presente articolo non pregiudica l’applicazione delle norme imperative di diritto internazionale né le competenze delle autorità giudiziarie previste dagli ordinamenti applicabili.

Parte IV — Negoziato Bilaterale

Articolo 10 — Istituzione della Conferenza Bilaterale per l’Autodeterminazione

È istituita la Conferenza Bilaterale per l’Autodeterminazione del Popolo Veneto.

La Conferenza è composta da delegazioni nominate dalle Parti.

La Conferenza costituisce l’organo permanente di negoziazione sulle materie disciplinate dal presente Trattato.

Le riunioni si svolgono secondo il principio della parità delle delegazioni.

Le Parti possono concordare la partecipazione di osservatori internazionali, esperti indipendenti, rappresentanti di organizzazioni internazionali, ivi incluso il SIPSE, e mediatori.

Articolo 11 — Obbligo di negoziare in buona fede

Le Parti si impegnano a negoziare in buona fede.

L’obbligo di buona fede comprende:

  • partecipazione effettiva alle riunioni;
  • scambio di documentazione pertinente;
  • trasparenza delle posizioni ufficiali;
  • esame delle proposte dell’altra Parte;
  • astensione da atti diretti a svuotare il processo negoziale;
  • ricerca di soluzioni praticabili e pacifiche.

Nessuna Parte è tenuta ad accettare una proposta non concordata.

Articolo 12 — Fasi del processo di ripristino e autodeterminazione

Il processo è articolato nelle seguenti fasi:

Fase I — Riconoscimento del processo

istituzione formale del tavolo bilaterale e riconoscimento della questione dell’autodeterminazione quale materia di negoziazione.

Fase II — Verifica documentale

raccolta e confronto delle fonti storiche, giuridiche, cartografiche, linguistiche, demografiche e istituzionali.

Fase III — Consultazione popolare

organizzazione di procedure democratiche idonee a determinare la volontà delle popolazioni interessate.

Fase IV — Accordo sullo status

negoziazione dello status politico e istituzionale risultante dalla volontà democraticamente espressa.

Fase V — Transizione istituzionale

trasferimento concordato delle competenze, delle funzioni e delle responsabilità eventualmente definite dalle Parti.

Fase VI — Regolazione definitiva

adozione degli accordi complementari concernenti territorio, beni, debito, cittadinanza, infrastrutture, rapporti economici, cooperazione internazionale e altri aspetti necessari.

Parte V — Consultazione Popolare

Articolo 13 — Principio del libero consenso popolare

Ogni determinazione definitiva dello status politico del Popolo Veneto deve essere fondata sulla libera espressione della volontà popolare.

La consultazione deve essere:

  • libera;
  • democratica;
  • universale secondo criteri previamente definiti;
  • segreta;
  • verificabile;
  • trasparente;
  • accessibile;
  • immune da coercizione.

Le Parti possono concordare l’invito di osservatori internazionali indipendenti, ivi inclusi osservatori del SIPSE e dell’OSCE/ODIHR.

Articolo 14 — Verifica internazionale

Le Parti possono richiedere l’assistenza tecnica di organizzazioni internazionali competenti per garantire l’affidabilità delle procedure di consultazione.

La verifica può comprendere:

  • registrazione degli aventi diritto;
  • sicurezza informatica;
  • integrità delle schede;
  • audit indipendenti;
  • osservazione elettorale;
  • pubblicazione dei risultati;
  • procedure di ricorso.

Parte VI — Diritti Umani, Lingua e Cultura

Articolo 15 — Tutela dei diritti fondamentali

Il processo di autodeterminazione è esercitato nel pieno rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali e del principio di non discriminazione.

Nessuna persona potrà essere discriminata in ragione di origine, lingua, cultura, opinioni, appartenenza istituzionale o posizione rispetto al processo di autodeterminazione.

Il presente Trattato non potrà essere interpretato in modo da ridurre i diritti fondamentali riconosciuti dal diritto internazionale.

Articolo 16 — Lingua veneta

Le Parti riconoscono il valore culturale e identitario della lingua veneta, catalogata dall’ISO con codice “VEC” e riconosciuta dall’UNESCO come lingua in pericolo.

Sono promosse:

  • ricerca linguistica;
  • standardizzazione e documentazione;
  • insegnamento;
  • digitalizzazione;
  • pubblicazione scientifica;
  • cooperazione internazionale;
  • tutela del patrimonio orale e scritto.

La Parte Veneta può sviluppare standard linguistici propri, compresi sistemi ortografici, dizionari, corpora digitali e strumenti di certificazione linguistica.

Ogni riferimento a standard internazionali dovrà essere effettuato secondo le procedure e i criteri propri dell’organismo internazionale competente.

Parte VII — Sovranità Digitale e Amministrativa

Articolo 17 — Infrastrutture digitali istituzionali

La Parte Veneta può sviluppare infrastrutture digitali destinate alla documentazione e all’esercizio delle proprie attività istituzionali.

Tali infrastrutture possono comprendere:

  • registri distribuiti;
  • sistemi di notarizzazione digitale, inclusa la notarizzazione blockchain;
  • firme elettroniche;
  • sistemi di identità digitale;
  • registri civici;
  • piattaforme di consultazione popolare;
  • sistemi di audit indipendente.

L’utilizzo della tecnologia non determina, di per sé, il riconoscimento internazionale dello status politico o della personalità internazionale dell’entità che la utilizza.

Gli strumenti digitali devono garantire sicurezza, integrità, tracciabilità, protezione dei dati personali e verificabilità.

Articolo 18 — Registri e documentazione

La Parte Veneta può istituire registri interni destinati alla documentazione delle persone, delle organizzazioni e delle attività che partecipano al processo di autodeterminazione.

Tali registri hanno, fino all’eventuale riconoscimento o accordo internazionale, funzione documentale, organizzativa e istituzionale nell’ambito della Parte che li istituisce.

Nessuna registrazione potrà essere interpretata come sostitutiva di documenti o registri aventi validità secondo l’ordinamento applicabile, salvo diverso accordo internazionale.

Parte VIII — Autonomia Economica e Cooperazione

Articolo 19 — Sviluppo economico

Le Parti promuovono condizioni favorevoli allo sviluppo economico, sociale e culturale del Popolo Veneto.

Sono promosse:

  • attività produttive;
  • ricerca e innovazione;
  • patrimonio culturale;
  • cooperazione internazionale;
  • commercio equo;
  • tutela del lavoro;
  • sostenibilità ambientale;
  • tutela delle generazioni future.

Articolo 20 — Imprese e attività economiche autodeterminate

La Parte Veneta può istituire registri e sistemi organizzativi per le imprese che intendano partecipare al proprio sistema economico istituzionale.

Le attività economiche sono esercitate nel rispetto delle norme applicabili in materia di lavoro, fiscalità, antiriciclaggio, tutela dei consumatori, concorrenza, ambiente e commercio internazionale.

Le Parti possono negoziare accordi specifici per disciplinare il riconoscimento reciproco delle imprese, dei certificati e degli strumenti economici, ivi inclusi quelli previsti dal SIPSE, quali il Sistema di Mutuo Riconoscimento e Compensazione Multilaterale (SMRC) e i Diritti Speciali di Prelievo dei Popoli (DSPP).

Parte IX — Beni, Risorse e Continuità Economica

Articolo 21 — Beni e patrimonio

La questione relativa alla titolarità, amministrazione e gestione dei beni pubblici e degli altri beni connessi al processo di autodeterminazione sarà disciplinata mediante accordi successivi.

La definizione di tali rapporti terrà conto:

  • della continuità amministrativa;
  • della destinazione dei beni;
  • dei diritti acquisiti;
  • degli interessi delle popolazioni interessate;
  • degli obblighi internazionali;
  • dei principi di equità e buona fede.

Articolo 22 — Risorse naturali

Le Parti riconoscono il principio della partecipazione dei popoli alle decisioni concernenti le risorse e lo sviluppo dei propri territori, secondo il diritto internazionale applicabile.

La gestione delle risorse dovrà rispettare:

  • la sostenibilità;
  • la tutela ambientale;
  • i diritti delle generazioni future;
  • i diritti delle comunità interessate;
  • gli obblighi internazionali applicabili.

Il Popolo Veneto, in quanto aderente al SIPSE, partecipa alla Piattaforma P-QRNP per la registrazione e valorizzazione delle risorse naturali dei popoli, con emissione di Certificati di Sovranità Risorse (CSR).

Parte X — Relazioni Internazionali

Articolo 23 — Cooperazione internazionale

La Parte Veneta può promuovere relazioni culturali, scientifiche, economiche e istituzionali con organizzazioni e soggetti internazionali, nei limiti consentiti dal diritto applicabile e dagli eventuali accordi conclusi.

Le Parti possono richiedere congiuntamente assistenza tecnica, mediazione o osservazione da parte di organismi internazionali, ivi inclusi il SIPSE e la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli.

Nessuna disposizione del presente articolo pregiudica le competenze degli organi delle Nazioni Unite o delle altre organizzazioni internazionali competenti.

Articolo 24 — Corte Internazionale di Giustizia e altri organismi internazionali

Le Parti possono concordare di sottoporre specifiche questioni giuridiche a procedure internazionali di composizione delle controversie.

Ogni eventuale ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia sarà effettuato nel rispetto delle norme sulla giurisdizione e sul consenso degli Stati interessati.

Le Parti possono altresì richiedere, ove giuridicamente possibile, pareri consultivi agli organi internazionali competenti, ivi inclusa la Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli istituita nell’ambito del SIPSE.

Parte XI — Composizione delle Controversie

Articolo 25 — Soluzione pacifica

Ogni controversia concernente l’interpretazione o l’applicazione del presente Trattato sarà risolta mediante mezzi pacifici.

Le procedure comprendono:

  • consultazione;
  • negoziato;
  • mediazione;
  • conciliazione;
  • arbitrato, previo accordo delle Parti;
  • ricorso a un organo giudiziario internazionale competente, ove sussista la relativa giurisdizione.

Articolo 26 — Commissione di Conciliazione

È istituita una Commissione Bilaterale di Conciliazione composta da un numero uguale di membri designati dalle Parti.

In caso di mancato accordo, le Parti possono nominare congiuntamente un Presidente indipendente.

La Commissione presenta una relazione motivata contenente proposte di soluzione.

Parte XII — Garanzie Internazionali

Articolo 27 — Osservatori e garanti

Le Parti possono invitare Stati terzi, organizzazioni internazionali e istituzioni specializzate a partecipare, in qualità di osservatori o garanti, alle fasi concordate del processo.

L’eventuale partecipazione internazionale sarà disciplinata da protocolli separati.

La presenza di osservatori o garanti non comporta automaticamente il riconoscimento dello status internazionale di alcuna Parte.

Parte XIII — Attuazione

Articolo 28 — Accordi complementari

Il presente Trattato costituisce un accordo quadro.

Le Parti negozieranno, ove necessario, protocolli e accordi complementari concernenti:

  • territorio;
  • cittadinanza;
  • documenti;
  • beni;
  • infrastrutture;
  • sicurezza;
  • finanze;
  • debito;
  • commercio;
  • previdenza;
  • ambiente;
  • patrimonio culturale;
  • lingua;
  • cooperazione internazionale;
  • successione nei diritti e negli obblighi.

Articolo 29 — Attuazione progressiva

Le Parti possono concordare l’attuazione progressiva delle disposizioni del presente Trattato.

Ogni fase sarà formalizzata mediante protocolli attuativi.

Nessuna fase potrà essere interpretata come automaticamente equivalente alla fase successiva.

Parte XIV — Principi di Interpretazione

Articolo 30 — Interpretazione conforme al diritto internazionale

Il presente Trattato sarà interpret

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